Il giro dell’isola di Rapa!

6/1

Il sole ci ha baciato con vigore questa mattina presto, dandoci la sua benedizione per il giro dell’isola che compiremo a bordo di due baleniere, entrambe cariche di ragazzini della scuola media che domani, come me, lasceranno l’isola per ritrovare la scuola a Tubuai, a Tahiti od in altre isole. 

Il giro comincia, il capitano della mia barca è Tehau, il mio ospite, che ho scoperto essere anche un ottimo ballerino. Passiamo ad Area, il villaggio di fronte, per recuperare gli ultimi partecipanti e via! Pronti a solcare l’oceano! 

La giornata è meravigliosa, troviamo giusto un po’ di mare all’inizio, nella parte est dell’isola, il resto è coperto dal vento. Non passiamo nel canale di accesso, costeggiamo quel grande scoglio che è la remota isola di Rapa passando fra questa e l’isolotto chiamato Rapa Iti, la piccola Rapa, il primo di una serie disseminati intorno alla costa. Per superare la fine dell’isolotto dobbiamo aspettare il momento opportuno, il passaggio non è molto profondo, bisogna contare le onde, mi spiegano, ed ecco, via, si passa velocemente per non perdere l’attimo. L’isola è un alternarsi di pareti rocciose e colate laviche che si possono indovinare ancora, dopo svariati millenni. Passiamo la baia della famosa grotta, dove vivevano i tupuna, gli antenati, che ha al suo interno una sorgente, continuiamo il nostro percorso fino alla valle di Pareati, anticamente abitata, se ne vedono chiaramente le tracce. Il luogo è meraviglioso, circondato dal verde dell’erba, soffice ed umida dei mille rivoli che cercano di unirsi per diventare un ruscello, il mare risplende nel suo colore blu più intenso, l’isolotto di Rarapai con i suoi due picchi trionfa in un lato della baia. I ragazzi corrono immediatamente sulla collina seguendo il fiume, i polinesiani adorano fare il bagno nell’acqua dolce, scivolare sulle rocce lisce per passare, fra spruzzi e schiamazzi, da una pozza all’altra. 

Sulla spiaggia la grande organizzazione per il pranzo comincia immediatamente, è vero che in Polinesia non si rischia di morire di fame, qui a Rapa questo concetto viene amplificato dai mostruosi tamara’ara, dove le tavole vengono imbandite con ogni sorta di prelibatezza in enorme quantità. Sul fuoco finisce ogni tipo di cibo: quarti di pollo, pezzi di capra, maiale, bue, dentro una pentola uno spezzatino di cane, il suo padrone ha dovuto abbatterlo perché non riusciva ad addestrarlo e qui non si butta nulla. Alla mia domanda: “Lo mangerai?” Mi risponde sereno: “Certo, tutti insieme.”

Gli uomini sono partiti alla pesca, indossate le mute, resteranno ore in acqua, caricati i fucili, per procurare i pesci per noi e per le loro famiglie. Una vera armata di guerra! 

Dopo il lungo pranzo tutti a terra per una salutare siesta, il cielo è coperto adesso ed un venticello leggero scaccia le mosche. 

È ora di rientrare, magicamente pentole, ghiacciaie, tendoni, ogni cosa sbarcata viene raccolta, piegata, imbarcata, in un attimo sulla spiaggia come traccia del nostro passaggio restano solo le ceneri del fuoco, ancora calde. Terminiamo il giro lentamente, con calma. Il mare è ben calmo, mi indicano il moai naturale a Komire, continuiamo passando per Mata, la montagna testimone di una triste storia: un marito tradiva la moglie, lei lo sapeva e soffriva. Quando l’uomo andava a pesca i pesci più grossi erano per l’amante, per la povera donna ed i sui figli solo i resti… Un brutto giorno, al colmo dello sconforto la donna sale sulla montagna insieme ai suoi figli, il marito la vede e la segue da lontano. Arrivata sulla grande falesia prende il primogenito e lo getta dal dirupo, poi il suo secondogenito, il marito si avvicina e le chiede cosa mai stia facendo, la donna mente: “Getto pietre sugli uccelli.” Si annoda in vita un tessuto con dentro il suo ultimo nato e si getta essa stessa nel dirupo. Pare che la sua anima vaghi ancor’oggi nei dintorni di questo luogo.

Ecco, siamo in vista di Ta’una l’isoletta di sabbia con 1 pino al centro a fianco del canale d’accesso all’isola, il giro è finito, siamo arrivati. 

Che bella giornata!

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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