Taiwan, Taipei, Taroko!

20130618-064122.jpgIl mio arrivo e’ facile, siamo in un paese civile, civilissimo e tutto e’ estremamente logico. Mi concedo il lusso di lasciare la valigia più grande al deposito bagagli all’aeroporto, tanto per non trascinarla su e giù, mentre riempio la mia bottiglia vuota di acqua da un lavandino una ragazza mi ferma e mi mostra un apparecchio scuro, forse un filtro, dal quale si può avere acqua fresca o calda, se si volesse mai bere un The. Il bus per il centro e’ immediato, peccato sia buio, e’ notte, si intravedono le enormi sagome di palazzoni in cemento, una grande fabbrica che fuma bianco, rabbrividisco dal ricordo, arriviamo in centro, il centro della stazione, e’ tardi ma c’è ancora gente, parecchia gente, tutto e’ tranquillo. Trovo con facilità l’hostello che ho prenotato, un certo fiuto oramai mi permette di capire dove sia opportuno fermarsi: ho fatto centro, anche se il proprietario e’ alcolista, tutto e’ pulito, la mia cameretta singola, in realtà con 2 lettini, piccola e funzionale, dipinta in colori allegri, anche se non ha la finestra l’estrattore d’aria funziona benissimo e non ne risento. 20130618-064151.jpg20130618-064216.jpgLa sua posizione mi permetterà di partire presto alla volta di questa meraviglia, l’orrido di Taroko, una profonda faglia nelle montagne di marmo che voglio assolutamente vedere. In aereo ho sempre dormito, anche se scomodamente, mi sveglio più che presto, mi preparo accuratamente e faccio in modo di organizzarmi con una borsa leggera: e’ la seconda valigia che dissemino in questo paese e ci sono appena arrivata! Quanto mi piace lasciare la mia traccia qua e la! Alto che Pedro! La stazione e’ semi deserta, ha l’aria di iniziare a popolarsi: una truppa di giovani militari si allinea nel grande atrio, chiedo qua e la indicazioni per il mio treno, la gentilezza e’ estrema, chi mi accompagna per qualche metro, chi si sforza di parlare un inglese che non sa… Trovo una donna in un tradizionale abito scuro graziosamente composta, mi indicherà il binario, tenendomi d’occhio che salga sul treno giusto, e’ una sorta di suora laica, una specie di volontario della croce rossa che aiuta i poveri.
Il treno parte costeggiando montagne verdissime: dove hanno costruito hanno avuto la mano pesante, grandi mostri di calcestruzzo ovunque, i binari seguono il greto di un fiume, sembra di essere in un manuale di Feng Shui, la verde montagna, l’acqua che scorre, i ciottoli neri… Di tanto in tanto un piccolo tempio fa capolino con la sua architettura tradizionale; ad un tratto ci si affaccia improvvisamente sul mare, un mare scoglioso con un’isoletta di fronte, poi una piana fertile, coltivata a risaie con qualche orto familiare.20130618-064407.jpgGiro per la gola sopra un bus turistico giallo insieme alla gente del posto: il turismo e’ locale o proveniente dai paesi limitrofi, sono l’unica bianca, se mi si può ancora chiamare così: ad Amsterdam non sono stata identificata come Italiana, a Los Angeles tutti mi rivolgono la parola in spagnolo e non in inglese e nel veloce transito a New Delhi, inutile dirlo, per giunta indossavo una luccicante gonna indiana! Amo molto viaggiare come la gente del posto, anche in paesi come Taiwan dove la barriera linguistica e’ forte e si sovrappone coriacea, impedendo probabili amicizie. Mi aggiro per la gola perseguitata dai colpi di sonno, mi sono svegliata alle 2 stanotte, in piena confusione da jet lag, la giornata non è delle migliori, come si può vedere dalle foto, si cammina dentro una nuvola umida che spesso si solidifica in una fitta pioggia compatta, il caldo e’ tanto, l’umidità nell’aria pure… Un po’ per errore, un po’ per stanchezza decido di non restate a dormire lassù, mi ri incammino in treno verso nord, sono in contatto con una persona di qui, quella che ha acceso la mia curiosità su questo paese, Taiwan, il mio primo contatto con il mondo cinese o quasi, questi paesi densi di profonde contraddizioni, brancolanti fra un’estrema modernità, con i suoi lati peggiori, ed una solida tradizione, così solida che resiste a tutti i colpi e si manifesta con la presenza di un piccolo tempio colorato sopravvissuto in un angolo di cemento… In un abbigliamento tradizionale fatto di piume e conchiglie…20130618-072409.jpg
Taroko = magnifico

L’Orrido (o Gola) di Taroko e’ nella parte orientale di Taiwan, nella contea di Hualien, non lontano dall’Oceano Pacifico.
Secondo i geologi questa parte di Taiwan si sta alzando a causa della subduzione della placca oceanica delle Filippine a est.
Il fiume Liwu (Fiume delle Nebbie) ha inciso negli ultimi milioni di anni una massa compatta di marmo e gneiss in lento e continuo sollevamento, come una sega a filo che taglia un blocco di marmo che le viene spinto contro.
20 chilometri di pareti quasi verticali, alte fino a 1000 metri.
Fino agli anni ’50 solo una mulattiera percorreva questa valle, Chang Kai-shek fece costruire una strada per attraversare Taiwan da ovest a est, passando le montagne della Catena Centrale dai soldati dell’Armata Nazionalista; la strada, chiamata “Central Cross-Island Highway” fu realizzata in soli in 4 anni, dal 1956 al 1960, a prezzo di enormi sforzi e vite umane, quasi 500 morirono; l’Altare dell’Eterna Primavera (Chang Chun Shrine) e’ dedicato ai lavoratori-soldati periti ed è una delle icone di Taroko.
Si chiama “highway” autostrada, ma è una strada stretta e tortuosa, spesso soggetta a caduta massi; recentemente nuove gallerie sono state scavate per renderla maggiormente sicura per le auto e permettere di visitare a piedi i punti maggiormente spettacolari.20130618-064511.jpg20130618-064606.jpgBuluowan era uno dei principali insediamenti degli aborigeni Truku che furono forzatamente trasferiti dai giapponesi circa 100 anni fa; ora i Truku sono tornati nei loro territori e gestiscono il centro visitatori, il museo ed il negozio di artigianato locale
Il terrazzo superiore ospita il Leader Village Hotel, anch’esso gestito da questi aborigeni.20130618-064640.jpg20130618-064626.jpg20130618-064617.jpg20130618-064712.jpg20130618-064727.jpgI contatti con gli “indigeni” sono preziosi, sono quelli che permettono di progredire esponenzialmente nella conoscenza del paese che si sta visitando; con Sophie Wu e sua figlia Carina abbiamo dormito insieme a Napier, nella stessa stanza nello stesso backpakers, ci siamo rincontrate a Nelson e restate in contatto grazie a FB; ora sono sdraiata nella sua stanza degli ospiti dove ho dormito, mi sono immediatamente venute a prendere alla stazione, anche se non avevo capito ed ero scesa in un posto sbagliato, mi hanno fatto visitare il mercato notturno, portandomi per mano nella scoperta delle meraviglie culinarie di questo piccolo paese, piccolo si ma ricco di cultura: si mangia benissimo!

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Non sapendo cosa scegliere qui sopra…
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Mangio un pancake alle ostriche, DE-LI-ZIO-SO!

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Categorie: Taiwan | Lascia un commento

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