La lunga linea

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Ed e’ incredibile questo passaggio, lo seguivo attentamente sul piccolo monitor dell’aereo davanti al mio sedile, proprio uno di quei monitor che non funzionavano ed avevano causato, per la loro riparazione, il forte ritardo del mio volo, tanto da farmi arrivare a notte fonda e non è bello presentarsi alle 2 di notte a casa degli amici, ma certo, non e’ per nulla voluto!
Ho seguito con attenzione la sagoma del piccolo aereo spostarsi sulla mappa, in volo fra Tahiti e Noumea, due piccoli puntini, con Nuku’alofa in prossimita’ della lunga linea verticale: la linea del cambiamento di data!
È incredibile questa possibilità di saltellare avanti ed indietro nel tempo, oggi, domani, oggi, domani, questa relatività che diventa certezza mi ha sempre affascinata!
Anche se, lo confesso, mi turba non poco, tanto che esito ancora a compiere l’intero giro del globo terreste perché altrimenti si resta sfasati, un giorno in meno io, un giorno in più il mondo… E quale diventerebbe il tempo ufficiale? Il mio od il loro? Quando dovrei festeggiare il mio compleanno? Il vero giorno per me od il giorno giusto per il resto del mondo? Ma il compleanno e’ il mio, perché devo cambiare il tempo della mia vita, la vita che mi appartiene? La conclusione personale e’ stata che, anche se sopra voli interminabili arrivo fin dall’altra parte del globo, rientro volando nella direzione inversa, proprio per evitarmi questo sfasamento e restare indietro davanti al mondo intero. Forse una soluzione c’è, visto che le mie gite sono abbastanza frequenti, potrei volare verso est per il primo giro e verso ovest per il secondo e restare sfasata sono il periodo intermedio fra i due… Certo di persone che di giri nel mondo ne hanno realizzati 2 non ce ne devono essere proprio tante, l’originalità e’ sempre stata il mio forte!
Sono partita accompagnata dagli amici fedeli in una notte di luna piena, bella tonda e splendente, che ci ha accompagnato per tutto il decollo, illuminando debolmente la scura sagoma dell’isola di Tahiti che si poteva ben percepire nella flebile luce argentata, il disco d’argento ha illuminato il nero cielo stellato con la sua luce fredda ma morbida, il decollo è stato surreale, il pilota non saliva di quota, quasi provasse gusto a vedere questa immagine magica e cercasse di farla durare il maggior tempo possibile, la scura sagoma dell’isola di Tahiti scorreva al mio fianco, sembrava non volesse finire mai… Sono partita il 28 dicembre e sono arrivata il 30 ben due giorni di differenza, dopo un volo di sole 6 ore! Ho lasciato con profonda tristezza una famiglia di amici per arrivare nella notte fonda, con la luna che già si era consumata e trovare una casa allegramente illuminata e i miei due vecchi amici svegli e pronti ad accogliere questa viaggiatrice un po’ rintronata che non sapeva più che giorno fosse.
Ho ritrovato la mia cameretta, circondata dall’affetto che mi ha fatto deviare fino qui, tutto quello che avevo lasciato era stato gelosamente conservato, il sapone, il deodorante, le mie pantofole… Ho trovato i miei piatti preferiti, caldi caldi appena cucinati, una pentola piena di osso buco, delizioso!
Non esagero e ne mangio solo un piatto, anche se continuerei volentieri, e’ un momento in cui devo controllare cio’ che mangio e non esagerare.
Nel pomeriggio non sono più riuscita ad aspettare e sono piombata dall’altra vecchia amica della Nuova Caledonia, sorella Anna Maria; la suora che mi ha aperto mi ha subito riconosciuta e mi ha invitato a partecipare alla loro preghiera, una tenera lunga preghiera fatta di canti e letture che hanno festosamente interrotto quando si sono accorte della mia presenza in mezzo a loro, per augurarmi calorosamente il benvenuto e continuare tutte insieme nelle Lodi al Signore.
Che bel regalo!
Questa volta la Nuova Caledonia mi fa un altra impressione, vedo la città con lo splendore dei suoi negozi, rispetto a Tahiti più ricchi e pieni di capi firmati, carissimi ma con tanta scelta, le lunghe passeggiate lungo questa laguna, la più grande del mondo, il mercato rumoroso e ricco di frutta tropicale ed ottimi crostacei, la venditrice ha dei bei capelli colore del tramonto, il guanto di plastica in tinta, che classe!
Yvette comprerà quattro enormi granchi che finiranno senza pietà uno ad uno nella grossa pentola, uno perderà un’intera chela cercando di scampare all’acqua bollente, ma sarà abilmente riacciuffato e ricondotto senza pietà al suo destino…
Non cucino crostacei vivi per non dover compiere questa operazione, quando il mio figlioletto ha chiesto un astice, ho comperato una bella bestia congelata. Lo so, lo so, ma… Sarà un pasto delizioso!

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Categorie: Nuova Caledonia | Lascia un commento

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