L’Ammerica

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Come la città si vuota arrivano loro, lenti anche un po’ striscianti, occupano gli spazi lasciati dalla vita frenetica del giorno, rovistano, raccattano, cercano i resti per loro preziosa fonte di sopravvivenza. Zoppicano, avanzano a fatica, in molti sono seduti su carrozzelle, hanno valigie contenenti i loro ultimi tesori, a volte spinti nei carrelli della spesa. E’ una zona centrale, piena di alberghi e turisti arrivati da ogni angolo di mondo, alberghi belli e di design, con mobili dalle forme ricercate posizionati senza alcuna casualità’… Ed e’ qui che girano, cercano, rovistano, per fare propri quei piccoli tesori che possono essere scambiati, venduti, usati… C’e’ chi raccoglie dai tavoli gli hamburger mangiati a meta’, un sospiro ed un bel morso nel pane morbido e giù a riempire lo stomaco vuoto di quel corpo scheletrico… Sono un esercito diffuso a volte silenzioso a volte urlante, quando ‘parte la brocca’ li si può trovare ad urlare tutta la rabbia che hanno accumulato ad un autobus impedendone il percorso… C’e’ chi si siede per terra per l’estrema debolezza, chi vomita, chi e’ senza denti…
“Questa e’ l’America”, mi dice un tunisino che lavora in un ristorante italiano, “Ma non stanno male, ogni ristorante paga una tassa del 4% per dar loro da mangiare” vede le nostre facce perplesse e continua: “Vengono alloggiati in alberghi in questa zona, una settimana, 15 giorni”… Si ma poi? “Poi restano nei dintorni per aspettare che tocchi ancora a loro”… E si aggirano trascinando e spingendo i miseri averi in cerca di una occasione, aspettando a volte rassegnati, a volte no. “A New York hanno ripulito la citta’ li hanno mandati tutti via” mi dice il tecnico commesso della Apple, molti hanno una casa ma con il cervello bruciato dalle droghe non vogliono più starci”… Tre ragazzi di colore escono da una porticina, abitazioni forse, mi chiedo come facciano a camminare con il cavallo dei pantaloni basso, così basso sceso, mi sembra, fino alle ginocchia, saranno cuciti sulle mutande, mi dico, per essere più trendy; una ragazza in ginocchio chiede l’elemosina proprio davanti allo Starbucks dove stiamo sorbendo una cioccolata calda… Ha un cartello sul quale e’ scritto ‘Ho perso tutto ma non la speranza’, la sua faccia e’ brutta, ma non per i lineamenti, e’ ciò che si intravede di lei, della sua devastastazione interna che da un senso di sgradevolezza, i capelli sporchi, il colorito terreo, lo sguardo abbassato…

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Un urlo di donna, tre ragazzi di colore corrono, un altro urlo, hanno il cavallo basso ma non troppo, non come i tre della porticina, corrono veloci ma senza scapicollarsi, la ragazza li insegue urlando forte di tanto in tanto, intermittente come una sirena; ha delle tette enormi che ondeggiano velocemente, le sentirà? Le daranno fastidio? Correndo ed urlando spariscono giù per le tipiche strade in pendenza di San Francisco…
Questa e’ l’America!20120901-155933.jpg

Alcatraz, il vecchio, famoso carcere.

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Categorie: California | Lascia un commento

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