La principessa del bosco

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A chi potrebbe venire in mente di costruire un letto a baldacchino con i tronchi della palma di cocco in mezzo ad un bosco? Principesse si nasce e non importa se si è in mezzo a piccoli appezzamenti coltivati circondati dal bosco, un letto a baldacchino ha la sua utilità, la ‘tapa’ (corteccia battuta fino a diventare morbida e sottile) che sostituisce il tessuto può proteggere dal l’umidità, dalla pioggia che si infiltra dal tetto, specie se questo è di foglie intrecciate, come si usava una volta. A Tonga la maggior parte delle persone abitano e costruiscono case e casette con blocchi di cemento, i tetti sono coperti di lamiera ondulata, le costruzioni tradizionali stanno mano mano diventando sempre più rare, per lasciare il posto alla moderna pratica solidità; solo ad una coppia di ‘palanghi’, stranieri poteva venire in mente di costruire un ‘fale tonga’ una casa tradizionale, con tutto quello che questo comporta. “Abbiamo dormito su questo terreno in tenda, la prima notte dopo il ciclone” mi dice Andre’, “Il tetto lo abbiamo dovuto rifare due volte, i giovani non sono più capaci ad intrecciare le foglie, non le avevano strette bene e dai buchi piove a dentro…” Perché dopo il ciclone Sandra, la sua compagna, si è rifiutata di continuare a vivere in barca ed ora sono “separati in casa” insieme durante il giorno, la sera ognun per se, lei nella capanna nel bosco, lui, irremovibile, cullato dalle onde nel vecchio veliero.

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“Per anni siamo stati in giro per le isole in barca a vela ed è stato bellissimo” racconta lei, “Adesso ho bisogno di sentire la terra sotto i miei piedi.” La tenda si è trasformata, è cresciuta in altezza si è allargata, sono state costruite pareti di tronchi di bambù (la cui forma circolare e cava li fa essere un ottimo materiale da costruzione) poi è arrivato il pesante letto, sull’isola i letto di ferro vengono realizzati scopiazzando i nostri saldando i tondini di solito affogati nel calcestruzzo, le doghe in legno si ottengono affiancando le basi di due pallets; in Africa si costruivano i mobili con il legno delle casse per le spedizioni, con un gioco di parole in francese lo chiamavamo stile ‘Luis Cass’, (Luis XV), il principio è il medesimo. All’interno della capanna tutto ciò che era stato possibile trovare, raccogliere, sistemare… Od in attesa di essere sistemato, forse, un giorno.
Con lui è più di un anno che siamo in contatto in internet, mi da parecchie informazioni sul Tonga, questo regno che ho in programma di visitare, scrive molto bene e gli prometto che quando arriverò lo andrò a trovare. Iniziamo a farci lunghe chiacchierate la telefono non appena arrivo, ha una buona proprietà di linguaggio, la mia conoscenza della lingua francese è tale da poter cogliere le più piccole sfumature, mi racconta, mi spiega, illustra. Percepisco un qualcosa di strano, come una stonatura che non riesco a focalizzare, la foto del suo profilo da qualche mese era improvvisamente invecchiata, sicuramente più attuale: un primo piano di un volto segnato con una barba di qualche giorno, bianca, ma non ci avevo fatto caso più di tanto.
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Sono curiosa, al mio arrivo nella capitale chiamo, chiedo di poterlo incontrare, no, impossibile, si trova in un’altra isola, ma niente paura, quando visito un paese cerco di vedere il più possibile, ci andrò, non subito, si trova lungo mio itinerario. Mi parla di antichi splendori, di proprietà lontane, racconta un passato da inviato in guerra, “Non sei giornalista, peccato”, mi ripete continuamente, poi la libertà nei mari del sud… Fino a perdersene dentro.
Quando lo incontro capisco immediatamente la situazione, è rimasto, come molti, imprigionato in quel paradiso tanto agognato per mancanza di mezzi, non riesce più ad uscirne, non ne ha più il modo. “Il vero paradiso è qui, non in Polinesia Francese”, mi ripeteva di continuo, stimolando la mia curiosità, rispondendo ad una ad una alle mie obiezioni, con argomentazioni fantastiche, come alla mancanza di strutture sanitarie decenti: “Esiste la medicina tradizionale.” Oppure: “Per non stare male basta non avere paura di ammalarsi, per non morire basta non avere paura della morte, quando arriva è un fatto naturale.”
No Andre’ mi spiace, anche se qui non è male, anche se la vita è meno cara, le mie care isole non si battono!

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Categorie: Tonga | Lascia un commento

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