Elezioni

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Le elezioni in Polinesia sono una festa, tanto per cominciare la campagna elettorale e’ velocissima, 15 giorni appena, breve ma intensa! I vari partiti, sono rappresentati dai colori dell’arcobalmeno, i rispettivi adepti, con la maglietta del loro colore si aggirano ovunque, distribuendo brochure, sventolando bandiere, organizzando feste e riunioni sotto i numerosi gazebo allestiti per l’occasione, il tutto in un allegro vortice colorato.
Fino ad oggi al governo c’erano gli azzurri, azzurri come il colore delle belle lagune polinesiane, sono indipendentisti, vogliono staccarsi da quella Francia che tiene un piede in questo paese, a volte approfittandosene, come per gli esperimenti nucleari, durante i quali sono state fatte esplodere fra cielo e mare 193 bombe atomiche, a volte erogando fondi, forse per sentirsi la coscienza più pulita. Gli arancioni, invece, pensano che la Francia, con i suoi soldi, sia indispensabile per una buona crescita del paese, hanno promesso mari e monti, naturalmente; al loro capo un arzillo 82enne, convinto di essere il padre di queste isole, pieno di figli avuti a destra e sinistra. Chi ricorderà mai? Quest’anno, per la prima volta, e’ emerso un altro partito, i gialli, con un volto nuovo e giovane, anche se dall’aspetto non pulito, al loro comando. Le varie linee di azione non saprei proprio come diversificarle, tutti promettono più o meno la stessa cosa: lavoro, grandi opere, sussidi e sovvenzioni. È stato divertente accompagnare qualcuno votare al seggio, musica a tutto volume, scrutatrici con la corona di fiori ed addobbi verdi su tutti i muri! Una festa, una grande festa! Davanti ai seggi un enorme sventolio di bandiere di tutti i colori!
Con la prima tornata sono stati eliminati i partiti minori, i primi tre sono rimasti in lizza e dopo una settimana di chiassosi sbandieramenti hanno vinto loro, gli arancioni, quegli arancioni che, un 2 novembre, avevo confuso per un gruppo che festeggiasse la festa delle streghe, con la mia frase: “Non sapevo che in Polinesia di Halloween fosse così seguito…” Ho fatto fragorosamente ridere le mie amiche! In questi giorni gli azzurri, che erano al governo, stanno raccogliendo le loro cose per lasciare liberi gli uffici; il nuovo presidente metterà il suo quartier generale nello sfarzoso edificio coloniale in centro a Papeete che si era fatto costruire durante il precedente comando; il capo degli azzurri, sindaco a vita di Faa’a, il comune limitrofo a Papeete, preferiva avere in questo suo fedele territorio il proprio quartier generale. Voglio vedere se cambierà qualcosa, se si vedrà la differenza di questo passaggio di colore e di potere; sono curiosa, voglio proprio vedere.20130505-200801.jpg

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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