Spaghetti

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Solitamente sono i turisti a fotografare i polinesiani, i loro corpi muscolosi, i loro tatuaggi, a filmare i complessini locali che suonano con maestria l’ukulele… Oggi, per la prima volta, sono stata fotografata in tutte le pose, sono stata anche filmata, mi hanno chiesto di parlare, di parlare nella mia lingua mentre mi riprendevano, di dire loro qualcosa. Ho preparato una ‘cofana’ di pasta, una ricetta semplice ma gustosa: aglio olio e peperoncino, con il trucco del pane grattato che avvolge lo spaghetto e gli permette di assorbire ancora meglio l’olio d’oliva nel quale aglio e peperoncino hanno sfrigolato per lasciare i loro odori e sapori, una buona dose di piccante, perché i polinesiani amano mangiare piccante, mezzo chilo di pasta e via… L’hanno spolverata in 2! Sono loro i responsabili della mia permanenza su questo motu’, sono gli animatori della gita di Nono’, che a bordo del battello Teremoana ti fanno fare un giro completo della laguna di Bora Bora, con fermata per snorkeling al giardino di coralli, visita alle mante che si possono accarezzare e che ti vengono incontro come cagnolini, alla fossa degli squali… Naturalmente sosta e pranzo sul motu’, il motu’ più bello dell’isola, con la sua spiaggia bianca e le palme, si mangia sotto il grande fare’ poté aperto sui lati e coperto dalle tradizionali foglie di pandanus, presentano ogni sorta di prelibatezza locale: pesce crudo, tranci di spada alla griglia, taro, manioca, poe di zucca o di banana, salse squisite e latte di cocco e cocco grattugiato un po’ come il parmigiano, e tutto a volontà! Questo a fianco dell’atelier del pittore Vitali, che attende speranzoso i turisti di passaggio, pronto a scambiare una chiacchiera o meglio, a vendere uno dei suoi quadretti commerciali, con la caratteristica sagoma della montagna Otemanu, simbolo dell’isola bene in vista mentre si rispecchia nella sua magnifica laguna; e con gioia posso dire che con qualche piccolo consiglio, nel giro di un mese il suo stile e’ migliorato, ed ultimamente i suoi quadri meglio riusciti sono quelli che hanno avuto come modello le mie migliori foto. Per il resto la convivenza fra me e lo schivo pittore non e’ stata facile, ha un modo di vivere qui sull’isolotto che non condivido affatto, ha ridotto i suoi bisogni all’osso, e questo e’ bene, su di un motu’ si vive con poco, non si paga ne’ la corrente che viene fornita dai pannelli solari, ne’ l’affitto, visto che controlla e protegge dai furtarelli il piccolo appezzamento di terreno in cambio dell’alloggio, non esiste acquedotto, si recupera l’acqua piovana che viene raccolta in cisterne, ma riesce a vivere lavandosi con acqua non troppo pulita e bevendo acqua abbastanza stagnante, di un giallo colore inquietante, filtrata da un mini filtro in ceramica, credo insufficiente a giudicare dal persistere del riflesso opaco. Sono arrivata con strani bisogni di acqua sicura da bere, una pretesa inusuale per lui, in tutti i miei giri per il mondo bevo acqua minerale, non mi fido piu’ di tanto a causa dei miei reni delicati, tanto meno dell’acqua che si può trovare su di un motu’; la pretesa di fare il bucato lavando e risciacquando le grandi lenzuola fino a pulirle… Lui non fa tutto questo, anzi, proprio questo ha frantumato la sua apparente calma zen mandandolo in bestia, vedermi consumare l’acqua che lui usa bere per lavare lenzuola.
L’insicurezza della pioggia e’ tanta, ma a Bora Bora piove, siamo prossimi alla stagione delle piogge, le cisterne sono grandi, non ho esperienza e non voglio neanche averne, credo che lavarsi e lavare i pochi indumenti qui necessari sia il minimo per uno stile di vita spartano ma confortabile… Non ci siamo trovati, lui vive il motu’ con grandi rinunce, io non sarò molto sportiva, non sarò in grado di guidare una barca, ma non voglio rinunciare a quel minimo di igiene e sicurezza per me indispensabili a vivere. Il motu’ mi e’ piaciuto, la vita che si può fare qui anche, non per viverci sempre, ma di tanto in tanto, eleggerlo a rifugio periodico: e’ un mondo, un mondo nuovo al quale mi sono appena affacciata; ho avuto la fortuna di conoscere gente simpatica, di restare un mese davanti e sopra ad una magnifica laguna; Bora Bora e’ un’isola per turisti, qui si e’ abituati agli stranieri che arrivano ed immediatamente ripartono, pochi rimangono, c’e’ poco da fare per chi vuole restare, di solito si e’ guardati come polletti da spennare, tutto e’ carissimo, la solidarietà non e’ sviluppata, e’ come nelle altre isole, a volte gli isolani sono quasi scortesi… Ma la laguna, la sua laguna e’ la più bella del mondo!

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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