Preparativi

img_2234Sveglia alle 4, fuori è ancora buio ma si percepiscono le nuvole basse che incorniciano la baia di Ahurei; qui si chiama hupe magu, quando la lunga distesa bianca incornicia la pianta di magu aiutandola a fiorire.
Passano a prenderci e non sono ancora pronta, urlo dalla finestra, “aspettatemi!” Mi vesto furiosamente. Con un salto sono nella benna del pick-up che ci porta fino al molo. La barca è piena, donne con secchi e sacchi sono già sedute nella piccola imbarcazione. Dopo di noi un’altra ritardataria salta in barca veloce, ci eravamo appena staccati dal molo, non siamo state noi le ultime. In dieci minuti arriviamo dall’altro lato della baia, una breve simpatica navigazione costeggiando il passaggio fra le rocce di corallo che porta all’oceano. Siamo ad Area, il secondo comune della remota isola di Rapa. I preparativi per la fine anno fervono, non li avrei persi per nulla al mondo. I firifiri caldi, appena fritti ci attendono, una donna ne sta cuocendo un’infinità, con l’aiuto di due sole bacchette con le quali ritma sulla stessa padella, nei tempi morti del suo lavoro. Sui tavoli una sfilata della pasta per questo dolce nella sua caratteristica forma ad 8, attende il suo turno di essere gettata nell’olio bollente. Il cibo è particolarmente buono qui: “Non lo facciano per vendere come a Tahiti, lo facciamo per noi.” Mi dice una donna, ed è vero! Gli ingredienti buoni e freschi fanno la differenza, sull’isola non esiste nulla di chimico, si coltiva senza pesticidi o fertilizzanti, la terra è ottima, quanto si parassiti, a quelli ci pensano gli umani a toglierli manualmente. Dopo la colazione le donne si radunano per preparare la popo’i, tutte insieme, a fianco del Tempio, sedute davanti alle larghe pietre a battere e battere, e battere…
Un gruppo di donne passa, trascinano lunghi rami frondosi di bambù, sembrano pavoni, dalla lunga coda verde di piume, no, sono foglie! Le piante serviranno per decorare la grande sala, le più alte prima, e foglie, foglie ed ancora foglie, tutto quello che la natura può offrire per abbellire il luogo dove ci si riunisce nei giorni di festa. Domani toccherà agli animali, un pukua, maiale, sarà sacrificato per il grande banchetto del primo dell’anno e una montagna di filetti di tonno per il pesce crudo alla polinesiana, condito con il latte di cocco e le verdure coltivate nei fa’apu, orti, locali. Quest’anno le mie feste natalizie e di anno nuovo hanno un sapore speciale!

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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