Fatuiva

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La dea Pele era stanca, troppo, aveva tanto lottato ultimamente, decise così di trovare un posto remoto dove si sarebbe potuta riposare. Arrivò in un’isola lontana, urtandone la sommità della roccia, e lasciò un’indelebile macchia rossa, si posò a terra assumendo le sembianze di una giovane fanciulla, di rara bellezza, col corpo sinuoso da danzatrice ed i lunghi capelli rossi. Arrivata sulla spiaggia si mescolò, prendendone la forma, agli altri granchi, i piccoli granchi neri dalle lunghe chele, mantenendo il suo colore rosso, facile distinguerla in mezzo agli altri! Volò sulla montagna con l’aspetto del piccolo uccello dalle piume rosse, il vini ura, l’uccello sacro, fino ad arrivare in mezzo alla vallata, luogo che ritenne giusto per fermarsi. Qui si manifestò sotto le sembianze di donna adulta, sempre con i lunghi capelli color del fuoco. Fu facile per Mauike, il Toa, guerriero dell’isola innamorarsi perdutamente di lei, ne fu ammaliato al primo sguardo.

La dea si riposò per giorni e giorni fra le braccia del nuovo amante, alternando schermaglie amorose al sonno profondo. Quando sentì di aver ben ripreso le forze, prima di andarsene volando via come sempre, volle lasciare un regalo al bel guerriero, qualcosa che non l’avrebbe fatta mai più dimenticare, un importante regalo per lui e gli altri abitanti dell’isola.

Fu così che il fuoco arrivò a Fatuiva ed ancora oggi il culto di Pele, la dea del fuoco originaria del cratere di Kilauea sull’isola di Hawaii, è vivo in questa isola remota, è la lega strettamente all’isola di Hawaii, dove la dea del fuoco passa il suo tempo a litigare con la dea del mare, sua sorella, sputando fuoco e lava incandescente dal centro della terra nei vorticosi flutti che la contrastano. Abbiamo visitato il marae della dea accompagnati dal giovane ballerino dai capelli rossi: “È uno della famiglia” ci hanno detto all’ufficio del Turismo, sottintendendo della famiglia della dea Pele. Ci siamo arrampicati con lui, seguendolo fra le erbe alte che invadono il sacro luogo, con il timore di chi sa di trovarsi in un posto fuori dal comune.

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Mi avevano detto che era la più bella di tutte le isole Marchesi, ed è vero, con le sue rocce fiere e troneggianti: la baia delle “verghe” che un pudico missionario ha tramutato in baia delle “vergini”, anche se di virginale qui, non si trova molto.

Visitarla è come vivere in un film, camminare dentro ai suoi paesaggi maestosi ha un qualcosa di incredibile!

Un’isola che deve essere meritata, senza aeroporto, la prima che visito, dove per arrivare occorre passare 5 lunghe ore in mare, su di una piccola imbarcazione in balia delle onde, che in questo tratto di oceano sono sempre in agitazione, ed altrettante per lasciarla. Per ben due volte la paura del mare grosso mi aveva fatto rinunciare, ma questa volta no, avevo un gruppo da portare, mi ero incastrata da sola per essere sicura di non aver modo di rinunciare.

Ne sono estremamente felice, quest’isola mi parla, quest’isola mi dice qualcosa, la sento profondamente mia. È stato bello attraversarla in una lunga passeggiata di 5 ore, percorrendo i suoi panorami, con valli e montagne che sfilavano davanti ai miei occhi. Ho parlato con la sua gente, chiacchierando amabilmente delle cose semplici della vita, ho osservato il suo mare e le sue montagne, ho percorso uno stretto sentiero fangoso, scavalcando tronchi e grossi massi per arrivare alla cascata e gioire della vista di questa maestosa caduta liquida…

Ci sono dei luoghi ricchi di Mana, energia, qui in Polinesia, Fatuiva è il uno di questi.

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Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Fatuiva

  1. Stefano Belotti

    Ciao Fiore , ho bei ricordi di lavoro a Aukland sino al 1990, ero licenzoiatario derl marchio “Canterbury Of New Zealand” le famose polo degli All Black e della America’s Cup , e distribuivo i prodotti in Italia con questo marchio!
    Ho corrispondenza con il console IT in Aukland che è un mio Amico, e mi farebbe piacere ritornare in questi meravigliosi posti.
    Grazie per le tue belle recensioni … Saluti

    Stefano Belotti. stefanobelotti@teletu.it.

  2. Ciao Stefano!

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