Il ti

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La pioggia scende sull’isola di Rapa oggi, una pioggia fine, leggera, frutto della nuvola che lambisce la baia. Tutto è pronto per il grande forno interrato, la buca è stata scavata ieri, riempita di legna e di fascine che si arrotolano come, in un libro di fisica, le frecce delle forze in un liquido in movimento. Un lungo ramo che svetta in verticale al centro, è da lì che il fuoco è stato acceso, a mezzanotte precisa, dopo averlo sfilato, approfittando del vuoto che ha lasciato, una buona presa d’aria. Sopra la legna, una montagna di pietre grigie e porose, che dovranno garantire la cottura.
Le pietre sono roventi, consumatasi la legna sono interamente nella buca, le fiamme al centro spuntano rosse e vive fra un masso e l’altro. Gli uomini hanno un lavoro difficile adesso, devono prima togliere i grossi ceppi di legno, semi carbonizzati per evitare che esplodano una volta chiuso il forno e ridisporre le pietre, per accogliere le radici di ti, la pianta sacra nei paesi polinesiani, le cui foglie sono ornamento immancabile di cerimonie e danze. Con l’aiuto di lunghi bastoni, spingono e tirano le pietre infuocate, non è assolutamente facile, il calore è enorme… Un uomo scivola, un piede nel forno, l’altro… Sussulto con un grido, ma più rapido di me è già rimontato con un veloce colpo di reni, come se niente fosse… Nessuno ci ha fatto caso… La lunga e difficile operazione volge al termine, la pioggia continua a cadere leggera, rinfrescante per chi è in prossimità del fuoco. È il momento della fibra di banano, adesso, per addolcire il calore vengono sparse le fibre dei tronchi delle piante di banano, opportunamente aperti a colpi di machete. Un fumo bianco profumato si alza dal forno e ci avvolge con il suo aroma, è il momento di posare le grandi radici che sono state raccolte ieri per ogni dove nell’isola. Intere bande sono partite in ogni direzione, per trovarne e dissotterrarne. Questa preparazione non è usuale, viene riservata alle grandi occasioni, sono almeno vent’anni che non veniva effettuata nella remota isola di Rapa. Posate le radici, che verranno poi pressate per raccogliere il loro succo zuccherino, foglie, tante foglie per coprirle, ed il fumo bianco aumenta a dismisura, circondandoci con una fitta nebbia aromatica. Sopra le foglie la terra, quella terra che è stata tolta per scavare il buco viene riposta a colpi di pala fino a formare una piccola montagna. Piano piano il fumo bianco viene soffocato dalla terra, lo scopo è di far restare tutto il calore all’interno, per cuocere i preziosi alimenti.

Sto assistendo a qualcosa di eccezionale, qualcosa di assai raro a vedere. Grazie isola di Rapa, grazie di regalarmi tutto questo!

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Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Il ti

  1. Cristina C.

    Manuela buon anno nuovo, ti seguo sempre con simpatia

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