Ecuador

Yucca


Ecco una nuova ricetta, semplice e gustosa. Si raccoglie la radice di yucca, con l’aiuto di un machete la si sbuccia levando la corteccia marrone, conservandone solo la parte candida. Con l’aiuto di un tronco speciale pieno di dure escrescenze la si grattugia; la polpa viene prima setacciata per renderla omogenea e senza grumi, poi accuratamente strizzata in un apposito attrezzo di fibre intrecciate. Il latte ottenuto verrà cotto lungamente per farlo ispessire fino a diventare una marmellata scura, dal sapore piccante. La fibra si pone sul fuoco, in un largo recipiente di terracotta, la si livella omogeneamente con un attrezzo di legno di balza o con una ciotolina, mentre il fuoco la rende compatta e dorata. Un po’ d’attenzione nel girarla, ancora due minuti di cottura ed ecco, il nostro pane è pronto, compatto e fine come un’ostia, ottimo per essere mangiato solo, con il nero succo addensato del suo latte, con una marmellata di goyava o, perché no, con un buon pomodoro rosso e qualche cipolla. 

È una ricetta tipica della selva amazonica.

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Amazonia

Dei posti dove sia difficile svolgere la vita umana, l’Amazonia è certamente uno di questi. Area di enorme estensione, situata fra Ecuador, dove l’ho visitata, Colombia e Brasile, non ha strade, la si percorre navigando tortuosi corsi d’acqua su lance scoperte, spesso sotto la pioggia battente, coperti dai poncho impermeabili.
La fittezza della vegetazione è impressionante, la foresta pluviale che tutto ricopre sviluppandosi in strati sovrapposti, abitati da animali differenti: i caimani in basso, scimmie ed uccelli di vari specie in alto, insetti e serpenti per ogni dove. L’acqua che circola nei rii prende il colore marrone dal tannino delle piante, solo nella laguna grande, piana di origine alluvionale, ha il riflesso verde cupo della natura che la circonda. In questa luogo ostile, sempre umido e gocciolante, vive, fra le altre, una meraviglia del regno animale: il delfino rosato. Abbiamo avuto la fortuna di vederlo: ci è venuto incontro mentre navigavamo sul fiume, compiendo simpatiche evoluzioni, felice della pioggia. Questi animali si trovano unicamente in Amazonia, non si sa bene se il loro colore diventa rosato quando siano accaldati o se alcuni esemplari lo conservino sempre, come le differenti razze del genere umano.  

Per le popolazioni indigene i delfini rosati hanno una magia particolare, si trasformano in uomini, alti, belli, accuratamente vestiti con pantaloni bianchi, poncho e cappello di paglia per nascondere il buco di sfiato sulla testa attraverso il quale respirano. Seducono le donne facendole ballare tutta la notte, nessuna donna riesce a resistere al loro fascino, scelgono sempre la più bella, la portano avvolta in un tenero abbraccio a passeggiare romanticamente in riva al rio… La mattina dopo la donna non ricorda nulla di cosa sia successo durante la notte… Qualche mese dopo scopre di essere in stato interessante!

I delfini rosati vengono considerati i padri di tutti i bambini nati da madri sole, all’anagrafe non mancano registrazioni dove il padre dichiarato sia lui, il delfino rosa! 

Gli uomini dell’Amazonia stanne molto attenti a questi animali, per evitare che le loro mogli si ritrovino incinta di un bel delfino rosato!

Sono state giornate umide e gocciolanti, sono state giornate trascorse come se si vivesse all’interno di un documentario. 

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