Rodeo

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Il piccolo fare’ mi danza intorno, gira, gira, sembra che il pavimento ora sia inclinato in un senso, poi in un altro, che la mia sedia dondoli… Ho passato l’intera giornata in barca ed ogni cosa ondeggia intorno a me, proprio come quando sono sbarcata dal Mary Stella dopo 10 giorni di navigazione e sono stata presa per ubriaca, vista la mia andatura barcollante, io, che a stento bevo un bicchiere di vino… Con questo caldo poi!
Oggi ho prenotato la cuccetta sulla nave per ritornare a Tahiti, il motu’ mi piace, ci si sta bene e di molto, a parte i soliti problemi di zanzare e nunu’ che non perdonano, il problema e’ che lo schivo pittore Vitali non e’ riuscito ad abituarsi ad un’altra presenza così vicina a lui, la mia esuberanza, tutte la persone che mano mano conosco e che passano a trovarmi, domenica ne sono arrivate, una dietro l’altra ben 5… E nessuno aveva voglia di andarsene, tutti sembravano più che a loro agio davanti al loro piatto di spaghetti!
I gechi sulla mia testa si rincorrono furiosamente, invece di darsi da fare per eliminare un po’ d’insetti; i miei piedi sono in uno stato pietoso, la sera e la mattina, quando si e’ più a rischio di morso (perché i nunu’ mordono strappando la carne e nel mentre la loro boccuccia velenosa inietta un liquido urticante che si attiva parecchie ore dopo il morso, la cui azione puo’ durare anche un mese e le loro piccole dimensioni permettono loro di passare attraverso le fitte maglie della zanzariera!) l’unica parte del corpo che rimane esposta sono i piedi. Rimpiango di non avere con me un paio di calzini spessi di spugna bianca, li avrei indossati volentieri nei momenti in cui gli attacchi sono maggiormente temuti!
Alba e tramonto, sono romantici i nunu’. Oggi sono arrivata fino al porto delle grosse navi mercantili, dove si caricano e scaricano le mercanzie, visto che a mail e telefonate nessuno mai rispondeva, per prenotare la prima cuccetta disponibile. L’ufficietto e’ una baracchetta azzurra, dello stesso colore della nave, l’Hawaiki Nui, un azzurro trasparente, che ricorda la grande estensione lagunare di Bora Bora. Sono partita con l’amico navigatore solitario, l’unico che abbia tempo e voglia di accompagnarmi nella realizzazione delle mie necessita’ e siamo partiti con il tenderino, un minuscolo zodiac, sulla laguna trasparente. Chi pensa che la laguna di Bora Bora sia di facile navigazione non conosce la realtà: oltre ai coralli affioranti, con profondità che variano enormemente da un momento all’altro della giornata a seconda delle maree, basta doppiare una punta, oltrepassare un promontorio e ci si trova in mezzo all’inferno! Le direzioni dei venti possono cambiare in un attimo qui in Polinesia, solo il Maramu’ e’ stabile, dura di solito dai 3ai 5 giorni, e’ un vento forte e freddo, proviene dall’Antartide, soffia in direzione sud est; normalmente dopo 2 ore di vento da nord si puo’ passare ad est con i dolci Alisei e nulla, nessun avvertimento, nulla che faccia presagire il cambiamento imminente. Per questo forse i polinesiani hanno uno stile di vita legato al momento, al presente, a ciò che e’ ora, ciò che fra pochi istanti potrebbe non essere più, e’ un riflesso della loro estrema vicinanza alla natura ed ad i suoi elementi. Siamo stati anche fortunati, durante il tragitto non pioveva, come aveva piovuto la notte, gli spruzzi arrivavano solo dal basso e non era nemmeno necessario svuotare il piccolo scafo dall’acqua dolce… Ma le onde, oh, le onde, se si voleva avanzare era un continuo rodeo, a poco serviva l’abilita’ dell’esperto nocchiero nello sfruttare le scie altrui e procedere a favor di flutti: un rodeo, un vero rodeo, che sottolineava quanto il gommoncino fosse di dimensioni inadeguate al lungo tragitto che stavamo percorrendo, ad ogni sobbalzo il rischio era ritrovarsi in mare, so nuotare, certo, ma l’idea di essere scaraventata in acqua non era minimamente allettante… Ci siamo fermati 3 volte, per spezzare il lungo tragitto, ogni volta che arrivavamo sopra una spiaggia per sgranchire le braccia, anchilosate dallo sforzo di tenersi ben saldi alla cima, le gambe che cercavano di attutire i colpi delle onde… Arrivata la sera ero distrutta, ma ero riuscita a prenotare la prima cuccetta sulla grande nave anche lei azzurra per rientrare a Tahiti nel giro di 20 giorni.
Peccato, mi trovo così bene in questo paradiso!

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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