Una bella nuotata?

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Ero venuta per nuotare, mi piace nuotare davanti alla lunga spiaggia di sabbia bianca una delle più famose di Tahiti, quella al ‘pk’ al km 18, mi piace arrivare qui la mattina presto, quando non c’è ancora nessuno, le persone arrivano alla spicciolata lentamente, a coppie, da soli, camminano, si sdraiano al sole, nuotano, i polinesiani amano stare dentro l’acqua fermi a chiacchierare, ascoltando la musica, le francesi si ritrovano per fare acqua gym insieme… È una bella spiaggia, non molto lontano la barriera di corallo la protegge e la fa diventare quasi una piscina, le onde si frangono al largo ed all’interno arriva meno corrente, si può nuotare a lungo in mezzo ai bei coralli circondati di pesciolini colorati. Un bel giardino di coralli! Ho sempre le mie pinne gialle ai piedi, bisogna essere guardinghi, le correnti possono essere forti ed improvvise ed essere gettati sui coralli e’ pericoloso, le ferite che provocano si possono infettare facilmente, i coralli sono vivi, pieni di micro organismi che se restano nella ferita provocano danni.
Pare che anche la sabbiolina a di corallo sia viva, se ne rimane anche un poco sotto la pelle ogni tanto si risveglia e da un inspiegabile pizzicorino… La forza vitale, ‘mauri’, in Polinesia e’ enorme!
Il mio stupore e’ stato grande quando, appena arrivata, sono stata accolta dalla mamie, la signora del posteggio: “Attenta, oggi non si può nuotare, le correnti sono troppo forti” Ed ha continuato, davanti al mio sguardo incredulo: “Ieri ne hanno tirati fuori dall’acqua 2, il terzo non si sa che fine abbia fatto!” Queste sue parole mi hanno definitivamente convinta, così le ho consegnato le mie pinne e la maschera, a dimostrazione che avevo ben capito, e mi sono incamminata per una passeggiata.
L’ultima volta avevo nuotato qui solo tre giorni fa, una bella nuotata di un’ora, senza pensieri, con la testa bella libera, vuota di ogni negatività.
Oggi la spiaggia non esiste più, Moorea e’ nascosta dai vapori salini, se ne indovina la sagoma appannata; le onde alte fino a 5 metri, passano con la loro violenza sopra la barriera di corallo, la superficie dell’acqua, di solito ferma, e’ tutto un ribollire di mulinelli. Il giovane pescatore Teva che scruta attentamente il mare mi chiede: “Non lo sapevi? Non hai sentito il telegiornale?” Veramente avevo sentito parlare di un moto ondoso di 5 metri di altezza, ma nel lontano arcipelago delle Australi, a 3 ore di volo da qui… Non avrei mai pensato che potesse riflettersi sulla mia vita quotidiana, che potesse impedirmi la mia nuotata fra i coralli… Ma lui, Moana, l’oceano e’ sempre lo stesso e se un’onda si alza alle Australi, anche a Tahiti e, perché no, alle isole Marchesi ci sarà una ripercussione. Il suo grande mantello azzurro che abbraccia tutte queste isole e’ sempre lo stesso. Bisogna amarlo e rispettarlo, Teva mi mostra i piccoli ricci di mare che la violenza delle onde ha strappato dal loro elemento, “Attenta a non camminarci sopra”, mi consiglia, immagino, con gli aculei grandi e forti che hanno… 20130514-132829.jpgCon una mossa fulminea li rigetta in acqua e continuando a guardare l’orizzonte, senza perderlo mai di vista, i polinesiani non guardano mai in faccia una donna, continua a parlarmi, a raccontarmi della sua pesca, di come la luna influenzi il comportamento dei pesci, e quindi il risultato della pesca: quando è la luna nuova, ‘avae api’ i pesci sono numerosi nella laguna, cioè all’interno della barriera corallina, ma quando e’ ‘potoru’, 3 giorni dopo la luna piena, ‘atira ave’ non ci sono più pesci, scompaiono nelle profondità abissali. Oh Teva, non mi parlare così, con quel tono calmo e pacato, alla mia età una donna è fragile e sensibile!

Con un silenzioso tam tam sono arrivati da tutte le parti del mondo per cavalcarla, il moto ondoso ha fatto alzare la famosa onda di Teahupoo fino ad 8 metri, come facciano per arrivare da posti così lontani per cavalcarla per me rimane un mistero… Ma erano li’ pronti con le loro tavole a mille acrobazie, l’amico Wilfrid mi spiega: “Per andare a vedere ci sono 2 modi, o ci si sdraia sulla tavola da surf e ci si sposta a forza di braccia, in questo caso se si deve andare via rapidamente può non essere facile, altrimenti in barca, e ce ne vuole una con il motore potente.”  Non colgo il senso delle sue parole fino a quando non vedo in televisione le immagini della giornata, la forza dell’onda… Ora capisco, capisco perché bisogni allontanarsi rapidamente, per sfuggire alla violenza dell’onda!

taupoo
Ancora una volta sono stata fortunata: ho imparato tante nuove cose, ho potuto vedere questo fenomeno che pare accada ogni 5 anni…

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Categorie: Polinesia Francese | 2 commenti

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2 pensieri su “Una bella nuotata?

  1. Domenico

    Un bellissimo racconto di vita polinesiana…….grazie x questi squarci di esperienze polinesiane. Per me che sogno di trasferirmi li in Polinesia i tuoi racconti sono importanti.
    Ia orana

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