Pango

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Mi avevano detto che non ne valeva la pena, ma la mia curiosità ha avuto il sopravvento, anche se il tempo era poco e non potevo certo volare fino alle Manu’a le isole che portano il mio nome, 100 km ad est di Tutuila, direzione Tahiti, importantissime per la mitologia polinesiana, pare siano state le prime ad essere create da Taaroa, il mitico dio di questi mari, si crede che fino a che esisteranno la Polinesia sarà viva e vitale. Le loro spiagge sono uniche ed incontaminate, forse le più belle isole di questi mari, ma con decolli ed atterraggi complicati, inutile rischiare di rimanere bloccata con oramai solo un giorno a disposizione!
Mi è molto piaciuta, quest’isola americana, mi ha molto divertito arrivare e trovare immediatamente fuori dal piccolo aeroporto una sfilza di Mac Donald, Pizza Hut, Kentuky Fried Cicken e chi più ne ha più ne metta! 20130828-173506.jpg

La bellezza dell’isola e’ indiscutibile, la sua baia profonda circondata dalle alte montagne ricorda la baia di Cook di Moorea per la profondità delle sue acque dal colore di uno scuro intenso20130826-205543.jpg

Sopra il villaggio sparso nella baia sovrasta la roccia rivestita di foresta tropicale come se fosse una pelliccia, una calda, comoda pelliccia pelosa, punteggiata qua e la da esuberanti palme da cocco in cerca di sole.
Mi è piaciuto arrivare per poter vedere con i miei occhi, farmi un’idea mia, percepire con la mia breve permanenza di 1 solo giorno, l’influsso degli States, di questi States dove tutto è così grande anzi enorme, sul quotidiano polinesiano, che di per se già ama l’abbondanza. Tutto è enorme alle American Samoa, le persone, le macchine sono impressionanti, ci si potrebbero posteggiare 2 Smart dentro, sono dei veri e propri mini-appartamenti! Atterrando, mentre il comandante del piccolo aereo volteggiava abilmente per mettersi a favore della direzione del vento, ero stata attirata dalle case in mezzo al verde, perse nella montagna, chissà chi poteva mai abitare lassù! Le isole vulcaniche sono magiche, si sa, la mia curiosità sarebbe presto stata soddisfatta, fra me e quella casetta apparente minuscola si era creato un filo, un filo sottile ma solido e luccicante come quello di una ragnatela, tanto che nel giro di un’ora mi ci sono ritrovata. Come? Al solito, mentre aspettavo bus che non sarebbe mai passato, non Maeva, no, lei è a Taiti, ma una gentile signora Samoana, con un enorme fuoristrada si è fermata offrendosi di portarmi a destinazione. Visto che così iniziano le migliori amicizie, me ne sono ben guardata dal rifiutare! Limu e’ molto simpatica, sorride sempre, ci ha tenuto ad accompagnarmi nel posto giusto, qui gli alberghi hanno tutti lo stesso prezzo, tanto vale andare nel migliore! 20130828-172920.jpg

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Mi ha illustrato uno ad uno gli edifici della città, mi ha messo in contatto col suo simpatico marito che lavora all’università, esperto di cultura polinesiana, ha voluto farmi vedere la sua casa, la sua famiglia, sua madre, il suo villaggio di provenienza: la casa nella montagna. Incredibile vero? Ora ho un’amica anche ad Afona, un tranquillo villaggio non lontano da Pago Pago!

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Categorie: Samoa Americane | Lascia un commento

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