Il mio posto

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Quando arrivo a Faa’a, il quartiere popolare di Tahiti dove, come a Fiumicino, atterrano gli aerei già mi sento a casa. Quando tiro i miei trolley, l’ultima volta ne avevo 2, su per la ripida salita facendo attenzione a non infilare un piede in una delle griglie che coprono lo scolo delle acque lo faccio quasi di corsa, nonostante la ripida pendenza, tanto è l’entusiasmo che si impossessa del mio corpo, di corsa, su in una volata, oramai conosco quella stradina buca per buca! I voli internazionali arrivano di notte, a notte fonda e non è bello fare vegliare gli amici per essere recuperata, a Tahiti ci si alza presto, si inizia a lavorare alle 7 e tutti quelli che mi sono cari hanno un lavoro da raggiungere ogni mattina, tanto vale dormire alla Pension Chez Fifi, dove sono residente, alla ‘Cité de l’Aire’, la ‘Città dell’Aria’ con questo indirizzo bello impalpabile, dove trovo ancora una volta, una famiglia che mi accoglie. Sono arrivata nottetempo, erano le due passate, la pensione era piena, tutte le camere erano occupate da clienti, nonostante avessi, per una volta avvisato del mio arrivo, mi stavo dirigendo verso il dormitorio dal quale uscivano lunghi grugniti di russatori, quando la proprietaria nell’oscurità della notte mi ha chiamata, aveva preparato la sua camera per me, avrei dormito nel suo letto. Non c’è stato verso di farle cambiare idea, si è seduta in poltrona, con un pareo sulle gambe e non si è più mossa, restando a guardia della mia porta. Vi sembra normale? Forse si, ma bisogna sapere che questa signora ha dei grossi problemi respiratori, vive attaccata ad una macchina che le permette di respirare con una maggiore dose di ossigeno rispetto a quella dell’aria… Come un cagnolino è attaccata ad un tubo… Per uscire ha una graziosa bomboletta portatile, guai se il tubo si attorciglia, diventa immediatamente cianotica. Questo non le ha impedito di cedermi gentilmente il suo letto: “Lo devi scrivere Manuela, devi scriverlo nel tuo blog, devono sapere come sono le persone qui.” Mi ha detto l’amico Fred, ed ha ragione, sono aspetti del carattere polinesiano che vanno sottolineati, da noi si è perso il senso dell’accoglienza, dell’ospitalità, non si apre più la porta di casa all’amico, figuriamoci allo straniero! Ero così eccitata di essere nuovamente a Tahiti che mi sono addormentata alle 4!
Eccitata di essere tornata dove sono esattamente al mio posto.

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Categorie: Liberi pensieri, Polinesia Francese | Tag: | 2 commenti

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2 pensieri su “Il mio posto

  1. Fiorella

    Buongiorno. Sono curiosa di sapere come vivi , cioè se hai un lavoro, insomma con cosa ti mantieni ?
    Grazie.

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