Heiva I Tahiti 7

Un’altra delle serate pi ù attese! La settima ed ultima serata di questo concorso ci ha regalato l’esibizione di 4 corali, tre in categoria Tarava Tahiti, una in categoria Tarava Raromatai, e 2 gruppi di danza, il primo in categoria Hura Ava Tau, amatori, l’altro Hura Tau, professionisti.

Te Noa No RotuiTe Noha No Rotui gruppo di canto in categoria Tarava Tahiti si esibisce in un inno alla Patria. La regina Teremu’ura, di infinita bellezza, possedeva sei misteri: Maire ma’a toru, felce divisa in tre, ‘Iihi nato, pesce rosso, Pua ‘ura, fiore rosso della pianta Puarata (Metrosideros collina), Noha ‘ura, nome di uccello (Pterodroma rostrata rostrata), Hinano ‘ura, fiore maschio del pandanus (pianta della famiglia delle Pandanaceae), ed ‘Aute ‘u ‘umu, aute = gelso da carta, (Broussonetia papyrifera), ‘u = bagnato, ‘umu = pressato; nessuno poteva vederla, ma tutti sapevano che vegliava sul suo popolo con l’ausilio dei suoi poteri. Quando i gemelli Teava e Teavau facevano risuonare i tamburi sul marae Pererau, il popolo sapeva che la sovrana si era investita di uno dei suoi misteri.


Te Pape Ora No Papofai
, gruppo di canto in categoria Tarava Raromatai, che celebra il suo territorio.Te Pape No Papofai

 

Il gruppo di ballo Tamarii Papeari, categoria Hura Tau, ci narra di come nacque la storia d’amore fra il guerriero Teva e Huitoa, la regina che viveva nell’altopiano di Viri Viri Te Rai. Dalla morte del saggio Tetuna’e il legislatore, si erano scatenate guerre ovunque, e proprio Teva con i suoi uomini, combatteva per ogni. Stanca
di tutte queste guerre,
Huitoa decide di mettere in atto una stratagemma: sa che il guerriero no riesce a resistere alle foglie di ‘ape, (Alocasia macrorrhiza) ne fa Tamarii Papeari 1raccogliere in grande quantità dalle sue donne, spargendone sul sentiero che portava al suo giaciglio, che copre abbondantemente di foglie. Partito in avanscoperta per sorprendere il nemico, non resiste e segue il sentiero di foglie, fino ad esclamare: “Ma che nemico è mai questo?” Trovandosi davanti la bella regina tutta nuda.

Grazie a questo stratagemma, la pace torna a regnare, senza che la lancia della guerra venga utilizzata.

Tamarii Papeari 2

Tamarii Papeari 3
Gruppo di canto in categoria Tarava Tahiti, il Tiona No Pueu, località prima della piccola penisola di Tautira descrive il suo territorio, esaltandone le bellezze: il fiume Vai Turumu (vai = acqua, turumu = mormorante), la montagna Tara To’i (tara = picco, to’i = ascia) che domina il canale di Rautea (rau = foglia, tea = bianca) e via di seguito.

Tiona No Pueu

Tiona No Pueu

Tamarii Teaupoo, gruppo di canto in categoria Tarava Tahiti, canta della battaglia fra Vehiatua l’eroe guerriero dell’altopiano di Teiarapu e Moeterauri, il re di Raiatea.
Verso il 1390 Moeterauri si reca a Tahiti per affrontare il terribile Vehiatua, considerato invincibile, insieme alla sua armata di guerrieri scelti; per avere la meglio, sapendo di essere il piu debole, Moeterauri attacca a sorpresa, e riesce ad uccidere il prode Vehiatua, che prima di morire lo insulta: “Non credere di essere un eroe, femminuccia, hai vinto colpendomi alle spalle!”

Tamarii Teahupoo 2Il figlio di Vehiatua, Paitu, chiamato anche Vehiatua Piti (piti = due, secondo) scaglia i suoi guerrieri contro il vile Moeterauri, chiedendo loro di portarglielo vivo.

Una volta davanti al nemico fatto prigioniero, il giovane esclama: “ Berrò il tuo cervello mescolato all’ava Maohi!” (bevanda ottenuta facendo fermentare le radici del ti, Cordyline terminalis ) e così fece, bevendolo nel suo stesso cranio.

Il nome Teahupo (te = articolo, ahu = coppa, po = notte, morte), località dove si trova la famosa onda tanto apprezzata dai surfisti, deriva da questo evento.

O Tahiti E, di Marguerite Lai, uno dei gruppi favoriti di questo concorso, in categoria Hura Tau, con il gran numero di ballerini, perfettamente sincronizzati ed allineati sulla scena, fra i quali impossibile non notare Fran e Tuarii. Incredibili gli orero, discorsi, declamati all’antica con grande sapienza scenica da Jean-Claude Teriierooterai, che è anche l’autore dei testi. Inconfondibile il timbro di voce di Teiva LC, bravo cantante polinesiano, che ci delizia con la sua voce da solista.

O Tahiti E 1

Il loro tema è la leggenda: il bagliore della piroga di Teta.

Moeterauri, testa calda, si era rifugiato, dopo aver rotto il rauhi, proibizione, nella trib ù di Teta; un giorno, rientrando da una valle dove era andato a raccogliere fiori gialli, incontra Tahatera, la giovane figlia di Teta, mentre si stava facendo cospargere il corpo di mono’i, olio di cocco profumato dall’aggiunta di fiori, dalle sue donne. Moeterauri le offre i fiori che ha appena colto, i due giovani si guardano ed immediatamente si innamorano, ma la bella era già promessa al giovane ‘Ori del clan dei Teva, anche se sia lei che sua madre disapprovavano questa unione. Non sapendo bene cosa fare, i due giovani domandano consiglio a Te’e’eva, che suggerisce di spiare Teta durante la notte. Scoprono così che questo era a conoscenza del pata’uta’u, canto ritmato magico, che veniva molto apprezzato dalla dea Te’ura: quando lo sentiva, questa si metteva ad urinare di piacere, scatenando una pioggia tempestosa che faceva salire le acque del fiume, trasportando la piroga di Teta fin nell’oceano.

Hihi ‘e noa atu a te pape i to putaputa hi,

Hihi ‘e noa atu a te pape i to putaputa ha,

Aue te pape i to putaputa… hi,

Aue te pape i to putaputa… ha.

L’acqua e’ schizzata dall’orifizio,

L’acqua e’ schizzata dall’orifizio,

Oh, l’acqua dell’orifizio,

Oh, l’acqua dell’orifizio.

Moeterauri ascolta bene questo canto, fino ad impararlo a memoria, la vigilia del matrimonio della sua amata col guerriero, lo canta ben due volte per far gonfiare le acque e fuggire a bordo della piroga con il suo amore. Ma una maledizione aspettava chi fosse fuggito a bordo dell’imbarcazione di Teta , se tre condizioni si fossero unite: se tre condizioni si fossero unite: se un raggio di sole che splendeva da sotto l’orizzonte avesse illuminato la cima del monte Pitohiti, se la montagna lo avesse riflesso sulla punta Farepa’a e se il gallo avesse cantato dal promontorio di Ra’iroa, allora l’incantesimo si sarebbe compiuto. Anche se sua figlia è a bordo, Teta lancia il maleficio: il sole fa capolino dall’orizzonte ed il suo primo raggio circonda la cima del monte come una corona di fiori, prima condizione, questa luce viene poi riflessa sul promontorio, che si illumina, seconda condizione, il gallo, vedendo illuminarsi la punta crede sia il levarsi del sole e canta, ecco realizzarsi l’ultima condizione, il maleficio è posto. Moererauri e Tahatera sentono i loro corpi tramutarsi in pietra, tentano invano di unire le loro mani in un ultimo gesto d’amore. È la fine. La piroga ed i suoi occupanti si trasformano in rocce, e si trova sempre nello stesso posto, al largo della punta di Ra’iroa . Ancora oggi, nelle notti di luna piena, sembra che la pietra si animi, si riesce a scorgere il movimento dell’imbarcazione:

E ‘anapa ‘a hi’o o te pahi tira piti e!

Il bagliore, ecco il bagliore della piroga dai due marinai!

Aue te ‘anapa e! Aue te ‘anapa eo te pahi e!

Oh, come brilla! Come brilla la piroga!

Con due sagome a bordo che si tengono per mano.

Per questo gli abitanti dell’isola non vanno mai su questa roccia, nemmeno a pescare, per non disturbare i due amanti che sono riusciti, restando uniti per l’eternit à, a vincere la maledizione.

O Tahiti E 2

O Tahiti E 3

Per informazioni sulla Heiva in generale il mio articolo sulla RIVISTA ETNIE

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