Matrimonio

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Vahinui sta per sposarsi, e’ stato tutto così veloce, tutto e’ andato in così in fretta… I genitori del futuro marito l’hanno cercata, le famiglie hanno parlato, si sono accordati, finalmente questa ragazza quarantenne avrà diritto anche lei a formare una propria famiglia. Vahinui e’ diacono, diacono della chiesa protestante, e’ una ragazzona grande e forte, in sovrappeso come parecchie polinesiane; la sua carne e’ soda, quando scherziamo ho l’abitudine di darle ripetutamente dei pugni sul braccio: “Perché mi picchi?” Mi domanda serafica, ma sono sicura che percepisca i miei deboli pugni per quello che sono: un gesto di gioiosa amicizia! Vahinui e’ una bambinona troppo cresciuta, e’ semplice, spontanea, non è difficile sapere ciò che le passa per la mente, lo esprime candidamente con semplici frasi che escono dalla sua bocca. “Come mi hai chiamata?” “Grande e grossa!” Ridiamo insieme delle mie parole italiane.

Vahinui ha già avuto un promesso sposo, o quasi, in questa Polinesia fatta di isole lontane ed isolate dove tutti appartengono alla medesima famiglia e solo i vecchi saggi possono dire se un’unione sia possibile, se non ci sia troppa consanguineità fra i due. Le religioni giocano un ruolo fondamentale in tutto questo, creano riunioni, viaggi per i giovani che passano da un’isola all’altra, a volte arrivando fino in Nuova Zelanda od in Europa; sotto l’occhio vigilante degli accompagnatori i ragazzi si incontrano, condividono le loro esperienze, si innamorano… Così si formano le nuove famiglie.
Vahinui era già stata interpellata un’altra volta, i saggi della sua chiesa le avevano fatto una proposta, un pastore, un uomo buono, grande e grosso anche lui, potevano essere una bella coppia, lei ne era stata lusingata, avrebbe avuto la vita che sognava al suo fianco, sarebbero stati uniti dalle stesse motivazioni, si sarebbero impegnati per seguire i giovani in difficoltà con amore, come dei veri genitori, impegnandosi con umanità per i casi più difficili, avrebbero aiutato i morenti, le famiglie in miseria… Poteva essere una buona unione la loro, ma qualcosa non ha funzionato, incredibilmente: lui non ha voluto. Il buon pastore aveva già un matrimonio infelice alle spalle, il solito consiglio dei saggi della sua chiesa gli aveva proposto una giovane, una bella giovane snella di Maupiti, ma la notte delle nozze, dopo la lunga festa, invece di condividere il letto nuziale adorno di colorati tifaifai, le belle coperte ricamate tipiche di qui, la ragazza si era infilata in un giaciglio con un’amica, la sua amica del cuore. Il matrimonio ebbe fine il giorno stesso in cui era stato celebrato, lasciando al pastore una sensazione profonda di amaro in bocca. Quando gli proposero Vahinui declinò l’offerta con un  sorriso, senza dire il perché. Si erano incontrati, il cuore di lei aveva cominciato a palpitare per quell’uomo buono e si sentiva fiera di quella che sarebbe stata la sua vita al suo fianco, la vita che desiderava e che aveva sempre sognato. Non poteva capitarle un partito migliore. Il rifiuto la stupì, non si sentì ferita, no, qualcosa nel suo cuore era oramai cambiato e cominciò a comportarsi come se fosse la sua fidanzata, la fidanzata di quel pastore di quell’isola lontana. Quando sono partita per visitarla Vahinui mi ha raccontato tutta la storia, la tenera storia del suo amore, abbassando gli occhi alla fine per dirmi: “Non mi ha voluta, non credi che avrei operato bene al suo fianco?” Un amore sincero, carico di ideali. Le ho portato le foto del suo pastore e qualche video, li ha guardati con un’espressione di dolore.
Il mistero si è sciolto qualche mese fa, appena tornata dal mio viaggio in Italia Vahinui mi ha subito raccontato: “Ehi Manu, lo sai che Vincent e’ morto?” Il povero pastore era condannato da un brutto male che aveva tenuto nascosto al mondo intero, solo sua madre ne era al corrente, la povera madre che aveva accompagnato il figlio nella veloce agonia verso la morte. Come una vera fidanzata Vahinui era salita sull’aereo, non per l’ultimo saluto, una legge in Polinesia impone la sepoltura immediatamente il giorno dopo il decesso, impossibile attendere con questo clima tropicale, ma per partecipare al cordoglio insieme alla famiglia, per condividere la pena di quella prematura dipartita. Ne è tornata carica di regali, un bel cappello, una borsa intrecciata, i frutti del lavoro invernale in quelle isole così a sud che il clima e’ fresco come il nostro autunno. Non è stato immediato, ci sono voluti ancora un po’ di mesi, Vahinui che portava i capelli raccolti in una treccia arrotolata sulla nuca, come le donne anziane, ha iniziato a chiedermi informazioni di parrucchieri, di saloni di bellezza… Una volta, mentre mi tingevo i capelli con la henné l’avevo quasi dovuta violentare per convincerla a fare la stessa cosa, e ad intrecciarle alla francese la chioma soffice e folta! Ha tagliato i lunghi capelli, con un colpo netto di forbice la treccia e’ caduta ed insieme ad essa l’amore per il povero pastore. Adesso Vahinui e’ fidanzata, un bravo giovane, con un lavoro, presto avrà la sua famiglia con i suoi bambini. Le auguriamo, dal più profondo del cuore, tutta la felicità che si merita!

treccia vainui

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Categorie: Polinesia Francese, Storie | Lascia un commento

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