Angelina

20121225-151727.jpgNatale, questo Natale, sola dall’altra parte del mondo, in questo freddo paese anglofono, la Messa, la Santa Messa, per una volta bei canti, le persone nascoste dietro una rassicurante freddezza.
A Tahiti e’ diverso, si entra direttamente a fare parte delle famiglie, in questa Nuova Zelanda mi sembra esistano 3 differenti realtà con minimi punti di comunicazione tra di loro: la natura ed i turisti che godono del l’estrema bellezza di questa particolarissima terra, resa ancora più particolare dalle formazioni vulcaniche così abbondanti; gli inglesi arrivati da generazioni, gli apparenti padroni dei vasti territori, con la loro organizzazione perfetta, le grandi fattorie, i giardini fioriti; poi ci sono loro, silenziosi, impercettibili, di tanto in tanto se ne incontra qualcuno, lo si riconosce dalla pelle scura, dai tatuaggi, sono gli autentici abitanti di questa isola, quelli arrivati a bordo delle 7 waka, va’a in lingua polinesiana, piroghe, che giunsero ad AOTEAROA la “Terra della lunga nuvola bianca”, come la chiamo’ la moglie di Kupe, il capo della spedizione che vi approdò per primo nel lontano X secolo; proveniva da Hawaiiki, un’isola mitologica, importantissima nelle tradizioni di questa parte di mondo.
Arrivarono fin quaggiù orientandosi grazie alle stelle, alle correnti e al volo degli uccelli.
Si narra che una volta approdato con tutta la spedizione, nelle piroghe a doppio bilanciere venivano caricate piante ed animali domestici per la sopravvivenza e per mantenere le proprie tradizioni alimentari, il re di Tonga, rientrando dagli States si e’ portato a casa con questo mezzo la sua nuova Harley Davidson! Si narra che il fiero Kupe si sia dovuto confrontare con uno spirito maligno abitante dell’isola; il guerriero polinesiano non era solo il capo della spedizione ed il re della piccola comunità, un importante capo deve avere un ottimo mana, un’autorità spirituale, un qualcosa di simile ai poteri magici; grazie al suo forte mana, dopo una lunga estenuante lotta, il fiero Kupe aprì la terra in una lunga fessura e vi imprigionò il mostro, facendoli cadere nelle più profonde viscere del pianeta, richiudendo la spaccatura sopra la sua testa; per questo motivo di tanto in tanto in questa parte di mondo la terra trema: il mostro, il re degli inferi non si è rassegnato e cerca di fuggire da sotto la crosta terrestre dove è imprigionato da molti e molti anni.
Ho incontrato Tamahae in bus, sul quale è salito con la forza delle braccia, lo zainetto in bocca; nessuno lo ha aiutato, sembrava autonomo, prima di scendere mi sono avvicinata ho preso la sua borsa e rischiando di essere inopportuna gli ho detto con un leggero tono autoritario: “Voglio aiutarti”, contrariamente a quanto temevo un grande sorriso ha illuminato il suo volto, un grande “Grazie” e’ esploso verso di me con calore ed abbiamo continuato insieme il nostro viaggio. Tamahae e’ un grande guerriero, e’ nato così, senza una gamba e con una malformazione che gli impedisce di camminare, il suo spirito e’ forte, come la sua nobile discendenza richiede: sua nonna era Wetekia Rutuku Weklington, una bella ed importante principessa Maori della remota isola d’Urville, a nord di Nelson, dove viveva con i suoi 25 figli, si proprio 25, dando inizio ad una numerosissima discendenza. Il popolo Maori, decimato dalle guerre con i britannici e dalle malattie che questi avevano portato con loro, ha risalito la china e la popolazione di questa etnia che sembrava quasi decimata, e’ nuovamente numerosa come in passato. Ed in continuo sviluppo! La riunione familiare alla quale il mio nuovo amico sta andando conterà 450 persone, solo cugini di 1o grado! Lo scopo della riunione e’ che il governo che dichiarera un “I’m sorry” per tutti gli abusi fatti loro subire, approfittando dello stile di vita naturale e senza proprietà privata, che è loro congeniale: la gente passa, la terra resta.
Dopo la breve traversata dello stretto di Cook con un magnifico sole, arriveremo a Picton e poi a Nelson dove la riunione avrà luogo, nel marae di questa città, il marae Whakataukī; sono invitata la sera verso la fine del grande banchetto, sono tutti allegri, sembra un matrimonio siciliano… La maggior parte di loro dormirà dentro al marae sul suolo del quale sono state stese morbide e calde pelli di pecora, intravedo l’accampamento, anche se non mi è permesso entrare, una foto, solo una foto, per poter accedere in un marae e’ necessario un invito, che consiste in una cerimonia di accoglienza; ora e’ tardi, sarà per la prossima volta. L’accoglienza e’ gentile, ma senza curiosità; come racconto di essere italiana tutti mi parlano di Angelina, la loro famiglia aveva un’amica italiana già 3 generazioni fa, Angelina, amica della nonna di tutti la principessa Maori Wetekia Rutuku Weklington, che si era ritrovata come vicina sulla sua isola, Rangitoto Ki Te Tonga, questa donna italiana, o meglio, siciliana, anch’essa proveniente dalla piccola realtà di un piccolo paese, da Stromboli, laggiù in mezzo al bel mare siciliano, dal piccolo ed isolato villaggio di Ginostra si è ritrovata sposata perché promessa al cugino emigrante, non in una grande città, no, in un’isola ancora più isolata e con il clima peggiore di quella nativa. Inizio a leggere il libro nella locale library, ne trovo tracce in italiano, e’ proprio una bella storia, ne parlo con la ragazza dal bel tatuaggio, moko, che me lo ha scovato in uno scaffale nascosto, devo assolutamente procurarmene una copia nella mia lingua!

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Cindy Te Ata Batt della Library di Nelson, organizza eventi legati alla sua tradizione; e’ anche musicista: suona strumenti tradizionali Maori.

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Categorie: Nuova Zelanda | 2 commenti

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2 pensieri su “Angelina

  1. Ciao Manu innanzitutto Buon Natale, anche se detto da me … Vedo che ti stai facendo una vera cultura sui posti che visiti, ma, toglimi una curiosità, da dove le prendi tutte le informazioni leggi qua e la o solo da racconti di tutte le persone che incontri? Mi pare di capire che lì ci sia molta tradizione orale. Ho letto di recente il librilibro di Bruce Chatwin ” Le vie dei canti” dove si parla degli aborigeni australiani Ma mi sa che la tradizione è simile. Comunque complimenti per la quantità di incontri che fai, anche se, conoscendoti bene, non mi stupisco affatto.
    Buone feste!!!

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