Liberi pensieri

La tua corona di fougère

Con la tua corona di fougère in capo mi metto in posa e ti sorrido, carica di desiderio.

È bello percepire il chiarore dell’alba fra le fronde del tuo giardino, mentre la pioggia cade impetuosa.

Cosa c’è di meglio che dormire abbracciati mentre l’universo si sta sciogliendo?

Le mille figure del tuo marae ballano davanti al mio volto, mi guardano, osservano, partecipano anch’esse alla fiera dei sensi.

Tutto gira intorno a me, mentre la pioggia esalta i profumi…

Il profumo di questo momento, il profumo di questa corona di fougère.

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Starmi dietro? Impossibile!

Ieri ero in Uruguay, nella bella Colonia, città dall’impronta portoghese che ancora mantiene nella Citadela cresciuta intorno al faro… Con un traghetto sono arrivata a Buenos Aires, con un voletto ad Iguacu ed eccomi oggi in Argentina a visitare il lato di questo paese delle famose cascate.


Domani sarà la volta del lato del Brasile, dopodomani passerò la frontiera del Paraguay… 

4 stati in 4 giorni, grazie Gabriella per avermelo fatto notare! 

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Sospesa nel tempo

img_2884Cosa sono 5 ore di fuso orario differente? Apparentemente non molto per chi, come me, sia abituato ad assorbirne 12, 11 quando in Italia vige l’ora solare. Apparentemente.
In Polinesia francese lo stile di vita fa sì che ci si alzi presto, che si vada a dormire verso le 21.30, seguendo il ritmo di albe e tramonti. Quando si arriva dall’Europa basta andare a nuotare appena arrivati ed assorbire l’energia di moana, l’oceano. Ci si mette immediatamente in riga.
Da quando sono volata all’isola di Pascqua mi sento sospesa nel tempo, – 5 ore Tahiti, + 6 ore Roma, non so mai se sia notte o giorno, quando sia il momento di cenare o di fare colazione. Dormo in due riprese, di 4 ore l’una, a tarda notte, dopo lo spettacolo, il pomeriggio, dopo le attività, stremata.
Non avevo mai puntato la sveglia alle 10 di mattina, indispensabile se voglio gustare l’ottima colazione del mio Hostal.
Nei miei viaggi passati mi sono già divertita a saltellare su e giù per la linea di data passando dall’ieri al domani con un battito d’ali, ho perso e riguadagnato un giorno con i miei giri del mondo, ma mai mi sono sentita tanto estranea al tempo di oggi.

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Pollicino

Si respira un’aria diversa qui a Rapa Nui durante il Tapati.Il posto è splendido, si è circondati dai Moai che troneggiano per ogni dove, i grandi prati verdi, il mare con le sue onde impetuose che si rifrangono sugli scogli… È un’isola, siamo in un’isola, nell’isola di Pasqua! 

Oggi mi sono persa. Tanta la voglia di assistere al Tapati che mi sono precipitata fuori dal mio Hostal senza troppo ascoltare le indicazioni della gentile proprietaria; dopo un paio d’ore passate in spiaggia ad ammirare i surfisti che si facevano scivolare sui fasci di totora, Schoenoplectus californicus, al colmo della stanchezza ho cercato di rientrare. È iniziato così un “a la derecha, a la ischierda, tiene una stradita…” mi hanno spedita in tutte le direzioni, fuorché in quella giusta, aiutandomi in tutti i modi, con indicazioni farraginose, facendomi arrivare nell’Hostel della concorrenza, ma la mia valigia era già posata altrove, o facendomi aspettare 15 minuti con la speranza che l’impossibile internet aprisse la pagina dove l’indirizzo veniva gelosamente custodito… Non mi preoccupavo più di tanto, lo scenario in cui questo avveniva era sotto lo sguardo vigile delle grandi statue scolpite. Gli occhi di corallo dal valore inestimabile. Come fare per risolvere questa difficoltà? A chi chiedere aiuto? Ai “carabineros” naturalmente, che gentilmente hanno telefonato al mio alloggio: “Carabineros, tenemos una mujer de Italia…” No ero innocente, mi ero solo persa ed il fido IPhone sul quale avevo numero ed indirizzo si era scaricato… La gentile signora è venuta a prendermi con il sorriso sulle labbra. La

Stasera quando uscirò guarderò bene la strada e farò cadere una lunga fila di sassolini bianchi, come pollicino.

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Compleanno 

Volevo festeggiare il mio compleanno in spiaggia, riunire gli amici a pk 19, dove ci sono tanti tavoli ed il mare è limpido e pulito con il suo fondo roccioso. Avevo sparso la voce già prima di partire per Rapa, certa delle simpatiche adesioni, ma qualcosa non ha funzionato. La pioggia ha iniziato a cadere già da una settimana, continua incessante, in un orribile crescendo. La notte spesso mi svegliavo per il frastuono delle onde, non molto vicine ma altamente chiassose. Il 22 tirata la tenda dal quarto piano della mia camera non potevo vedere nulla, tutto era bianco intorno a me, una valanga di acqua si stava riversando sull’isola di Tahiti. La corrente mancava, il vicino supermercato era chiuso. Verso le 7 ho provato ad uscire, approfittando di un attimo di tregua, per andare al mercato, come tutte le domeniche. Fango ovunque. Intorno alla mia macchina, sulla quale sono salita compiendo acrobazie per non sporcarmi, per le strade… Il sottopassaggio davanti al mare era pieno di fango fin sotto alla trave, mai vista una cosa simile! Ho provato a continuare, fango ovunque, sul lungomare qualche rara persona camminava con l’acqua sporca al ginocchio… Ho rinunciato. Avevo invitato la famiglia di amici alle 9 di mattina in un simpatico locale alla marina, per colazione, quello che è il pasto principale della domenica in Polinesia. Chiuso, inondato. Abbiamo cercato insieme un’alternativa, muovendoci in un panorama surreale: fango ovunque, strade allagate, fiumi straripati, cascate che zampillavano fra le rocce della montagna. L’aeroporto è stato chiuso, gli aerei dirottati alle Isole Cook. La giornata è passata simpaticamente, ho ricevuto una montagna di auguri, ma non la dimenticherò tanto facilmente!

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Fiore del mattino

Una goccia di rugiada è scivolata lenta lungo il mio braccio portandomi una nota di freschezza. La notte è passata calda e profumata fra gli effluvi del monoi, l’olio di cocco con fiori macerati con il quale a Tahiti ci si cosparge il corpo. La notte è passata veloce come un lampo oscuro e l’alba ci ha colti con il suo chiarore, ridando vita e colore alle fitte piante del giardino ed ai loro abitanti. Teneri uccellini che cinguettano, ma anche il gallo che ricorda insistente che è il momento della sveglia. La notte è passata fra profumi e sensazioni, la magica notte dell’isola di Tahiti.

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Il momento migliore

Il momento migliore della giornata è questo, quando il sole cocente ha smesso di splendere e dolcemente si tuffa nell’altro emisfero. Il momento migliore è quando il vento si alza, regalando una nuova frescura ed il mare trova nuova vita e nuovi colori, pronto ad essere inghiottito dall’oscurità.

Il momento migliore è questo, quando la giornata volge al termine, quello che è fatto è fatto e non resta che tuffarsi in una parentesi di tiepido riposo.

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Nostalgia

  
Una profonda nostalgia che non mi lascia mi ha colpita al rientro dall’atollo di Rangiroa. L’atmosfera a Tahiti in questi giorni è grigia, quasi autunnale, la città riprende i ritmi di sempre, dopo le vacanze ecco il lavoro, riaprono le scuole…

Ho rimpianto il cielo infinito dell’atollo, le interminabili gite in barca, danzando sulle onde sospesi tra cielo e mare per arrivare in luoghi bellissimi… Le corse in bicicletta contro il vento di Maramu che mi costringeva a pedalare con forza, per la gita serale al canale di Tiputa dove i delfini giocano con la corrente, nella rapida semioscurità del tramonto. Ho l’impressione che la città mi stia stretta, sento il bisogno di movimento e la necessità di condividere grandi orizzonti si fa sempre più pressante… È un momento di cambiamento, il mio corpo, severo, non ama le costrizioni ed ha espresso il suo disappunto facendomi ammalare, non gravemente, ma con una lunga interminabile sinusite che mi tormenta sin dal mio ritorno alla civiltà. Forse è il momento di cambiare qualcosa, forse devo rivedere il mio stile di vita. Non sarò avventata, non butterò tutto all’aria come quando ero giovane, continuerò a seguire un piano, ma spostandomi più di frequente. Ritorno a Rangiroa dopo il Festival polinesiano della prossima settimana, per assistere alla Farerei Haga, Festival di danze puamutu, da lì approfitterò del battellino comunale che riporterà il gruppo di ballo sull’isola di Makatea, dove non esiste aeroporto; dopo qualche giorno con il cargo di passaggio, in 2 giorni tornerò a Rangiroa; un rapido passaggio a Tahiti per ripartire sempre in cargo con l’amica Francesca ancora non si sa bene verso dove… Novembre nei canyon americani, se avrò l’opportunità di coordinare il gruppo di AVVENTURE nel MONDO. Vacanze di Natale a Rapa Iti, una delle isole più remote della Polinesia francese, governata ancora dal consiglio dei saggi, arrivandoci sempre in cargo… Niente aeroporto anche lì. 

La Polinesia va meritata, non si può dire che io non faccia sforzi, anche superiori alle mie possibilità fisiche (soffro il mal di mare) per conoscere i suoi aspetti più intimi e reali. E più lo sono, più la trovo interessante! 

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Leggere non è peccato

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Atollo di Rangiroa, arcipelago delle Tuamutu, Polinesia francese

Tornata più o meno alla civiltà, dopo quasi un mese passato sull’atollo di Rangiroa, adesso sono nell’isola di Tahiti…

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L’isola di Tahiti vista dall’aereo

Approfitto del buon collegamento internet per partecipare al simpatico gioco ideato da Silvia Algerino e Nadia Banaudi “Leggere non è peccato” e continuerei dicendo, “Che peccato non leggere!”

Non conto vincere, sono contenta di partecipare, asciare altre tracce dei miei pensieri qui sul web. Tanto più che non indosso magliette… Ben 3 in palio per i vincitori, una per ogni domanda.Schermata 2016-08-27 alle 10.09.29Ecco le mie risposte alle tre domande, direttamente da un paese dove la tradizione orale ha ancora radici profonde: i polinesiani scrivono poco, anche perché si ricordano tutto, e non hanno bisogno di prendere appunti, leggono meno, si meravigliano quando vedono qualcuno seduto con un libro in mano, o sdraiato in spiaggia a leggere al sole.

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Il bravo Minos, miglior orero, arte oratoria, di Tahiti

Per loro è meglio andare a pescare! 

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QUALI SONO I TRE MOTIVI CHE TI SPINGONO A LEGGERE?

La lettura è stata ed è un grande amore per me, ho imparato a leggere prestissimo, verso i 4 anni perché mia nonna dopo un po’ si stancava!

Mi piace perdermi nei racconti e nelle emozioni degli scrittori, per poterle vivere anche io.

Sapere, conoscere, capire… In particolar modo da quando vivo lontana dall’Italia per conoscere meglio il mio nuovo mondo.

QUALI LIBRI CONSIGLIERESTI A CHI NON LEGGE?

Isabel Allende – La casa degli spiriti
Adoro il suo stile di scrittura! 
Schermata 2016-08-27 alle 11.29.05Ugo Pratt – Una ballata nel mare salato

Inutile dire che leggendolo, sognavo di partecipare a queste magnifiche avventure!Schermata 2016-08-27 alle 11.15.42

Edmondo de Amicis – Il libro cuore
Rilegato in rosso, come quello che avevo da bambina, carico di sentimenti. Schermata 2016-08-27 alle 11.25.47

QUALI SONO LE TRE AZIONI CHE IDENTIFICHI CON IL PECCATO?

La violenza, non solo quella fisica, ma anche quella sottile e psicologica, quella tesa a dominare gli altri.

La cattiveria, il poter fare diversamente e invece no… 

L’invidia. Quella buona non esiste, è un sentimento esclusivamente negativo che distrugge chi lo prova. Molto meglio un sano: “Sono contenta per te!”

E adesso me ne vado a nuotare!

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Bora Bora, il vulcano estinto Otemanu e  la sua laguna

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Indumenti

 Ci sono degli indumenti che diventano preziosi perché condividiamo con loro attimi di vita, come il mio pareo a grandi fiori bianchi e neri, di un cotone leggero, facile ad asciugarsi e ad essere lavato, che mi ha seguito in tutte le spiagge del mondo. Ogni tanto penso di sostituirlo o di prenderne un altro da dentro al cassetto, di quelli belli che annodo sul fianco quando vado a lezione di danza, eppure no, è sempre lui a venire con me. Il primo rattoppo me lo fece Luisa, del primo gruppo con cui viaggiavo in Polinesia. Era il 2009. Lo uso come gonnellino, abilmente piegato ed annodato, per stendermi e per asciugarmi, sempre lui, ogni anno più fino ed impalpabile. Ho anche un costume che mi piace molto, anch’esso a fiori bianchi e neri, col quale ho nuotato in tutti i mari del mondo. Cerco ogni tanto di alternarlo, ma nulla da fare, è lui il mio preferito, quello che mi sta addosso con piacere, senza farsi troppo sentire. Ci sono degli indumenti che non si riescono a sostituire, diventano parte di noi, della nostra vita e dei nostri ricordi.

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