Alis

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Ieri sera ho superato me stessa, accompagnata dalla fida Marcella, con tanto di cane in macchina, sono arrivata fino al lato estremo del porto, a Fare Ute dove un enorme cargo stava caricando e scaricando prima di partire per Samoa. Sono entrata incamminandomi a piedi fra le pile di container, schivando i macchinari enormi che si aggiravano velocissimi; quando sono arrivata davanti all’imbarcazione, superate tutte le quinte che mi impedivano la vista, ho capito di avere esagerato: sembrava di essere dentro Blade Runner, luci, rumori, un va e vieni di robe enormi, gru che caricavano…. confesso, ho avuto paura. Ho parlato con quello che mi hanno detto fisse il capitano che mi deve aver presa per mentecatta e dopo il nostro colloquio, non mi ha nemmeno accompagnata al cancello con la scusa che: “I’m not allowd” della serie, sei arrivata fino qui, ARRANGIATI! Sono uscita di corsa schivando i muletti nell’oscurità con l’adrenalina a 1.000… Forse l’idea di viaggiare su questo tipo di cargo non e’ poi così buona.
Inutile dire i commenti di Lam quando la moglie glielo ha raccontato…
Ho capito da sola di aver esagerato… E questa e’ una sensazione nuova per me!
Con la tenacia dei sardi non ho abbandonato l’idea, ma ho capito che dovevo cambiare qualcosa nella mia ricerca: “Se devi comperare un libro non puoi cercarlo in macelleria.” dice il saggio, ho continuato a consultare il sito del porto di Papeete, dove vengono fedelmente riportati tutti gli arrivi e le partenze, cercando, guardando in direzione di Tonga o Samoa… Finalmente qualcosa, una nave da ricerca diretta a Tonga, interessante, approderà nel molo delle navi da crociera, come i grossi transatlantici, tipo il Queen Elisabath che scaricano migliaia di turisti, la più parte abbastanza decrepiti… Perché bisogna essere decrepiti andare in crociera? Forse si arriva a desiderarlo solo quando non si riesce più a viaggiare in altro modo, con meno agio e conforto… Forse lo si riesce a realizzare solo alla dine di una vita… La Queen Elisabeth, se ne è parlato in Polinesia, ne hanno scritto su tutti i giornali, ma nessuno ha sottolineato che questa enorme nave da crociera, la più grande del mondo e’ stata realizzata, vite dopo vite, bullone dopo bullone in Italia, nella mia patria, dalla Fincantieri e della Fincantieri erano i tre italiani scesi a terra che ho immediatamente intercettato, in navigazione per la garanzia, per controllare che ogni cosa andasse per il verso giusto, sbarcati una mezz’oretta appena prima di levare l’ancora dall’isola di Tahiti. “Cercate di tornare con le vostre famiglie” ho loro suggerito, “E’ un vero peccato non conoscere la Polinesia”, chissà se potranno mai seguire il mio consiglio! Io che ho la fortuna di vivere qui apprezzo in pieno questo paese. E ci vivo benissimo!
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Mi piace anche andarmene in giro, un po’ qua e la, scoprire e visitare le isole vicine, non necessariamente appartenenti a questo stato. Per questo sto cercando un passaggio in nave, per non essere costretta di andare ancora una volta fino in Nuova Zelanda per un l’itinerario di 2.300 km; niente voli diretti, niente collegamenti, si è obbligati ad andare verso sud ed a risalire un intera giornata di viaggio aereo, quando volando in linea retta ce la si può cavare in un paio d’ore al massimo. Vero è che a bordo di una grande nave sono necessari ben 4 giorni, con un battellino piccolo anche una settimana, ma non è molto più poetico passare una settimana in mare, solcare l’oceano Pacifico nella sua enorme ampiezza, farsi cullare dalle sue lunghe onde, in special modo se si ha la fortuna di trovare tempo tranquillo. Così sono arrivata ad Alis, il grazioso battellino da ricerca che solca questi mari analizzandone le profondità: farà il tragitto da Tahiti a Tonga a fine giugno e spero ardentemente che il capitano dal viso simpatico riesca ad ottenere il permesso di imbarcarmi dall’armatore.
Quanti progetti! Quante idee escono dalla mia mente! Una dietro l’altra sto riuscendo anche a realizzarle!

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Categorie: Polinesia Francese | 2 commenti

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2 pensieri su “Alis

  1. Ilario catanzaro

    Buon giorno e’grazie tante di averci menzionato nel tuo racconto meraviglioso!Le auguro tanta fortuna e chissà un giorno di rivederla.Se ha un Twitter la seguito’ un saluto caloroso a presto.

  2. Il mio twitter e’ @manumacori, ma potete seguire il blog…
    e grazie del messaggio!

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