Iguaçu, Iguazu

Fragorose, imponenti, infinite… Narra la leggenda guaranì che la bella Naipi, figlia del capo, si era innamorata di Taruba, un giovane della tribù vicina e la data delle loro nozze era già stabilita.

Ogni anno veniva sacrificata una giovane a M’boy, il dio serpente che viveva nel fiume, per tenere a bada la sua furia.

Naipi non era stata prescelta per questo sacrificio, ma si specchiò nell’acqua del fiume, M’boy la vide e ne restò incantato, mai gli era stata offerta una fanciulla così bella! Subito pretese dai Guaranì la bella Naipi in sacrificio. 

Rifiutare era impossibile.

Nottetempo Taruba venne a cercare la sua promessa e fuggirono insieme su una canoa lungo il fiume. Il dio se ne accorse e furioso, fece sprofondare l’intero fiume davanti a loro, creando un’enorme spaccatura. Trasformò Naipi in roccia, ai piedi della cascata affinché non potesse più scappare ed il giovane in una palma sul bordo dell’abisso, che potesse vederla ma non più toccarla, per l’eternità. 

Il primo europeo a vederle fu Alvaro Nuñez, nel 1542, in zona vivevano e vivono i Guaranì, parola che significa guerrieri, più esattamente i Guaranì-mbià, e nella loro lingua Iguaçu significa i, tanta, guaçu, acqua. 

Interessante sapere che la lingua dei Guaranì, è il tupi, non solo parlata ancora oggi in una zona molto vasta del Sudamerica che comprende Argentina, Brasile Bolivia e Paraguay, in quest’ultimo stato esiste il progetto di farla diventare lingua nazionale, per sottolineare l’identità del paese, dove viene parlata dall’86% della popolazione. Non per niente l’indipendenza dalla Spagna venne conquistata nel 1811. 


Con i loro tre chilometri di larghezza queste cascate sono uniche l mondo! 275 salti dell’altezza media di 65 metri, particolare la garganta do diablo, dove si riuniscono 14 cascate per un dirupo di 90 metri, formando una fitta nebulizzazione che si libra leggera fino in cielo, per giungerai alle nuvole in un trionfo di arcobaleni. I 1.500 metri cubi di acqua al secondo che sprofondano fanno sì che vengano visitate da almeno 2 milioni di persone l’anno.

Da visitare il lato argentino e quello brasiliano, meglio alloggiare in Brasile, più economico e meno turistico! 


Nelle gite alle cascate mi sono fatta degli amici:


Il pesce gatto, enorme!


Tanti coati, un procione col naso da formichiere…


Un giovane caimano…

Purtroppo il sentiero Macuco era chiuso per la presenza di troppi giaguari e mi sono persa l’armadillo!

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Categorie: Sudamerica | Tag: | Lascia un commento

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