Brasile


Sono tornata in Brasile 40 anni dopo, come se niente fosse.

Un breve passaggio di un giorno per ammirare le cataratas anche da questo lato.

Era stato il mio primo viaggio intercontinentale, sola, senza i genitori, invitata da un’amica mooolto benestante. Mi ero ritrovata a Rio de Janeiro, e mi era così piaciuto, che l’anno seguente avevo fatto di tutto per tornarci con la famiglia, per condividere la mia bellissima scoperta. Non scorderò mai quel primo viaggio in Sud America, perfetto per le emozioni provate, per le sensazioni vissute. La spiaggia immensa, le onde, fredde, che ti risucchiavano per trasportarti in pieno oceano, la sabbia fresca intorno al piedi al tramonto, quando ci si indugiava a parlare… “Ti muovi come una ballerina” Mi disse una signora, “Studi forse danza?” No, ma sarebbe stata la mia grande passione! 

Ho ancora in bocca il sapore del budino al cocco, bello caramellato, le insalate fatte di foglioline mai viste, gli ananas che si chiamavano abacasci… Cafesito cafeson, caffè corto o lungo? 

Quel capodanno passato a ballare la samba in non so quale prestigioso locale, la tavolata di italiani, non il gruppo con il quale ero, impazzita intorno ad un magnifico trans, ed io, scatenata, scatenatissima come sempre, ma questo non mi aveva impedito di conoscere un fratello ed una sorella italo brasiliani, venuti con i genitori, seguendo il filo delle proprie origini. 

Ci siamo visti e rivisti… Abitavano a Firenze. La prima volta che ho guidato in autostrada è stato sulla Pisa Firenze, per andare a pranzo da loro, con la vecchia mini di mia madre che vibrava tutta e mi sembrava di pilotare un jumbo… 

Così diversi da me e dalla mia vita, così perfetti, con quella madre brasiliana che non solo era bella, ma aveva quel qualcosa che appartiene alle persone speciali… La loro casa così moderna, lui studiava architettura, poteva inclinare il piano bianco della scrivania per disegnare, lei studiava canto, aveva un pianoforte in camera su una pedana, un quarto di coda credo…

Il padre ci guardava e rideva sotto i baffi, anche se non ricordo se li avesse veramente. 

Non andò come sarebbe potuto andare.

Ricordo bene quella vacanza, i tamburi che risuonavano per le strade, la mia grande voglia di ballare, di sentirmi libera… La stessa che provo ancora adesso. Mi univo ai cortei di samba senza essere notata, la mia pelle scura e sempre abbronzata è sempre stata un ottimo lasciapassare in parecchi paesi del mondo, almeno fra quelli che amo frequentare. 

Degna conclusione: il volo in Concorde Rio de Janeiro – Parigi, esperienza che pochi possono dire di aver intrapreso. Non mi rendevo conto della fortuna che avevo, mi sembrava tutto così semplice e naturale… Colpita da una terribile gastroenterite nella capitale francese, dove con la mia amica ed il fratellino ci contendevamo il bagno…

E il fratello e la sorella?

Persi di vista per tanti anni, ritrovati grazie alla magia di FB.

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Categorie: Sudamerica | Tag: | Lascia un commento

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