Kirsa

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Dopo una simpatica serata passata chiacchierando con una inglese a New Plymuth, perché esistono anche persone speciali in questa razza così fredda ed organizzata, riprendiamo il cammino per rientrare a Napier. Ho valutato la possibilità di restare per non rendere vano il cammino fatto, ma il tempo e’ brutto, il sole, sento il richiamo del sole che so splende sulla costa est.
Passiamo per Patea, un villaggio Maori, purtroppo senza fermarci, prendiamo il the, anche se è ora di pranzo sgranocchiando piccoli sandwich in casa di una coppia di amici di Brian, sono strani gli inglesi: un grande breakfast, la colazione, il the alle 12, ma non erano le 5 di pomeriggio l’ora del the? Boh! Il vero unico pasto della giornata la sera alle 18, così quando si va a nanna si ha già digerito e si è già belli leggeri.
Salutiamo una cugina a Wangaranui, ha una faccetta veramente simpatica, allegra e sorridente, e’ paffuta con due lunghi dentoni, arriviamo mentre sta lavando la sua auto, qui tutti fanno di tutto, come in Polinesia, quanto siamo fannulloni in Italia! Nulla a che vedere l’espressione allegra sulla faccia burrosa di questa donna con la sua storia: non molto tempo fa ha perso il marito morto in seguito ad una caduta dal tetto… Ne fa cenno solo un attimo, mentre siamo già in auto e ci stiamo salutando; dura da digerire! Chissà se è ingrassata in seguito a questa disgrazia?
La strada continua percorrendo il letto di un fiume, nel verde, in mezzo agli alberi, pini, felci arborescenti, una meraviglia di paesaggio! Un altra simpatica sosta sarà dalla zia 95enne che ci accoglierà con grande affetto: vive sola, alla sua età e’ perfettamente lucida ed autonoma, nel piccolo gruppo di case intorno a lei a Woodville casualmente abitano altre donne anziane, sembra quasi l’estensione di una moderna casa di riposo dove ognuno ha la propria abitazione indipendente, ci si aiuta e si passa il tempo insieme, fra una chiacchiera, un the ed una bella lettura; sorprendente anche l’abbigliamento di questa anziana lady: non proprio da trekking, ma sportivo, comodo e confortevole, uno stile sobrio adattissimo alla sua eta’; se non fossero le rughe del volto a tradirla, non si potrebbe certo intuire il numero di primavere che porta sulle spalle. Che differenza con le nostre anziane, vecchie nel cuore a volte sin da giovani, qui le persone hanno avuto una dura vita di grande lavoro ed ora godono della loro semplice casa, perché qui le case sono semplici e senza troppi fronzoli, essenziali, nulla dell’ammucchiare consumistico che ci fa conservare abiti ed oggetti di tutta la vita, e’ facile sbarazzarsi degli oggetti del passato con una svendita qui, e senza rimpianti.
Dopo Waipukurau arriviamo a Napier, il ritorno e’ stato più interessante dell’andata con questi incontri che mi permettono di meglio inquadrare i discendenti dei coloni inglesi; una volta entrati a casa dove da stasera sarò ospite, Brian scappa via per una riunione di quartiere. Un nome inciso in una targa posta sulla spiaggia mi aveva attirata: Kirsa Mary Jensen, quattro alberi di pohutukawas sono piantati intorno e l’incisione continua dicendo che fu vista in quel posto su quella ventosa spiaggia per l’ultima volta mentre cavalcava con i biondi capelli al vento, ho chiesto al mio ospite ma non ne ha voluto parlare, mi ha rivolto uno sguardo inorridito: “E’ stata una brutta storia” e non ha aggiunto altro; guardo su internet, cerco cosa sia successo a questa giovane bella e bionda scomparsa a 16 anni mentre cavalcava sulla spiaggia, scopro che a nulla sono valse le ricerche, nulla, sparita, dissolta nel nulla. Sono sola nella grande casa sul mare, una bella villa nella parte più chic della cittadina, ma chissà, sarò sicura qui? Comincio prudentemente col chiudere le porte finestra della grande vetrata, certo, se dovesse entrare qualcuno chi chiederebbe di me? Nessuno sa che sono qui… Avrò fatto bene ad accettare questa ospitalità? Cerco una sedia da mettere contro la porta, invano, mi accontento di appoggiarci la valigia, non c’è serratura, mi sento più sicura così; sento Brian rientrare verso le 10.30, camminare per casa, lo immagino aprire la porta della mia camera con un enorme coltello in mano, in cucina e’ pieno di coltellacci, e’ avanti con gli anni ma sportivo, chissà se ha qualcosa a che vedere con la ragazzina scomparsa… Nella mia mente varie trame prendono corpo, si sviluppano, si trasformano… Il vento, le onde impetuose, la spiaggia… Sento il lago di sangue caldo intorno a me… Mi sveglio, è già mattina!

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Categorie: Nuova Zelanda | Lascia un commento

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