Polinesia Francese

Maupiti e Bora Bora

La pass di Onoiau, entrarci non è semplice, è l’unico canale di accesso, con corrente sempre uscente. E che corrente!

Ritrovarsi!

Quando il gruppo merita, lo si fotografa volentieri!

Chi ci ha scorrazzati su e giù per la laguna? Nientepopodimeno che l’armatore del Maupiti Express, il mitico battellino giallo che, ahimè, non collega più Maupiti con le isole vicine.

La simpatica casa di Ah Ky

La vista salendo in montagna

Marae

Na na!

Che nuotate con le mante reali!

L’altra faccia del motu

Siamo finiti nelle foto pubblicitarie dell’ottimo Maupiti Village! Della cara Audine.

Bora Bora ci guarda: domani voleremo lì!

Bora Bora

I gruppi di AVVENTURE nel MONDO non passano inosservati! 

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Storia di una traversata

Quest’anno il clima è bizzarro nell’emisfero sud, l’inverno australe si fa sentire in tutte le sue sfumature, anche se rapportato alla mitezza del clima polinesiano. Abbiamo dovuto affrontare la traversata della laguna di Rangiroa in una giornata di mare mosso, è grande questa laguna, la più grande dell’arcipelago delle Tuamotu, potrebbe tranquillamente contenere l’intera isola di Tahiti con la sua coda. Il tempo normale di attraversamento è di circa un’ora, dipende dalle condizioni del mare… Sapevamo che sarebbe stata dura. Del nostro piccolo gruppo nessuno ha avuto paura, avevamo grande fiducia in Manua, il nostro capitano. La rotta più breve sarebbe stata quella obliqua, ma avremmo avuto le onde di fronte, allora Manua ha tagliato la massa d’acqua perpendicolarmente, preoccupandosi del nostro confort. All’inizio era impressionante, le onde muovevano la barca come se fosse un fuscello, facendola salire e scendere sulle sue liquide montagne che la toccavano di traverso, sembrava potesse capovolgersi in ogni momento. Ero a poppa, seduta nel lato maggiormente riparato, ciò nonostante forti secchiate salate mi sommergevano con regolarità. Ero girata a guardare la scia, il punto maggiormente omogeneo, per evitare un attacco di mal di mare o perdermi in inutili preoccupazioni. Intorno a me tutti erano silenziosi, il capitano concentratissimo, come lui anche Moana, il suo uomo di fiducia, originario di Rapa, dalle mille abilità, non ultima la navigazione: il suo figlioletto di appena 6 anni segue le sue orme, tanto da essere capace di indicare la rotta fra mille scogli di corallo. Vedevo il volto terreo di Claudia, seduta proprio di fronte a me, di tanto in tanto mi giravo e notavo la sofferenza di Titti, immobile, assente, come se fosse in un altro mondo… Per proteggerci ci siamo tutti chiusi in noi stessi, a doppie mandate, fermi, immobili, pensando ad altro per non soccombere sotto la forza dei marosi, aspettando che passasse quel tempo infinito, necessario a rientrare. Un paio di volte ci hanno chiesto se tutto andasse bene, cosa potevamo fare se non annuire? Non avevamo scelta.

Una volta raggiunta la terra, quando il cuore già si allargava dalla gioia, abbiamo dovuto costeggiarla, le onde erano di fronte e ci colpivano con maggiore violenza. Piero e Noemi si sono sdraiati sui bagagli per essere meno colpiti, se non avessero avuto quell’espressione tirata sarebbero sembrati due allegri vacanzieri. Eravamo quasi arrivati, ho visto Manua rilassarsi, emettere grida di gioia anche se le secchiate avevano raddoppiato forza e intensità, eravamo quasi alla fine, il più era fatto, sicuramente il nostro nocchieri conosceva quel tratto di mare, pass di Avatoru compresa, come le sue tasche. La grande casa di Olga sembrava non spuntare mai. La ricordavo così vicina, invece ci sono voluti altri 20 minuti di navigazione, durante i quali, se mai avessimo ancora avuto un centimetro di corpo asciutto, ci eravamo ridotti tutti grondanti.

L’ingresso nel piccolo porticciolo è stato drammatico: la forte corrente lo agitava e non era quasi possibile fermarsi. I cani hanno annunciato il nostro arrivo con un rumoroso abbaio, correndo in tutte le direzioni, immediatamente Sophie, la giovane moglie di Moana è corsa ad aiutare… Moana facendo da puntello con il suo fisico possente teneva ferma la barca mentre l’altro ragazzo dell’equipaggio lanciava le valige sulla piccola banchina… Sì, avevamo anche tutte le valige con noi! Provvidenzialmente coperte da una tela cerata.

Ricordo di essere scesa il più velocemente possibile, avevo bisogno di fare pipì, non vedevo l’ora di toccare terra e trovare un bagno. Anche Olga è accorsa gridando: “Nella doccia, andate nella doccia!” Indicando la sua casa, dove c’è sempre l’acqua calda. Ho salito i gradini a due a due, come mi sono infilata nella doccia ho visto le altre arrivare alla spicciolata, il calore è stato ritrovato con l’acqua calda condivisa, tutte insieme appassionatamente, un po’ vestite un po’ in costume, tremanti ma allegre, felici di aver ritrovato la terra ferma. L’ultima ad arrivare è stata Claudia che, dopo aver tanto tenuto, si era sentita male non appena toccata terra.

Come siamo scese un buon the caldo era già pronto, non mi è bastato, tremavo ancora dal più profondo del mio corpo. Sono uscita a comprare il Tahiti Drink, una bevanda leggermente alcolica, che è stata determinante.

Il bello di questa Avventura è che la abbiamo affrontata tutti insieme, uniti, col gruppo ben saldo. Appassionatamente. Come dovrebbe sempre essere.

Con Manua alla partenza

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Solo atolli

L’arrivoIMG_7480

Fakarava

Dopo un rapido volo

Eccoci a Tetamanu, davanti alla sua magnifica passIMG_7586

Ricca di energia!IMG_7535

Il nostro capitano: Tino e la sua barca, se l’è costruita da solo!IMG_7495

Una mezz’oretta di pesca al tramonto: 17 tonni!IMG_7531

Alle sabbie rosa davanti TetamanuIMG_7564

La cucina dove preparavamo i nostri pasti, appena costruita!IMG_7585

Anche i tramonti sono speciali!IMG_7577Ultimi 2 giorni nell’atollo di Fakarava, li passiamo al villaggio, gita alla pass nord!IMG_7613

L’oceano è agitato…IMG_7626

Ma non ci ferma!IMG_7629

MaraeIMG_7621

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Ciao Fakarava…IMG_7635

Voliamo in un nuovo atollo!IMG_7641

RANGIROA

Una giovane manta reale ci accoglie danzando! Ottimo presagio!

Prima gita alle sabbie rosa!IMG_7708

Siamo entusiasti!IMG_7670

Idromassaggio naturale!IMG_7689

Impossibile resistere! Con quel cielo poi…IMG_7703

Cocchi ovunque… Ambitissimi!IMG_7719

Anche da questo granchio!IMG_7727

C’è chi raccoglie le conchiglie, per comporre le collanine tradizionaliIMG_7721

C’è chi pesca nell’oceano profondo! Come questa bella vahine!IMG_7723

Un’oretta insieme, abbiamo immediatamente fatto amicizia!IMG_7724

Ci fermiamo su un’altra spiaggia, tutto è rosa intorno a noi!IMG_7739

Piatti di carta? Nooo, vassoi di foglie intrecciate! Pane al cocco, delizioso!IMG_7740

Alba dei due soli… Per un attimo ho creduto che l’universo fosse cambiato, ma era solo una nuvola!IMG_7744

Isola degli scogli, giusto dietro la tenda!

Tutti hanno case di metallo…

Anche i paguri!

Con un sorriso ci prepariamo alla traversata, la laguna è agitata, saranno più di 2 ore di secchiate in faccia… Manua, il nostro capitano è bravissimo! Non abbiamo mai avuto paura!

Con i nostri due angeli!

Tutti insieme! Appassionatamente!

Tikehau

Il nostro campo

In una magnifica spiaggia!

Anche questo atollo è magnifico!

Gita al motu degli uccelli

Magnifici coralli cervello

Eden, paradiso!

Felicità!

Riusciamo sempre a mangiare!

Libertà!

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Propositi

È un po’ di tempo che trascuro il mio blog, la correzione delle bozze del libro Heiva a Raivavae prima, la Heiva con gli articoli per la RivistaEtnie adesso… Scrivere un blog è una passione che può affievolirsi ma non si spegne.

Eccomi di nuovo carica di buoni propositi: a breve pubblicherò le foto del viaggio in Ecuador, che sono rimaste in archivio e inizierò a scrivere per documentare il giro negli atolli che sta per iniziare.

Un’altra delle mie sfide: 22 giorni come coordinatore del gruppo SOLO ATOLLI di AVVENTURE nel MONDO in tenda per campeggiare nelle spiagge più belle di Fakarava, Rangiroa e Tikehau, meravigliosi atolli delle Tuamotu. Per riposarsi poi 5 giorni in quel gioiellino di Maupiti e 2 a Bora Bora, la perla del Pacifico.

Fra un arcipelago e l’altro un veloce passaggio a Tahiti, tanto per vedere se le balene abbiano voglia di nuotare con noi.

Un bel programmino, no?

Poi il lungo volo per l’Italia, per arrivare giusto in tempo per partecipare al Grande Raduno di Avventure nel Mondo.

Per non perdere il ritmo un paio di viaggi in previsione: un salto in Finlandia a verificare se le aurore boreali siano veramente così spettacolari, un altro a Gibuti per salutare una coppia di amici e incontrare gli squali balena nella loro migrazione annuale.

Dopo il Natale in famiglia, ce la farò ad aspettare tutti questi mesi? Inizia il grande ritorno in Polinesia Francese, passando da Laos e Cambogia, qualche giorno a Bali e alle Gili, un paio di giorni a Sydney per gli acquisti, una notte ad Auckland e voila, dovrei arrivare a Tahiti i primi di febbraio, giusto in tempo per il FIFO, il Festival Internazionale del Film Oceaniano, mai dimenticare la cultura!

Nel cassetto ho un progetto molto ambizioso, volare a Tokio da Tahiti arrivare in Cina a bordo di un comodo Cargo cantando karaoke, per rientrare via terra attraversando L’Asia, visitando il maggior numero di paesi: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, ma anche Azerbaigian, Armenia e Georgia… L’itinerario è già pronto, mi devo confrontare con Vittorio, il viaggiatore dei viaggiatori, per metter a punto gli attraversamenti delle frontiere. Sarebbe bello inserire nel percorso anche Pakistan e Afghanistan, ma forse il momento non è ancora propizio.

La vita è fatta di progetti, i miei seguono i sogni che, uno dopo l’altro, ho la fortuna di veder concretizzare.

E ne sono riconoscente!

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Una settimana a Tahaa

In questo periodo la voglia di vivere supera quella di scrivere, ma voglio fissare questa bella settimana passata su un motu dell’isola Tahaa.

Già dall’aereo il colore della laguna è meraviglioso…

Quando si arriva poi…

Passare una settimana sotto lo sguardo vigile di Bora Bora

Circondata da una natura meravigliosa

Il giardino dei coralli

Nuotando e pescando, mangiando

Provando i benefici dei rahu Tahiti

Giocando con le razze

Anche se il pesce fogu mi ha morsa

Anche se qualche volta ha piovuto

I tramonti si annunciano carichi di colori

I colori dellarcobaleno!

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La tua corona di fougère

Con la tua corona di fougère in capo mi metto in posa e ti sorrido, carica di desiderio.

È bello percepire il chiarore dell’alba fra le fronde del tuo giardino, mentre la pioggia cade impetuosa.

Cosa c’è di meglio che dormire abbracciati mentre l’universo si sta sciogliendo?

Le mille figure del tuo marae ballano davanti al mio volto, mi guardano, osservano, partecipano anch’esse alla fiera dei sensi.

Tutto gira intorno a me, mentre la pioggia esalta i profumi…

Il profumo di questo momento, il profumo di questa corona di fougère.

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Compleanno 

Volevo festeggiare il mio compleanno in spiaggia, riunire gli amici a pk 19, dove ci sono tanti tavoli ed il mare è limpido e pulito con il suo fondo roccioso. Avevo sparso la voce già prima di partire per Rapa, certa delle simpatiche adesioni, ma qualcosa non ha funzionato. La pioggia ha iniziato a cadere già da una settimana, continua incessante, in un orribile crescendo. La notte spesso mi svegliavo per il frastuono delle onde, non molto vicine ma altamente chiassose. Il 22 tirata la tenda dal quarto piano della mia camera non potevo vedere nulla, tutto era bianco intorno a me, una valanga di acqua si stava riversando sull’isola di Tahiti. La corrente mancava, il vicino supermercato era chiuso. Verso le 7 ho provato ad uscire, approfittando di un attimo di tregua, per andare al mercato, come tutte le domeniche. Fango ovunque. Intorno alla mia macchina, sulla quale sono salita compiendo acrobazie per non sporcarmi, per le strade… Il sottopassaggio davanti al mare era pieno di fango fin sotto alla trave, mai vista una cosa simile! Ho provato a continuare, fango ovunque, sul lungomare qualche rara persona camminava con l’acqua sporca al ginocchio… Ho rinunciato. Avevo invitato la famiglia di amici alle 9 di mattina in un simpatico locale alla marina, per colazione, quello che è il pasto principale della domenica in Polinesia. Chiuso, inondato. Abbiamo cercato insieme un’alternativa, muovendoci in un panorama surreale: fango ovunque, strade allagate, fiumi straripati, cascate che zampillavano fra le rocce della montagna. L’aeroporto è stato chiuso, gli aerei dirottati alle Isole Cook. La giornata è passata simpaticamente, ho ricevuto una montagna di auguri, ma non la dimenticherò tanto facilmente!

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La forza della natura

La natura ha scatenato tutta la sua forza. Sono tre giorni che la pioggia cade forte ed implacabile, che il vento ulula fra le cime degli alberi, che il mare, perso il suo bel colore azzurrato, si agita come una furia, esprimendosi in tutta la sua violenza. “Bisogna che l’occhio delciclone continui a girare, che non si fermi, perché se si ferma e ti guarda è la fine”! Mi spiega Jojo, questa notte ci siamo tutti svegliati per la furia degli elementi, con la paura che la vetrata delle nostre stanze potesse esplodere sotto la spinta del vento. Avevo già pensato di spostarmi in corridoio col materasso…

In Italia neve e terremoti, in Polinesia acquazzone e mare in tempesta. Sono stata fortunata a rientrare la scorsa settimana in cargo con il mare calmo, non so come avrei fatto in queste condizioni, si sta valutando di chiudere il porto di Papeete e il traghetto per la vicina Moorea ha cambiato itinerario, entra nella barriera corallina dal canale di Tupuna, raddoppiando il tempo di percorrenza; lo si vede arrivare a balzelloni, mentre il capitano procede con estrema attenzione. In montagna tutto crolla, le

strade si allargano colpite da fessure, c’è chi resta bloccato in casa, chi non riesce più ad uscire, chi si ritrova col pavimento infangato…

Poveri turisti inghirlandati, non avete certo scelto il momento migliore per visitare questo paradiso! Il viaggio sognato una vita non si mostra certo all’altezza dell’aspettativa!

È la stagione delle piogge, adesso a Tahiti.

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Il colore dell’oceano

8/1Il cargo è in mezzo all’oceano, intorno a noi acqua, acqua ed ancora acqua. Segue quelle che sono le autostrade del mare, percorse dai tempi dei tempi dai navigatori polinesiani, abili a cogliere ogni segno della natura per scoprire nuove isole. Per chi pensi che l’oceano abbia un solo colore, non è così. Ci sono zone più fonde che si colorano di blu cobalto, con una pennellata di nero, ecco i chiaroscuri delle onde, le piccole onde che movimentano la superficie compatta della massa acquatica, con, a volte, una spruzzatina di bianco in cima. Il sole vivifica il tutto, regala una patina lucida al pelo dell’acqua, rendendo questo mare brillante ma anche luccicante, quasi un cielo pieno di stelle, con i suoi riflessi cangianti. Comprendo come sia stato possibile il suo culto, il culto del sole, che dall’antico Egitto alle isole polinesiane porta lo stesso nome Raa. Le nuvole partecipano al gioco di colori con il loro riflesso o filtrando il sole, schermandolo per attenuare la potenza dei suoi raggi.

La scia traccia il passaggio del cargo, tanto deciso quanto effimero, di un turchese pieno di schiuma, come nella vasca di una diva di Hollywood. Lunghi fili da pesca sono appesi dietro la nave, se mai un pesce abboccasse c’è subito qualcuno pronto a recuperarlo per farlo finire in padella. Appena partiti per ben due volte avevano abboccato, ma gli animali, nella furia della sopravvivenza, erano riusciti a liberarsi, malconci e sanguinanti, certo, ma con intatta la speranza di vita.

La mia cabina è comoda, al primo piano, ancora una volta ho avuto un trattamento di favore, sono in quella destinata al direttore della crociera, unico neo, non ha la finestra. Ogni tanto esco a respirare l’immensità del mare, a godere dell’apertura dell’orizzonte, sottolineata dalle nuvole sparse secondo file leggere in lontananza. Due intere giornate di mare fino alla sosta di un giorno nell’isola di Tubuai, si continua poi due altri giorni fino a Tahiti. Mi piace viaggiare in cargo, il mare è calmo, le mie preghiere sono state esaudite!

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Rapa, la partenza

7/1

La grande nave carica di merci è arrivata ieri sera verso le 19, con l’ultimo chiarore del tramonto, da questa mattina scarica le preziose mercanzie che ogni abitante attendeva. Mai visto tanto traffico nell’unica strada dell’isola! Molti sono costretti a più viaggi per recuperare le mercanzie, non tutti hanno un’auto, c’è chi viene in dumper, chi ha un simpatico rimorchio attaccato alla bicicletta… Verso mezzogiorno il segnale: due colpi di sirena, è il momento di prepararsi ed andare al porto. Tutta l’isola è venuta a salutarci. Ogni persona in partenza ha una corona in capo, la mia non è di fiori freschi, è preziosamente realizzata con foglie seccate e colorate con terre ed erbe, la mia ospite ci tiene a non farmi sfigurare! Il simpatico Micael mi infila una grossa collana di conchiglie con tanto di medaglia già mentre cammino verso il porto, è timido, preferisce salutarmi lontano dalla folla. Ogni persona che saluto ha per me un regalo, collane dei semi tipici dell’isola vengono infilate intorno al mio collo, una dopo l’altra. Sono gentili gli abitanti della remota isola di Rapa, ognuno ha un pensiero per me, una signora infila una borsetta intrecciata nel mio braccio… Iniziano i canti. Si canta e ci si saluta, con due sonori baci sulle guance e tanti regali, mille ringraziamenti, gli occhi sono lucidi, fastidiose lacrime scivolano sul viso. Tutto il villaggio canta, non è il tono forte ed allegro del nostro arrivo, è un tono basso, triste e lento che sottolinea la tristezza di questa partenza. Il temuto momento arriva, la passerella viene levata i canti salgono di tono, le lacrime colano, l’isola si allontana…

Grazie Rapa, grazie di avermi accolta, grazie di questa bella esperienza!

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