Heiva I Tahiti 2

La seconda serata della Heiva ci ha regalato l’esibizione di 4 corali, 2 in categoria Tarava Tahiti, uno in categoria Tarava Raromatai, uno in Tarava Tuhaa Pae, e 2 gruppi di danza, il primo in categoria Hura Ava Tau, amatori, l’altro Hura Tau, professionisti.

GiulianoPer la prima volta nel gruppo di danza, in mezzo ai professionisti, ha ballato Giuliano, italiano che vive sull’isola di Tahiti, dove insegna musica nella scuola di Taravao, a 60 chilometri dalla capitale Papeete.

Giuliano, già insegnante in Francia, si è trasferito con tutta la famiglia, la simpatica moglie Annamaria ed i loro tre bambini, più un altro che dovrebbe fare capolino di qui a breve.

Giuliano ha coronato il suo sogno, non è da tutti ballare nella Heiva, in un gruppo di professionisti per giunta, dopo appena un anno sul Fenua (la terra polinesiana); con l’aiuto di tutta la famiglia, i suoi genitori e la sorella sono venuti a trovarlo, ha confezionato i costumi, si, perché ogni danzatore o danzatrice deve prepararli secondo un modello ben stabilito dalla scenografa del gruppo e ieri, con la pioggia che è caduta fina fino a sera, tutti erano in grande ambasce per paura di dover iniziare tutto da capo, in caso di rinvio. Ministro della Cultura e giuria provengono dalla danza, sanno bene cosa questo voglia dire, ed hanno fatto di tutto per procedere con il programma come previsto.

Primi in scena i Tamarii Mataiea, in categoria Tarava Tahiti, le loro voci ci raccontano questa storia: in un’epoca lontana, un segno annunciava all’ari’i, capo, che era tempo di andarsene, di spostarsi. Quando la montagna Teraiamano si ricopriva di foschia ed una fitta pioggia iniziava a scendere, era il momento di prepararsi: “Andate, volate al centro della festa, deve essere un viaggio di gioia, un viaggio di pace, gli antenati vi accompagnano, con i loro poteri”.

Tamarii Mataiea

Subito dopo il gruppo Autirea anch’esso in categoria Tarava Tahiti, il cui tema si ispira alla vita di Tetua’apua e del suo credere nei giovani. I canti, attraverso la storia dei loro personaggi, ci danno profondi insegnamenti morali: importante vivere il presente e costruire il proprio avvenire; il rispetto di sé ma anche occuparsi del prossimo diventa fondamentale per conservare l’unità, la ricchezza di cuore e necessaria per accettare gli inconvenienti ed i compromessi. La libertà e la ricerca della verità, nonostante le prove che la vita ci pone; bisogna sempre restare ben solidi sulle gambe e non conoscere amarezza, odio o rancore, anche davanti alle ingiustizie subite.

Autirea

Il gruppo di danza Tefana I Ahura’ietu presenta la spedizione della mitica piroga Tai Nui nel triangolo polinesiano.

La danza comincia con l’osservazione del Tahu’a hi’ohi’o (tahua = sacerdote, hi’ohi’o = predizione) per conoscere il momento propizio alla partenza; nel secondo quadro le domande che il popolo si pone sulla riuscita o meno dell’impresa, con il toccante discorso dei guerrieri scelti, nel quale manifestano il loro impegno nell’impresa. Il terzo quadro immagina il ritorno nel paese degli antenati dei discendenti di chi fosse a suo tempo partito con la piroga.

Tefana 1

Tefana 2

Tefana 3

Tefana 4Presenti alla serata parecchi abitanti delle Isole Cook, perché l’arrivo della mitica piroga viene celebrato ogni anno a Natangiia, nell’isola di Raratonga, che pare sia stata popolata proprio da questa spedizione, continuata anche nelle isole Niue, Tonga e Samoa.

Il coro Temahotu, primo ad esibirsi in Tarava Raromatai, ci narra la leggenda di Toahotu. È la storia di una persona che, mentre contemplava l’orizzonte, vide qualcosa alla deriva in lontananza, quando questa si avvicina, riesce a riconosce una balena. Si ricorda allora della leggenda del marae (luogo di culto davanti al mare) e delle due balene di Raipua.

Questa triste storia, di due cetacei figli di una coppia di umani, che, viste le loro dimensioni, ad un certo punto non riuscirono più a nutrirli; le due balene, allora, lasciarono il corso d’acqua dove erano cresciute, arrivarono su di una costa dove spiaggiarono e morirono. In questo luogo, chiamato Raipua, molti e molti anni fa, venne costruito il marae delle due balene, che esiste ancora oggi e capita che le balene gli si avvicinino, perché questi animali conservano un legame particolare con il luogo.

Temahotu

Il gruppo Pirae Nui E A Here To Nuna’a, (Pirae = comune di Tahiti, Nui = grande, here = amore, nuna’a = discorso/i) per la prima volta alla Heiva, ci racconta del Pare Pirae, il forte di Pirae.

La storia di questo forte è incisa nel tempo, la torre dei guerrieri che vegliano e controllano simile ad una piroga dalle mille gambe, che ha scavato la sabbia di Ta’aone, (località dove oggi sorge l’ospedale) quella che oggi si popola; si popola grazie a te, torre, per questo si rende omaggio al tuo nome.

Pirae Nui E A Here To Nuna'a

Il gruppo Teva I Tai (nome di una dinastia di guerrieri) arriva da Taravao, a ben 60 chilometri da Papeete, e ci racconta la leggenda della località di Vaiova’u (vai = acqua, va’u = tonno dai denti di cane).

Teva 1Molto tempo fa, il giovane Terehe rompe il tabù, proibizione, nell’isola di Havai’i, come punizione gli dei lo fanno annegare, viene quindi ingoiato da  Tuna Nui, il grande tonno dal nome Pe’i. Posseduto dallo spirito del ragazzo il pesce si contorce e si stacca dall’isola di Tahiti. Viene incaricato l’‘aito, guerriero, Tafa’i-iri-ura (tafa = sonoro, iri = pelle, ura = sacro/a) per fermare la frenesia del pesce. Con l’aiuto della sua ascia magica, Tepahurunuimatevaitau(te = articolo, pahu = tamburo, legno, ru = leggendario, nui = grande, mate = morte, vai = acqua, tau = tempo) gli trancia i tendini ed il pesce si immobilizza: la sua testa diventa Tahiti Iti (iti = piccolo/a) il suo corpo Tahiti Nui (nui = grande).

Tahiti Iti, anche chiamata Taiarapu, diventa potente grazie alla terra fertile, al mare pescoso, ai guerrieri intrepidi ed alla fierezza del suo popolo, tutto questo la rende desiderabile.

Teva 2

Teva 3

Teva 4

Teva 5

Teva 6 Un giorno arriva da Mangareva (arcipelago delle isole Gambier) un totara (pesce porcospino, della famiglia delle Diodontidae) per rubare una parte della penisola. Alle prime luci dell’alba, il grande pesce morde l’istmo con i suoi forti denti, ma il gallo Maraehaunui di Taravao, vegliava sugli abitanti e come sente la terra tremare sotto gli assalti del pesce inizia a cantare a pieni polmoni dando l’allarme, Pe’i il pesce deve rinunciare alla sua impresa. Aveva già piantato 8 dei suoi denti nell’istmo, che daranno nome alla località, ancora oggi chiamata Vaiova’u. Non è tutto, ritirandosi, il grande pesce lascia due dei suoi denti confissi nell’istmo, che segneranno il punto d’incontro da dove i Teva I Tai partivano in guerra contro chi li assaliva dalla costa est.

Morale della storia: i Teva I Tai restano in guardia contro le aggressioni e sono pronti a tutto per salvaguardare la loro cultura ed i loro valori ancestrali.

Per informazioni sulla Heiva in generale il mio articolo sulla RIVISTA ETNIE

Annunci
Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: