In bici

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Pedalando sul lungo, lunghissimo lungomare di Napier ho incontrato due arzilli ciclisti, Brian e Jeff, attempatelli ma molto sportivi ed appassionati di viaggi; una parola, un’altra, ho lasciato il mio numero e siamo diventati amici! Amici in particolare con Brian, vive da solo ed ha molto tempo libero, si è gentilmente offerto di farmi conoscere la zona con la sua auto, e perché no? Mi ha poi proposto di accompagnarlo sul l’altra costa in un giro ricognitivo delle strade che la prossima settimana avrebbe percorso in bicicletta, e perché no? Così lo ho accompagnato, scoprendo angoli ed un mondo che altrimenti mi sarebbe restato precluso.
La strada che si percorre non e’ la principale, anche se costruttivamente non noto molto la differenza, sono tutte strade non troppo larghe ed assolutamente trafficate che scorrono tranquille in mezzo a pascoli e fitti boschi; passeremo daTikokino, costeggeremo poi la parte sud della foresta Ruahine, Ruahine, come l’isola della scrittrice polinesiana dal nome tedesco, i nomi qui sono familiari per me, sembrano un qualcosa di arcaico in relazione alle mie amate isole, nuova Zelanda, terra di immigranti, come nelle varie little Italy di tutto il mondo si parlano vecchi dialetti oramai perduti, anche in questa terra di conquista sembra che i primi arrivati non abbiano modificato la loro lingua, sicuramente presi da impegni prioritari per la loro sopravvivenza.
Scopro che a Deniver l’immigrazione e’ stata in maggior parte scandinava, sapevo di quella francese ad Akaroa nell’isola del sud, i vichinghi neo zelandesi mi erano proprio sfuggiti! Mi mostra con orgoglio quella che era stata la sua fattoria, prima dei genitori, poi una volta rientrato dall’università dopo aver conseguito il diploma, erano state comperate altre terre per avere una maggiore redditività, pare che qui sia facile ottenere prestiti dalle banche a buone condizioni facilmente rimborsabili con parte dei guadagni, questo permette la crescita economica. Mi mostra la chiesa dove si è spostato, il primo matrimonio, con una professoressa che veniva da una famiglia di insegnanti per tradizione, dalla quale ha avuto tre figlie, del secondo matrimonio non mi racconterà nulla.
Passiamo per Helcom dove i nonni del mio nuovo amico possedevano una fattoria, conosce bene queste campagne, deve proprio aver i passato la vita, ogni angolo gli parla, di tanto in tanto mi da spiegazioni o risponde alle mie domande in modo chiaro, cortese e gentile, very british style!
A Turakina ho la netta impressione che gli alberi lungo la strada mi chiamino, con un gesto delle loro fronde, e’ quasi sera, siamo in penombra, ricorda il cartone animato Biancaneve, il primo che ho visto al cinema, accompagnata dalla mia nonna materna, la nonna che mi ha dato tanti insegnamenti, comunicandomi anche un po’ del suo carattere pauroso, purtroppo, “Ballavi insieme ai sette nani”, mi raccontava, ma questo proprio non lo ricordo, e non mi sono mai sentita una piccola cosa carina che puo ballare davanti agli occhi ammirati di sua nonna, ho sempre avuto la sensazione di essere rude, priva di quella carineria tipica delle fanciulle; l’eroina che scappa in mezzo alle fronde minacciose, quella si, e’ un’immagine ben chiara nella mia memoria, ma le fronde che si agitavano davanti a me non erano affatto minacciose, anzi, “Here mai, benvenuto” mi dicevano, “Vieni, fermati qui con noi!” Non mi sono fermata, anche se la sensazione e’ stata forte, forte come davanti alla casa Maori del museo di Auckland, una strana profonda, commossa emozione.
Siamo passati per Wangaranui ed Hawera, finalmente si intravede il vulcano, il bel vulcano non attivo circondato dal mare, è nuvolo, pioviggina e domani il tempo peggiorerà, fortunatamente lo fotografo ottenendo un’immagine chiara e sfumata, il giorno seguente non sarà possibile vederlo perché interamente coperto da una folta coltre di nubi. È una delle regole dei viaggiatori: mai rimandare! Oggi si può, domani chissà!
Finalmente quasi a sera, arriviamo a New Plymuth dove ci separeremo, io in un simpatico ostello, lui a casa di amici.
(Continua)

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Categorie: Nuova Zelanda | Lascia un commento

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