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Meraviglie

Il cargo entra lentamente nella pass, inclinato su un lato. È l’alba, i grandi mercantili entrano in porto a Pape’ete sempre all’alba, forse per non perdere il momento magnifico in cui l’isola si accende, illuminata dai primi raggi del sole.

Porta tante meraviglie nei suoi container, il tempo di scaricare e i prodotti mancanti ricompariranno nei supermercati, si vedranno girare nuove automobili, forse anche gli arredi di chi sta arrivando per una nuova vita in Polinesia, facendosi accompagnare dalle suppellettili di sempre.

Meraviglie della vita moderna, tanto lontana da quella Mā’ohi.

Cosa ci stai portando o grande cargo?

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Morte del poeta

Caro Patrick, mi dispiace moltissimo non aver partecipato al progetto col Conservatorio, che ha avuto un grande successo. Mi è molto dispiaciuto non poterlo fare, una simile richiesta che veniva da una persona come te mi ha profondamente lusingata. Avevo un appuntamento con la felicità, sono rientrata in Italia per essere presente alla nascita della mia nipotina, la tenera Ave, venuta al mondo all’improvviso. Sì, il richiamo del pufenua, la placenta, è stato più forte dell’amore che porto alla Polinesia e alla sua cultura, della quale tu Patrick sei un grande esponente.

Mi dispiace moltissimo non avere un’altra occasione, due giorni dopo il Gran Gala ci hai lasciato, improvvisamente, per tornare a far parte del Fenua, la terra, che tanto amavi.

Voglio ricordare i tuoi ultimi versi:

E ia pii mai te pō ia òe

I te tahatai o to oraraa,

I te fenua atoà òe

E tanuhia ai…

E i teie ā fenua,

E tupu mai ā òe

E ohi âpī…

E quando la notte ti chiamerà,

Dalla riva della tua vita,

Nella terra anche

Tu sarai piantato… (nel senso di interrato, sepolto)

In questa terra ancora,

Germoglierai

Nuovo virgulto

Sentire il coro dei bambini cantare queste strofe mentre venivi calato nella terra mi ha squarciato il cuore.

Ciao Patrick, mi mancheranno i tuoi testi da studiare, la profondità del tuo pensiero. Mi mancheranno i nostri incontri al parco, dove assorbivo come una spugna il sapere che generosamente mi regalavi. Mancherai a me e all’intera Polinesia.

Ma un poeta non muore mai.

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Il risveglio

Ti guardo mentre ti svegli, dolcemente accarezzata dalla bruma della notte o rapidamente, incorniciata dai prorompenti colori dell’alba. Assorbo la tua energia Tahiti mia, il mio corpo fiorisce insieme a te, le mie unghie si tingono di rosso, i miei occhi si incorniciano di nero, il fiore d’ibisco ritrova il suo posto sul mio orecchio destro.

Mi stai guarendo da tutte le fatiche, mi stai guarendo da quel sottile mal di vivere che inevitabilmente mi assale ogni volta che rientro in Europa.

Mi fai ritrovare la forza che credevo perduta.

Non posso che amarti, Tahiti mia!

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Himalaya, il volo

È stata un’esperienza incredibile, vedere quelle cime bucare la fitta coltre di nubi, forti e fiere di essere parte della catena montuosa più alta della terra. Ho volato sull’Himalaia questa mattina subito dopo l’alba, per la seconda volta ci siamo alzate alle 5, ieri pioveva forte, siamo arrivate all’aeroporto abbiamo aspettato invano, volo cancellato, ma oggi… Oggi ci hanno imbarcate insieme a due famiglie indiane, per farci godere di uno dei migliori spettacoli forniti dal nostro pianeta terra. Appena uscite dal bianco ovattato che ci avviluppava, ecco risplendere l’azzurro del cielo, la morbida coltre di nuvole traforata dalle cime delle montagne, coperte dai loro ghiacciai perenni, aspre, rocciose, quasi impossibili da raggiungere.

Penso a Giuseppe Pompili, coordinatore di AVVENTURE NEL MONDO come me, con la sola differenza che lui questi ottomila se li è scalati tutti e 14, con la sola forza delle gambe. Ricordo quando ero casualmente capitata alla sua proiezione e mi ero gustata il racconto. Di come aveva parlato della finestra di 2/3 giorni durante la quale si possa tentare la scalata del Sagarmatha, l’Everest, 8.848 metri sopra il livello del mare, la montagna più alta del nostro pianeta. Dell’ultimo tratto da percorrere, apparentemente breve ma terribile. Del nervosismo della notte nell’ultimo campo prima della grande impresa, dove già pochi riescono ad arrivare, di come avesse rinunciato a soli 50 metri dall’agognata meta, mentre il suo compagno che aveva continuato era stato inghiottito dalla montagna, quella montagna che non perdona e fa suo chi osi sfidarla senza averne realmente le capacità. Delle due scalatrici coreane in competizione, ognuna controllava che l’altra non barasse respirando ossigeno; anche di queste una era scivolata rimanendo in un ghiacciaio eternamente… Ho letto che il percorso dal campo base è costellato di tracce di chi ha provato e non c’è riuscito, si segue il sentiero per svoltare a destra dove affiorano gli scarponi azzurri, non dimenticare di andare a sinistra dopo la giacca a vento rossa, e così via, seguendo un percorso tracciato da chi per averlo tanto desiderato ci è restato.

Ce l’ha fatta Pompili, l’ingegnere bolognese dalle cosce di marmo, qualche anno dopo quella serata è riuscito a conquistare l’agognata cima.

Ce l’abbiamo fatta, il mio piccolo gruppo ed io, a sorvolare le montagne più alte della terra, senza farci scoraggiare dalle cattive previsioni meteorologiche o dalle alzatacce.

Ciascuno ha avuto la sua giusta soddisfazione!

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Di quella pira…

Il fiume Bagmati in prossimità di Kathmandu è un luogo sacro, vi sorge il tempio di Pashupatinath ed è il sito preposto alle cremazioni. Parecchie persone muoiono nella città ogni giorno, è sempre possibile assistere a questo toccante rito.

La spoglia mortale, posata sulla pietra sacra, viene lavata con le acque del fiume, prima di essere deposta sulla pira funeraria. È il figlio minore a dover accendere il fuoco subito sotto il viso della madre, la faccia della donna è rossa, interamente coperta di tikka, la polvere rossa che di solito gli Hindu si mettono in un puntino al centro della fronte a guisa di benedizione. È impressionante, sembra sia già in fiamme.

Nel mentre, dall’altro lato, nella zona destinata ai vip, è in corso la cremazione di un ricco commerciante indiano, con tanto di banda musicale e tanti, tanti fiori. In questo caso è il primogenito a dover appiccare il fuoco, dopo le celebrazioni di rito.

Il fotografo ingaggiato per immortalare l’avvenimento non risparmia i primi piani della salma.

Uno strano soggetto si diverte a sguazzare nell’acqua del fiume, lavandocisi anche i denti, frugando nel fango, schizzando con ampi gesti.

Quando, nel 2001 avvenne la strage della famiglia reale, fu necessario allargare la piattaforma a loro dedicata, per cremare i 10 corpi.

Che dire… Un sistema efficace che non richiede cimiteri…

Non dimentichiamo: polvere siamo e polvere torneremo.

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Bhaktapur

Si respira quell’aria di pura spiritualità, la mattina quando la città si sveglia, quando i piccoli nepalesi si avvicinano ai tempietti con un’offerta in mano, recitano una preghiera, spesso cantata, segnano la fronte con la rossa benedizione presa dalla statua del dio preferito: Shiva, Krishna, Ganesh… e così via nella moltitudine del pantheon indo buddista.

C’è anche chi tocca i testicoli del toro, in cerca di fertile virilità, la città è puntellata e in corso di ricostruzione, dopo il terremoto del 2015, ogni angolo ospita un cantiere o un mucchio di mattoni rossi.

È triste vedere le donne lavorare come manovali, passi quando da sedute puliscono i mattoni per riutilizzarli, ma quando trasportano sabbia pietre e cemento nella loro gerla… e magari sono anche incinta…

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Kathmandu

Cosa fai nei prossimi giorni?

Vieni a fare un giro con me in Nepal, viaggio KATHMANDU, passiamo 10 giorni in questo fantastico paese!

Dall’11 al 20 maggio 2018.

Con AVVENTURE NEL MONDO, come sempre, appassionatamente!!!

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Bali

L’isola di Bali stupisce per la sua profonda spiritualità, difficile comprendere la differenza fra un tempio, una casa privata, un museo… Ogni cosa è circondata da altari, le offerte sono ovunque, ho fatto sempre attenzione a non calpestarle, specie le piccoline, un quadratino di foglia on qualche chicco di riso.

Ubud è la località che più mi è piaciuta, fresca, spirituale e piena di cultura, le manca solo il mare!

I campi di riso, dal tenero colore verde, basta svoltare in una laterale appena percettibile ed eccoli apparire!

Offerte abilmente composte e statue si trovano ovunque, servono a proteggere dagli spiriti maligni che, pare, si aggirino in grande quantità sull’isola.

Ho mangiato per strada, trovando cucine sopraffine, come questa a Padangbay che mi ha accolta appena arrivata, nel bel mezzo di un acquazzone!

Ho visitato la nera spiaggia di Lovina, a nord dell’isola, che mi ha fatto ricordare le altre sabbie nere sulle quali ho camminato, punta Venus à Tahiti e Ostia, a fianco a Roma. Vulcani, sempre vulcani che lasciano una traccia perenne.

Ho passeggiato in una splendida natura rigogliosa…

Ho visitato luoghi surreali, come Goa Gajah, la grotta dell’elefante, dove di prima mattina ci si viene a purificare.

Ho assistito alle danze Legong

Ho ammirato i vulcani, da lontano però, anche perché il dio Agung è in eruzione, pericoloso avvicinarsi, la popolazione è evacuata da prima di Natale!

Ho ammirato le decorazioni floreali degli alberghi, ma anche per strada

Ho nuotato nelle acque di Nusa Dua, passando una magnifica giornata in spiaggia

Ho pranzato nella baia dei Pirati, che facevano credere infestata di spiriti, per poter trafficare con tranquillità!
Sono rimasta profondamente ammirata dalla grazia di questi luoghi.

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Singapore

Eccomi per la seconda volta a Singapore, questa magnifica città stato dove tutto funziona alla perfezione. Ci arrivo dopo una decina di giorni a Hong Kong, un angolo di Cina che Cina non è, fortemente legata al consumismo. Singapore è dolce, Singapore è tranquilla, il suo clima caldo umido ti avvolge, la sua popolazione multietnica è sorprendente!

Simbolo di questa città era il leone che sputa acqua, come un idrante dei pompieri, ormai sorpassato dal Marina Bay, l’albergo realizzato in tre torri con sopra appoggiato qualcosa che ricorda la sagoma di una nave, con una delle piscine a sfioro più esclusive al mondo, Infinity, riservata ai soli clienti dell’albergo. Ho incontrato molte persone che sognano di nuotare nelle sue acque, sospesi fra terra e cielo, circondati dalle sagome dei grattacieli e, visto che durante il mio primo soggiorno a Singapore non ero salita, l’ho fatto oggi, per avere un’impressione personale. Ne vale la pena? No, per me no, la piscina era stracolma di gente, difficile nuotare, la maggior parte delle persone si accontentava di stare a bagnomaria, cercando di proteggersi dal sole che filtrava dal cielo velato. Certo, in camera tutti avevano trovato accappatoio e ciabattine di spugna, la divisa per i clienti esclusivi, ma la lunga fila all’accoglienza mi faceva capire che più che sostanza, il business si basa sull’ottima azione pubblicitaria. Il panorama, parte sul porto, parte sui lavori in corso, perché a Singapore ci sono sempre una miriade di lavori in corso, grosse opere come in tutta l’Italia non se ne fanno in un anno, parte sui vicini grattacieli non è eccezionale. Unica eccezione il Garden of the Bay che, con i suoi alberi artificiali resta una meraviglia della tecnica. Ne era stato copiato uno per l’Expo di Milano, uno, solitario.

Quindi, cari amici miei, accontentatevi di ammirare la sagoma del Marina Bay da lontano ma non saliteci, potreste restare delusi.

Se proprio volete verificare le mie parole, non vi conviene pagare i 23 sgd per l’ingresso allo Sky Park, meglio salire al bar, Ce la Vi, si anticipano 20 sgd che vengono scalati dalla consumazione. Potrete vedere in che stato di affollamento si trovi la piscina.

Non dico questo perché allergica al lusso, solo a quello senza sostanza… Mi sono divertita tantissimo a farmi fotografare nei negozi delle grandi firme nel sottostante centro commerciale.

That’life, that’s my life!

In ricordo di Pedro

Questa foto è dedicata a quella Pantera Rosa di mia sorella! 😉

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Hong Kong

Panorama dalla terrazza dell’albergo, non per niente si chiama Grand View!

Il palazzo della Zecca, le colonne simulano le monete!

Gita al Victoria Peack Quartieri residenziali

Davanti alla foresta di bambù

Il mercato dei fiori

Il mercato dei pesci

Grattacieli giorno e notte

A bordo del sampan

C’è chi vive così…Caro…

Sampanchina!

Tempio

ancora tempio

Gita a Cheung Chau con il suo tempio!

Capodanno! Evviva!

I giardini delle monache buddiste, Nan Lian a Kowloon

Gita a Lantau

Cibi essiccati

Teste di pesce

Per finire, incontro con la collega scrittrice!

Il viaggio Hong Kong – Kowloon è stata una chicca! Lo consiglio caldamente.

Sempre e solo con Avventure nel Mondo!

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