La Vahine

La lotta fra due uomini, la lotta per lei, la Vahine, la Vahine venuta da lontano, quella che parla con l’accento esotico, quell’accento così pieno di fascino e particolare che sull’isola nessuno, nessuno aveva mai sentito…
Il polinesiano arriva tutti i giorni con una grande piroga carica di turisti, ha il cranio rasato ed il corpo muscoloso, ha avuto tenerezza di quella bella signora così piena di coraggio ed ha iniziato a portarle teneri bocconcini di pesce crudo… “Come sapranno che sei sull’isola arriveranno da tutte le parti per portarti il pesce al latte di cocco” le aveva detto il bel tahitiano con una risatina, sono timidi i taithiani, ed e’ vero, ogni giorno al suo arrivo il polinesiano le offre qualcosa, un tenero bocconcino di pesce alla griglia, un dolce al latte di cocco, poi la guarda con occhi teneri e le chiede abbassando lo sguardo: “Hai mangiato bene?” ma la Vahine viene da troppo lontano per capire che questo e’ un modo di corteggiare, non e’ nella sua cultura, la prende per una semplice gentilezza, una gentilezza che le piace ed ogni giorno, quando vede la grande piroga avvicinarsi passa a salutare, a scambiare qualche parola.
Tutto si e’ complicato il giorno che e’ arrivato l’altro, con la sua barca a vela, il francese; e’ sbarcato per caso sulla spiaggia della Vahine la prima volta, poi, giorno dopo giorno aveva preso l’abitudine di sbarcare con la sua piccola scialuppa, di andarla a trovare ed ogni giorno arrivava in anticipo sulla grande piroga, la vedevano arrivare insieme, e lei non andava più a salutare, non passava più a raccontare della sua terra lontana con il polinesiano, e lui non capiva, non capiva perché lei non passasse piu’ da lui e ne soffriva. Un giorno, mentre la Vahine ed il francese passeggiavano sulla spiaggia, il polinesiano li ha visti, ha subito capito ed e’ andato loro incontro, aveva le mani cariche di frutta, frutta che aveva preparato per lei, per portargliela sulla sua spiaggia, in un piatto di foglie di palma intrecciate, per vedere se avesse bisogno di qualcosa, e per vederla, per vedere lei, quella signora venuta da tanto lontano, e trovarla in compagnia di un abbronzato frani col cappello da marinaio non gli era certo piaciuto.
Doveva fare qualcosa, qualcosa che tenesse l’avversario lontano, che gli impedisse di arrivare alla spiaggia, alla spiaggia della Vahine… La notte, deciso, con la sua piroga a remi era arrivato silenziosamente fino alla barca, la grande barca a vela ormeggiata proprio davanti alla spiaggia, alla spiaggia di lei; in silenzio aveva tagliato le corde, il battellino di servizio era scivolato sull’acqua al chiaro di luna… Non poteva più scendere a terra il rivale, così era bloccato, bloccato sulla sua grande barca.
Non aveva pensato che l’avrebbe invitata sulla grande barca, che sarebbero partiti per navigare insieme sulla laguna, ormeggiando vicino al tramonto e che ogni giorno, quando arrivava con al grande piroga carica di turisti ogni giorno avrebbe sospirato guardando la vuota spiaggia di lei, della Vahine arrivata da terre lontane e, ancora una volta, partita per sconosciuti mari lontani.

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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