Fox

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Chissà per quale motivo questo ghiacciaio si chiama Fox, la volpe, chissà se era qui che il Piccolo Principe dava appuntamento al piccolo animaletto, in quel piccolo tenero brano tanto famoso. Il primo ghiacciaio, il più turistico, ha il nome di un imperatore austro ungarico: Frantz Joseph e con un nome così non può che essere il più turistico fra i due. Non ricordo di essere stata su di un ghiacciaio, in Bolivia, si a 5.600 mt di altezza, ma era un ghiacciaio sciolto, senza ghiaccio, quindi non vale… Ho sempre preferito le vacanze di mare a quelle di montagna, le lunghe spiagge assolate dove di può camminare coi piedi nell’acqua avvolti dalla fresca brezza marina, tutta la mia famiglia come me preferisce il mare, tutti esclusa la mamma, lei ama la montagna, le camminate, da giovane passava le vacanze con amici attraversando grandi prati punteggiati di margherite e bucaneve e la nostalgia del passato le fa apparire tutto questo indimenticabile.
La peculiarità di questi 2 ghiacciai dell’isola del sud neo zelandese e’ che sono di una accessibilità unica, a soli 200 mt circa di altitudine, anche se per avvicinarsi e’ obbligatoria una guida per evitare che succedano altre tragedie: 2 ragazzi indiani che abitavano a melburne, due ragazzi giovani sulla 20ina si sono voluti avvicinare, hanno oltrepassato la corda che segnava l’ultimo punto sicuro, si sono avvicinati, lo hanno voluto toccare, questo non è piaciuto a Fox che ha scaricato su di loro 100 tonnellate di ghiaccio. Era il 24/11/2008.
Sono contenta perché ho il giusto abbigliamento, anche se vengo da Tahiti sono vestita esattamente come ci vuole, ho le scarpe giuste, scarpe impermeabili da trekking che permettono ai miei piedi di non bagnarsi, con la suola spessa che mi impedisce di scivolare ed una comoda cerniera per calzarli; ho dei caldi calzini bassi, i pantaloni da con la cerniera a metà che posso accorciare al bisogno, in caso di troppo caldo o forte pioggia, finalmente li ho trovati del l’unico colore con cui mi vesto e non i solito cachi e verdini che anche in altri tempi non avrei amato indossare, li ho comperati qui, nel paese del trekking. Ho una maglietta tecnica con cappuccio, calda ma leggera, protegge anche la testa dal vento, e’ stata una vera occasione, 5 € al mercatino di Orbetello, ed ha anche un comoda tasca sulla pancia. La giacca poi è addirittura anticiclone, viene dalla California ma è fabbricata in Vietnam. Immagino le abili mani mentre passavano alla macchina da cucire le numerose cerniere lampo… Lo zainetto e’ l’unica nota colorata, di un allegro verde chiaro, facile da identificare, di quelli che si ripiegano in una tasca, ma robusto, non sembra dare segni di cedimento, almeno per ora. Anche lui è neozelandese, insieme ad una calda felpa oggi non necessaria ma che mi e’ stata utilissima nell’isola nord dove l’umidità si fa sentire. Sono proprio soddisfatta dei miei acquisti! Se penso che in valigia, anzi nel trolley ho una giacca imbottita pesante per le temperature invernali… Al momento non è servita, ma come dice il saggio: “pane e manto non pesan mai tanto”. Chissà cosa ne pensa I-drive walking, il camminatore zaino in spalla? Ma torniamo al ghiacciaio:
la strada fatta a ritroso dalla lastra di ghiaccio negli anni nel suo restringimento e’ impressionante, arrivando si nota il primo cartello che marca il punto in cui il gniaccio iniziava nel lontano 1830… Quanta strada a ritroso da allora e questo per il pianeta e’ veramente un brutto segno!
È più o meno come mi aspettavo, tanta ghiaia ovunque, tutto che scorre, cascatelle, rivolerti, tanta acqua in movimento per questo lento inesorabile scioglimento; il rumore costante accompagna durante tutto il sentiero; ho oltrepassato la corda anche io oggi, non mi sono accontentata di guardare il ghiacciaio da lontano, ho voluto fotografarlo da sopra, mi sono arrampicata seguendo un gruppo guidato, seguendoli da lontano, un sentierino in salita quasi invisibile in mezzo alle rocce, con tanti scalini di pietra pazientemente appoggiati, su, su e con la complicità di un raggio di sole la foto e’ stata fatta!
Ho fatto un’altra cosa che non dovevo fare, ho raccolto una pietra, un sasso verde, una frammento di pounamu, la giada sacra dell’isola del sud, anche se ho già scelto il pendente per me ho voluto raccogliere un pezzettino di questa parte di mondo da portarmi dietro. Mi ricorderà le alte montagne di questo angolo di mondo quando sarò nelle lo tante spiagge di Tahiti.

Sul lago Wanaka c’è 1 sola con un lago ed 1 sola…
Indijo bello scialle

20121229-164625.jpgIl Fox Glacier (Te Moeka o Tuawe in Māori) nel 1872 dopo la visita del Primo Ministro della Nuova Zelanda, Sir William Fox prese il suo nome; e’ situato nel Tai Poutini National Park nel Westland nella West Coast dell’isola del Sud e si sviluppa oggi per 13 km.

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Categorie: Nuova Zelanda | 1 commento

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Un pensiero su “Fox

  1. Beh se mi chiami in causa, eccomi qua a rispondere.
    Si direi, in linea di massima, di essere d’accodo col detto del saggio, aggiungerei l’acqua (fondamentale se cammini d’estate ma utile sempre per evitare anche l’usura dei tendini e delle articolazioni) e va bene anche il manto dato che oggi esistono giacche che proteggono da -2 a 20 gradi e pesano solo 1 etto e mezzo (io ovviamente ce l’ho). Bello il ghiacciaio e le tue storie e sempre meravigliose le foto.
    BUON ANNO MANU !!!

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