La mela scarlatta

È arrivata la vita nel freddo appartamento dal lucido pavimento di marmo, così lucido e così vuoto che le lampadine appese al filo si specchiavano silenziose in lui; respiri, rumori, il trotterellare del cane bassotto, anche se anziano ritrovava la gioia di vivere anche lui con la padroncina ritrovata. Con lei sono arrivate coperte colorate, tendaggi, impossibile contenere la sua esuberanza: come per magia la casa vuota e fredda ha intrapreso una rapida mutazione, il frigorifero si è riempito, la caffettiera tutte le mattine, ha iniziato a spandere nell’aria un caldo profumo di caffè, la lavatrice ha cominciato finalmente a girare lasciando un delicato profumo di bucato, alcuni oggetti hanno iniziato a spuntare qua e la, in una piccola misurata confusione. Gli amici sono passati per un saluto, i vicini bussavano in un continuo via vai affettuoso. Il pavimento si è coperto di tappeti, tappeti in seta preziosa, raffinati, i migliori che aveva e che stendeva ai suoi piedi, ai piedi di quella donna che tanto amava, non poteva posarli sul freddo marmo, no, scelti con cura, col gusto dei colori, proprio come piaceva a lei. ‘Sib-e sorkh’, la mela scarlatta, dolce, profumata e succosa, questo era lei per lui, che si riempiva lo sguardo della sua presenza, della vitalità che lei emanava. “Il tempo, il tuo tempo, e’ questo che voglio da te.” L’aveva invitata a gustare un pranzo prelibato, fatto di cibi particolari, quelli che lei preferiva, per una volta lei non aveva pensato ad altro, l’aveva guardato negli occhi, con uno sguardo profondo che lo aveva fatto crollare. Sapeva che il tempo era ciò che lei considerava più prezioso, da molti anni viveva come chi sa di non averne molto davanti, voleva che lei gli dedicasse qualche momento prezioso della sua vita, voleva una prova. Si erano detti ciò che mai avevano osato, si erano parlati francamente esprimendo ognuno i sentimenti più profondi per la prima volta nella loro vita.
Poi lei era volata via lontana ancora una volta, l’appartamento ridivenuto freddo, si era immediatamente spento, aveva perso ogni vitalità; i primi ad andarsene erano stati i tappeti, trasportati con l’immensa fatica del peso di un amore irrealizzabile.

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Categorie: Liberi pensieri | Lascia un commento

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