Maeva

E’ un po’ che non scrivo, presa da 1.000 cose, il prossimo viaggio, gli amici, la mia vita qui in Polinesia… Ho pensato che sarebbe carino pubblicare qualche novella che ho scritto recentemente, 3 in tutto, la prima, Maeva, ha partecipato con successo al concorso letterario di S. Agnese fuori le mura a Roma, proprio prima della mia partenza. Eccola!

MAEVA

“Che programmi hai per questo pomeriggio” mi chiede con un bel sorriso la signora col fiore di Tiare’ sull’orecchio dopo avermi dato un passaggio: a Tahiti ci si può permettere di girare in autostop, i rischi sono inesistenti; “Con mio marito faremo una gita alla Presquile, se verrai con noi potrai scoprire nuovi panorami…”

Naturalmente sono andata, i modi sereni e gentili mi avevano già conquistata, quel fiore fresco raccolto per me come piccolo dono offerto dalla natura aveva intenerito il mio cuore.

Ci siamo conosciute davanti alla Chiesa di Faa’a, appena dopo la Messa della domenica Maeva (che il polinesiano vuol dire benvenuta) ed io, volevo andare al museo di Tahiti ma la domenica i trasporti pubblici non passano ed e’ troppo lontano per una bella camminata.

Dopo la gita e’ stato normale scambiarsi i numeri di telefono ed ho iniziato a chiamarli di tanto in tanto, quando ripassavo nella capitale fra un’isola e l’altra; abbiamo iniziato ad incontrarci regolarmente, mi hanno spiegato pazientemente le loro tradizioni, aprendomi con garbo la porta della loro cultura, facendomi ritrovare tante belle cose che in Italia facciamo finta di aver dimenticato e mi hanno permesso di assorbire la dolcezza e la serenità’ della loro cara famigliola.

Il Natale lo abbiamo trascorso insieme in una villa sulla laguna di Moorea, mangiando e ridendo come amici di vecchia data, facendo a gara nelle preparazioni culinarie dei nostri rispettivi paesi; quando ho scovato un panettone in un negozio hanno riso del mio urlo di gioia, e questo nostro dolce tipico, il simbolo in Italia dell’avvicinarsi della nascita di Gesù è tanto piaciuto anche a loro!
E mi hanno seguita fin quaggiù nella lontana Roma, dall’altra parte del loro mondo, hanno dormito nel mio letto come io avevo dormito nel loro, hanno scoperto la mia città dalle antiche origini e la mia cultura, abbiamo condiviso una parte della mia realtà quotidiana.

Deve essere bello il Natale a Roma, la prossima volta torneremo a Natale” ha detto il marito Wilfrid, “Roma è molto più bella di Parigi!” o forse i miei sforzi per fargliela conoscere ed apprezzare hanno centrato l’obiettivo.

Il giorno del loro arrivo un arcobaleno mi ha accompagnata per strada fino all’aeroporto: un bell’arcobaleno nitido e colorato come quelli che si vedono a Tahiti, un segno dal cielo, quasi ad indicare che dopo la neve ed il freddo inverno di quest’anno, la natura finalmente ritrova la sua nuova forza vitale.

E la loro visita ha avuto termine proprio il giorno di Pentecoste, dopo una bella Messa a Santa Agnese, per andarci Wilfrid aveva indossato la sua migliore camicia fiorata: “Non avete un vestito speciale per andare a Messa? Come si vestiranno gli altri?” No, Wilfrid, abbiamo perso questo rispetto per il Signore, purtroppo, ma quando ripartirò per Tahiti non dimenticherò di mettere in valigia il mio migliore vestito bianco, io che vesto solo di nero, per la Celebrazione della domenica.

Quel giorno abbiamo sentito Spirito Santo intorno a noi che, divertito, deve aver girato intorno a questo gruppetto così eterogeneo, felice di aver risparmiato un bel po’ di strada per aver trovato uniti popoli così lontani.

Adesso anche con la sua traduzione in francese… Mi piacerebbe qualcuno la traducesse anche in reo maori!

MAEVA

Qu’as-tu prévu cet après-midi?” me demanda avec un joli sourire la dame à la fleur de Tiaré à l’oreille qui m’avait prise en voiture quelques minutes auparavant; à Tahiti on peut se permettre de faire de l’auto-stop, les risques sont presque inexistants.

Avec mon mari nous allons faire un tour à la Presqu’Ile, viens avec nous et tu verras des paysages magnifiques …”

J’ai accepté sans hésitation, sa douceur et sa gentillesse m’ayant déjà conquise et la fleur qu’elle venait de cueillir pour moi tel un petit cadeau de la nature ayant instantanément touché mon coeur.

Maeva (‘bienvenue’ en polynésien) et moi nous étions rencontrées devant l’église de Faa’a, juste après la Messe du dimanche; je voulais alors me rendre au Musée de Tahiti en bus, ce qui est impossible un jour férié et y aller à pied n’était pas raisonnable tant il est éloigné.

Après la balade, nous avons échangé nos numéros de téléphone, je les ai appelés de temps en temps lorsque je passais dans la capitale entre une île et une autre; nous nous sommes ensuite rencontrés régulièrement. Ils m’ont patiemment expliqué leurs traditions, m’ont ouvert la porte de leur culture, m’ont fait retrouver toutes ces choses si importantes que l’on fait semblant d’avoir oubliées en Italie et m’ont permis de m’imprégner de la douceur et de la sérénité de leur foyer.

Nous avons passé Noël ensemble dans une villa au bord du lagon de Moorea, à manger et à rire comme de vieux amis et àpréparer avec le plus grand soin nos spécialités culinaires respectives. Quand j’ai trouvé un ‘panettone’ dans un magasin, ils ont ri à mon cri de joie: ils ont bien aimé ce dessert typique qui, en Italie, annonce la Nativité.

Ils m’ont suivie jusque dans ma lointaine Rome, à l’autre bout de leur monde, ils ont dormi dans mon lit comme j’avais dormi dans le leur. Ils ont découvert ma ville et ses origines si anciennes ainsi que ma culture, et nous avons partagé ma vie quotidienne.

Ça doit être beau Noël à Rome. La prochaine fois nous reviendrons à Noël”, dit Wilfrid, son mari, “Rome est bien plus belle que Paris!” J’étais donc parvenue à leur faire découvrir et apprécier Rome de l’intérieur.

Le jour de leur arrivée, un arc-en-ciel m’a accompagnée jusqu’à l’aéroport: un arc-en-ciel magnifique, vif et coloré comme ceux que l’on peut voir à Tahiti, un signe du ciel pour indiquer qu’après cet hiver froid et neigeux sur la Ville éternelle, la nature venait de retrouver sa puissance régénératrice.

Leur visite prit fin le jour de la Pentecôte, après une belle Messe à Sainte-Agnès, où Wilfrid avait revêtu sa plus belle chemise à fleurs: “N’avez-vous pas une tenue spéciale pour aller à la Messe? Comment les autres seront-ils habillés ?” m’a-t-il- demandé. Non, Wilfrid, nous avons perdu ce respect pour le Seigneur, mais quand je repartirai pour Tahiti, je n’oublierai pas d’emporter ma plus belle robe blanche, même si je ne porte que du noir, pour aller à la Messe le dimanche.

Ce jour-là nous avons ressenti le Saint-Esprit qui nous entourait. Je suis sûre qu’il tournait, amusé, autour de ce groupe si hétérogène: sûrement heureux d’avoir trouvé des peuples aussi lointains unis, ainsi dispensé d’un très long trajet.

Pour la traduction je remercie Jean Claude Peyrolle et Lucie Sarteel!

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Categorie: Polinesia Francese | 2 commenti

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2 pensieri su “Maeva

  1. Che bello. ti sembrerà di vivere in una favola..

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