Buenos Aires

Buenos Aires è una città incredibile, enorme, allegra, povera e ricca allo stesso tempo… Quando sono arrivata alla stazione degli autobus di Retiro sono rimasta senza fiato, non credevo fosse possibile vedere in pieno centro un’agglomerato di costruzioni in foratoni senza intonaco, arrampicate disordinatamente una sull’altra, dentro le quali la vita pulsava, con la sua forza prorompente per la sopravvivenza. Ho dovuto abbassare il capo e cercare un taxi, io che li detesto, anche se sono riuscita a fargli azzerare il tassametro ho pagato il doppio della tariffa, come sempre, non ha trovato l’indirizzo richiesto e mi ha scaricata in mezzo ad una strada stretta, polverosa e piena di traffico… Stavano ristrutturando l’intero edificio a fianco al mio Hostel ed un grosso camion ne nascondeva l’ingresso. Gli operai ed il capo cantiere hanno avuto modo di conoscere il mio cattivo carattere, li ho insultati in tutte le lingue che conosco, per il loro esagerare con la confusione. Era presto, la camera non era pronta, stanca dalla notte in bus sono comunque andata alla visita guidata offerta dall’Hostel, tenuta dal bravo Nicolas, i principali edifici del centro, intorno al mio alloggio.


Non posso pensare la faccia di San Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei Gesuiti, a vedere la prima Chiesa da loro costruita in Argentina trasformata in un mercato… Il Museo della Rivoluzione è nel Cabildo, edificio che ospitava il governo…

Il palazzo del Governo ha una particolarità, il suo intonaco rosa simboleggia l’unione fra i due partiti principali, il rosso ed il bianco, e deve il colore al sangue delle vacche, aggiunto come additivo impermeabilizzante all’impasto dell’intonaco, a costo zero, vista l’abbondanza di mucche in questo grande paese. 

Dopo il giro e il rapido aggiornamento sulla sofferta storia moderna dell’Argentina ero ancora più stanca, sudata, con una enorme voglia di fare una doccia e lavarmi i denti… Entro nell’hostel e una ragazza mi sente parlare, si avvicina e dopo un: “Sei italiana?” Mi abbraccia e mi bacia, facendomi sentire un essere umano, nonostante la stanchezza ed il sudore. Imma è una ragazza straordinaria, allegra, colta sensibile, un vero catalizzatore di buonumore. Tesse legami fra gli abitanti dell’Hostel come se fosse la cosa più naturale del mondo, chiacchierando, organizzando, diffondendo appuntamenti. Sono iniziate così tre simpatiche giornate, trascorse ballando tango, fra visite, mangiate e risate, terminate con una gigantesca carbonara. Due simpatici francesi hanno preparato la tartiflette, tanto per restare leggeri, il tutto condito dal buon vino rosso di dove andranno a vendemmiare la prossima settimana. Con grande dispiacere sono salita sul ferry stamattina, i due argentini che ci hanno fatto da ciceroni, oltre ad invitarci e coprirci di regali, mancano nella ritrovata solitudine. Il viaggio continua, si va verso nuove avventure! 

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Categorie: Sudamerica | Tag: , | Lascia un commento

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