In giro per Tongatapu

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I maiali grufolano nella laguna luccicante approfittando della bassa marea, alcuni sono immersi fino a metà del loro grosso ventre, muovono la testa, impegnati a scavare con la massima attenzione, di tanto in tanto un grugnito soddisfatto esce dal loro muso: cercano cibo, mitili, crostacei che faranno diventare la loro carne ancora più deliziosa.
Le donne battono con un bastone sopra le rocce di corallo le strisce di pandanus per ammorbidirle dopo averle lasciate immerse nell’acqua della laguna: serviranno per essere intrecciate e trasformarsi in quelle stuoie sottili nelle quali a Tonga è tradizione avvolgersi non appena si è in lutto.

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Quando si perde qualcuno della famiglia oltre a vestirsi di nero, ci si incarta con queste stuoie che prendono la forma della vita quotidiana, un lembo si alza e si arriccia a forza di sedersi, alcuni le portano così grandi che sembra quasi abbiano intorno al corpo una gigantesca conchiglia di paglia. Per quando si lavora nei campi esiste il modello “country” più pratico, che prevede delle semplici strisce di pandanus intrecciate ad una cintura dello stesso materiale.
Bambine con nastri rossi nei capelli corrono dietro ad una macchina, forse un cugino od il fratello maggiore se ne stanno andando e cercano di seguirlo con la forza delle loro gambe il più a lungo possibile. Sono belle le bambine, sono belle con le loro divise della scuola tutte uguali, si vede benissimo che sono tutte cucite a mano, niente confezioni qui, e tutte hanno i lunghi capelli raccolti in due lunghe trecce che pendono ai lati della testa, a volte libere, a volte arrotolate, tutte con bei fiocchi dello stesso colore del grembiule. Il grembiule. Da piccola me lo facevano portare per non sporcarmi, per non rovinare i vestiti, un po’ più lunghi i miei, un po’ più corti quelli del mio fratellino a piccoli quadretti rosa o rossi i miei, blu tinta unita o marroni quelli di mio fratello; li cuciva la nonna, quella nonna che, pur essendo un enciclopedia vivente sapeva fare tutto: ottima cuoca, brava sarta, solo non sapeva vivere, la paura di ogni cosa la paralizzava.
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Un chiassoso gruppo di ragazzi e’ in mezzo alla strada col cartello C WAS solo al ritorno capirò che non si tratta di una manifestazione, ne’ che vogliono bloccare l’autobus, si propongono per lavare via la polvere dalle auto! Che dire, la pubblicità e’ l’anima del commercio!

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Categorie: Tonga | Lascia un commento

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