‘Ori & Orero

IMG_3091Ho rincominciato la danza, l”Ori Tahiti, questa attività che tanto mi piace, anche se il mio corpo martoriato da ben tre incidenti stradali stenta a seguire gli ordini di Vanina, la cara, brava insegnante… “La prossima volta vengo quando ho 4 anni!” Le ho detto, facendo ridere un po’ tutti, perché in Polinesia a ballare si inizia presto, forse anche prima di camminare!Questa volta ho prestato bene attenzione ad essere presente da subito, dalla prima lezione e partecipare a tutti i corsi principianti della settimana. Due anni fa, entrata a corso iniziato ero completamente persa!

Si inizia con il ta’iri tamau, passo base, i nia i te tiaraa, sul posto, rere, in avanti, otohe, indietro, faahoro atau, laterale a destra, faahoro aui, laterale a sinistra, faa’ohu ua ne pae atau si compie un bel giro ancheggiando verso destra, aui, verso sinistra, poi il mitico fa’arapu, il rullare del di dietro tipico di questa danza, ampio, più ampio, con le gambe ben piegate, veloce, ancora più veloce…. Un ta’iri tamau atau e aui, un horo atau e aui e la coreografia è fatta! L’orchestra entra nella sala, perché al Conservatorio la lezione prevede mezz’ora di spiegazione dei passi e danza e mezz’ora con una vera orchestra di percussionisti di professione e già si balla! Alla prima lezione le principianti più principianti di me, quelle che non sapevano nemmeno come annodare correttamente il pareo, eccole, già siamo lì che balliamo la prima parte della coreografia!

Con il solo passo base e le sue applicazioni nello spazio è stata costruita la coreografia ed immediatamente inscenata.

Il Fare , Conservatorio di Tahiti, è l’unico della Francia che da un ampio spazio alle arti tradizionali: danza, percussioni, ukulele e, grande novità, dallo scorso anno il corso di Orero, l’arte oratoria, la parola dorata, tanto importante per questa cultura che fa della trasmissione orale di storie e leggende il fondamento della sua civiltà.

Come potevo resistere a questo richiamo? Già Amanda la fondatrice della scuola Mana Tahiti in Italia mi aveva messo la pulce nell’orecchio: “Puoi imparare l’Orero, così ci presenti quando facciamo uno spettacolo.” Con estrema mia soddisfazione sono stata assegnata alla classe dei polinesiani, “Sarà più duro per te all’inizio, ma potrai meglio riuscire” mi ha detto John Mairai, l’insegnante, mostro di sapere come nemmeno potevo immaginare e mi sono trovata in questa classe, unica donna, unica cinquantenne, in compagnia di quattro giovani ballerini di estrema bellezza. Per riappropriarsi della loro cultura, loro, per farla entrare in tutti i miei pori, per immergermici completamente io.

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