Gio’canta

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Piove. E’ raro in questa stagione, nell'”inverno” polinesiano ma oggi piove. Non una spruzzatina di pioggia leggera come quando Gioconda e’ arrivata, appena 6 giorni fa, quasi a benedire il suo arrivo, ma una vera pioggia corposa. Il Fenua, la terra, questa terra fatta di mare piange per la partenza di questa anima rimasta conquistata dalla sua dolcezza e dai suoi profumi.
Ma andiamo per ordine.
“Hai voglia di cantare qualche brano per beneficenza?” Questo e’ stato il primo atto del concerto di domenica scorsa; la mia amica Maeva durante il suo viaggio in Italia era rimasta incantata dalla qualità della voce di Gioconda, “Se cantasse a Tahiti tutti impazzirebbero per lei!” Piano piano, nella mia testa si era fatta strada un’idea, nella magica Polinesia sembra io stia andando incontro al mio destino, ogni progetto si realizza, ogni necessità, ogni mio bisogno viene soddisfatto, materializzandosi con estrema naturalezza.
Gli incontri che ho la fortuna di fare qui avvengono sempre con persone eccezionali, di umanità sorprendente e di notevole spessore, non mi e’ mai capitato prima, durante la mia vita di sentirmi così al centro di tutto. 20120819-215618.jpgE’ iniziata l’avventura: ne abbiamo parlato con Maire ma era ancora un sogno, un sogno dalle mille sfaccettature e dai mille colori ma senza forme ben precise, come un sogno non poteva sembrare veramente realizzabile: “Per te qui nulla e’ impossibile.” Mi ha sostenuta Maeva, che e’ per me la fatina buona, sempre dietro alla mia spalla pronta a sorreggermi ed uno dietro l’altro sono arrivati i vari attori che ne hanno permessa la realizzazione.
Frederic del Conservatorio mi ha accolta con entusiasmo, fra me e lui e’ stato un vero colpo di fulmine: “Per realizzare un buon concerto con un soprano serve un pianista.” Ha trovato il pianista durante queste lunghe vacanze in cui la più parte delle persone sono partite in giro per il mondo, un pianista dalla buona tecnica e con l’orecchio assoluto, per accompagnare con calde note vive e non una rigida base musicale la bella voce della mia amica.
Il luogo, bisognava trovare il luogo del concerto, una sala, una sala gratuita… Appena iniziata la ricerca, grazie alla popolarità di Maire ci siamo ritrovate con la scelta su ben 3 possibili luoghi: la Cattedrale, la sala comunale di Pirae ed una sala nell’hotel Radisson. Un hotel? Nooo, molto più adatto a spettacoli dove la gente paga, e profumatamente, dove ci si arricchisce nelle tournée, la nostra era una semplice raccolta fondi, un’azione volta alla sensibilizzazione della popolazione, si parla troppo poco dell’Aids… No, una sala di albergo proprio non mi sembrava adatta. Una sala comunale? Interessante, ma decentrata, in un buon quartiere, in un bell’edificio comunale ma fuori Papeete, anche se raggiungibile in 10 minuti di auto od anche meno. La Cattedrale, Notre Dame, il pk 0 (km 0), il centro, il cuore della capitale di Tahiti, l’isola principale del numeroso arcipelago polinesiano… Un’ottima acustica…

Un architettura semplice ma gradevole: “Avete fatto bene a scegliere la Cattedrale per il concerto”, Mi ha detto Tamara, donna intelligente, Deputato dell’Assemblea a Tahiti, una Tatcher di queste isole, “Non poteva esserci un luogo migliore!”
20120820-115237.jpgEd e’ entrato in scena un altro importante attore di questa avventura, Padre Cristophe, un giovane prete che crede profondamente in ciò’ che fa, con le sue belle prediche dalla voce tonante, i lunghi capelli biondi e la folta barba completano la sua somiglianza con Gesù Cristo. Conoscerlo e parlargli e’ stato un vero privilegio per me, la Cattedrale ci e’ stata subito concessa ma: “Solo canti sacri!” Unica condizione per poter usufruire del luogo, non sono riuscita a strappare neanche il permesso per un “O’ sole mio” la canzone più conosciuta nel mondo, simbolo indiscusso dell’Italia, mia patria natale.
La seconda mail che ho spedito alla Gio’ era meno vaga: ” Devi cantare per 50 minuti, solo testi sacri, sarai accompagnata da un pianista, mandami il tuo repertorio.” La sua risposta: “Ma questo e’ un vero concerto!” Nonostante l’impegno che le richiedevo ha accolto con entusiasmo la richiesta, e’ iniziato così lo scambio di mail nelle quali io, che non ricordo più come si legge uno spartito, mi sono trovata ad armonizzare i vari aspetti del concerto, dando risposte evasive, interpretando le frasi frammentate, che la Gio’ mi scriveva, aspettando che fra uno snorkeling ed un’escursione, mi rispondesse dal suo giro del mondo perché ahimè, ci raccontiamo tante cose, ma di musica non mi aveva mai parlato!
Ho ascoltato il coro del Conservatorio, conosciuto il suo direttore, la soprano Emmanuelle, una simpatica signora che, come Gioconda, non ha assolutamente prosopopea di grandezza come alcuni artisti, anzi, con la sua espressiva simpatica faccia di gomma, quando vuole, sa essere una vera macchietta!
Ho ascoltato i loro canti, ho ammirato le loro voci. Piano piano il progetto prendeva forma: uno sponsor per pagare lo spostamento del pianoforte, uno Stanway con il suo bel quarto di codina, il repertorio generale, l’ordine dei brani…
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Finalmente e’ arrivata la Gio’, semplice e grande come una diva, con un lungo abito bianco ed uno scialle giallo di seta trasparente ricamato a grossi fiori multicolori che hanno piacevolmente accolto quelli freschi delle ghirlande di benvenuto: ogni cosa era al proprio posto ed appena entrata nella villa che ci ospitava ha srotolato la sua voce accompagnata dal pianoforte appena accordato per l’occasione… Anche Cannella, il cane di casa, scodinzolava contenta, Maire sorrideva rapita e tutti ascoltavamo senza muoverci, con muto stupore, questo miracolo che stava per compiersi.
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La domenica mattina un battesimo alla Cattedrale, e’ usanza qui offrire un piccolo rinfresco, passiamo, ci invitano ad assaggiare, allunghiamo una mano veloci: stanno montando il pianoforte, eccolo, pronto… Il pianista tocca i tasti, Gio apre la bocca e… Tutti gli invitati al battesimo si affacciano incuriositi: a Tahiti non si e’ mai sentito nulla di simile: una voce forte, calda, che, con le sue invocazioni alla Vergine sembra arrivare dritta dritta al cielo!
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Ed e’ stato un vero successo, al secondo brano concerto tutti i presenti in Chiesa erano balzati in piedi per un applauso interminabile. E’ entrata scalza, alla tahitiana, con la corona di fiori freschi sui capelli, semplice e solenne, con quella voce potente che finalmente aveva trovato un contenitore adatto: una Cattedrale, per tenerla tutta ci voleva una Cattedrale!
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“Quando adottiamo qualcuno e’ per sempre, non torniamo più indietro!” Ha detto Maire a Gioconda mentre l’accompagnavamo all’aeroporto, ed abbiamo iniziato l’operazione “ritorno”, per non perdere questa bella voce “colpita dal fiore di tare'” innamorata come me della Polinesia!

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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