La rana

20121207-135637.jpgLa Nuova Caledonia mi ha fatto una diversa impressione questa volta, dalla bella accoglienza al mio arrivo a notte fonda, ai giri, alle gite, alle belle passeggiate alla scoperta del territorio, per me, insieme ai 2 ‘vecchi amici’ che ben lo conoscono e sono ben contenti di mostrar melo.
Sia io che loro approfittiamo della reciproca presenza che permette ad entrambi di fare cose inimmaginabili! Oggi l’idea mi è venuta quando una distinta signora un po’ attempata mi si è avvicinata in spiaggia e chiacchierando amabilmente mi ha comunicato che abita in centro città, ma in riva al mare non si soffre mai il caldo, con quel bel venticello… Sono corsa a chiamare i miei ‘vecchi’ amici per portarli in spiaggia, ma con loro, anzi con Yvette, ogni gita diventa unica ed eccezionale. Siamo partiti dopo aver annullato tutti gli incontri che con amici e conoscenti da salutare con una insolita allegria dettata dalla prima giornata di sole, finalmente il sole dopo le lunghe piogge, e carichi di cibi buoni per il pic nic. Non la sabbia dorata dove ero arrivata con una veloce camminata di 45 minuti, no, non siamo andati ad Anse Vata od alla baia des Citrons, Yvette aveva in mente per me qualcosa di diverso, di particolare; abbiamo attraversato l’intera città, questa Noumea che si estende su montagnosi promontori, simile alle dita di una mano un po’ storpiata, abbiamo imboccato una strada bianca, sormontato dolci colline arrotondate percorrendola, costeggiando campi verdissimi e distese di fanghiglia popolata da enormi granchi fino ad, meraviglia, arrivare in una baia dove con naturalezza l’erba quasi costeggia il mare, tuffandocisi, un mare di un particolarissimo colore blu intenso, e dall’acqua fresca e limpidissima.

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È stato come aver portato i bimbi al mare: appena arrivati sono corsi in acqua, lei con pantaloncini e pareo che ha subito arrotolato intorno alla testa restando a seno nudo, lui, più lento e dalla carnagione estremamente delicata si è accuratamente coperto con tanto di cappello prima di arrivare dentro l’acqua con passo malfermo. Da li in poi, tutta una gioia, grandi spruzzi, piccole nuotate, sembravano due scolaretti felici di aver marinato la scuola! “L’ultima volta che ho messo i piedi in acqua e’ stato con te”, mi dice lui, e mentre li guardavo dalla riva mi hanno presa in giro: “Manu, ma non sai nuotare?” E per far vedere che ne ero capace mi sono esibita in una rana un po’ sghimbescia, spinta dalla forte corrente. Giù racconti di pesca, di caccia, sono forti questi due caledoniani, nati gli stessi anni dei miei genitori, 82 lei, 89 lui! Jeannot caro, cercherò di esserci se festeggerai i tuoi 90anni, cercherò proprio di non mancare!

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Categorie: Nuova Zelanda | Lascia un commento

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