Iaorana Maria

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E aspetto, aspetto, lo so che arriveranno, saranno stremati dal viaggio, dai ritardi, dalle difficoltà; fortunatamente sono venuta a dormire nella pensione di fronte all’aeroporto, la pensione dove sono residente, anche se non ci abito, il posto più comodo dove dormire quando si deve salire su di un aereo all’alba, senza dare fastidio a nessuno per farsi accompagnare: da chez Fifi si può percorrere a piedi la discesa che porta in 5 minuti all’aeroporto, visto che gli aerei per le isole spesso partono all’alba. E aspetto, aspetto, ne approfitto per riposarmi un po’ e per conoscere gente nuova, a volte sono ragazzini, a volte adulti stralunati, questa volta invece trovo persone interessanti, una francese con lunghe rasta bionde, esattamente del mio anno di nascita, una bella donna, viaggiatrice incallita-a-tutti-i-costi come me, che col suo aspetto attira non poco l’attenzione degli uomini polinesiani, un a tedesca che vive in Australia, un americano delle Hawai, fra i due forse e’ nato qualcosa… Non capisco se siano o meno una coppia, ma girano insieme, chiacchieriamo, racconto loro, mi faccio raccontare…
Ed aspetto, aspetto, aspetto…
Il gruppetto di 4 avventurosi e’ previsto probabilmente per la domenica mattina, nel loro piano voli non e’ indicato il + 1, quindi nel dubbio vado anche il sabato a vedere, in caso arrivassero, ma una mail mi avverte che l’aereo e’ partito con un forte ritardo, più di 4 ore, con 2 coincidenze negli States cosa succederà?
E aspetto, aspetto, aspetto…
So cosa vuol dire avere inconvenienti in viaggio, i fusi orario, la stanchezza, le ore passate seduti od a sgranchirsi nella fusoliera metallica, lo so, non e’ ecologico viaggiare in aereo, cercherò di percorrere il Pacifico in nave qualche volta, ma rinunciare per sempre ai voli, e’ difficile, come lo si può fare?
Li seguo sul sito della compagnia, calcolando con attenzione gli orari: ecco, dovrebbero essere atterrati adesso, l’aereo successivo e’ in ritardo, una tempesta su Washington, ecco la causa! Il ritardo della partenza aumenta, dai, dai che ce la fate! Mando una mail di esortazione, sapendo che e’ inutile, la leggeranno quando saremo insieme, ma mi fa sentire partecipe del loro viaggio, io, dalla terrazza della pensione, ma con vista sull’aeroporto!
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Con gli amici polinesiani abbiamo organizzato qualche attività per loro, un giro in città, i giardini di Paofai che costeggiano la laguna percorsa da piroghe cariche di rematori in allenamento, la Cattedrale dove Gioconda canterà, il pittoresco mercato carico di fiori e frutti, il bacino della regina Pomare’, luogo incantevole dove l’ultima regina della Polinesia prendeva il suo bagno, nell’acqua dolce circondata dai colori pastello di fiori di ninfee, immersa in un verde che più verde non si può; un giro in aereo per il pomeriggio, un breve volo sull’isola di Tahiti e, perché no, sulla vicina Moorea per gustare dall’alto i panorami, la baia di Cook, la gemella baia di Opunau.
La domenica invece si cambia, via alla scoperta della montagna con un 4×4, su per la Marato’, la traversata, costeggiando il fiume nella vegetazione lussureggiante, alla scoperta di luoghi sacri, mare’ nascosti dalle foglie, abitati da nuvole di insetti, su, su, sempre più in alto… Ma il piena tradizione polinesiana con una ghiacciaia piena di cibi e spremuta fresca di limoni addolcita dallo zucchero rosso, da bere per rinfrescarsi, che meraviglia! E il pic nic ha luogo sui massi del fiume, fra le pozze d’acqua che scorre, fresca e cristallina, nere anguille danzano nella corrente, risalendola, ovunque ci sono gruppetti di auto ferme, il fiume e la sua acqua fresca, le cascate spumeggianti sullo sfondo della roccia lavica nera sono molto amate, piccoli freschi diversivi al grande oceano salato.
Ed aspetto, aspetto, aspetto…
Questa mattina alle 4, quando stavo per alzarmi, una telefonata da Los Angeles, “Un aiuto, dacci una mano, nessuno ci considera qui, tutto e’ chiuso!” Da brave professioniste ci siamo attivate, io a Tahiti, Marina a Roma, come Maria che in quel momento transitava a Los Angeles siamo 3 coordinatrici di Avventure, 3 di quelle che ci credono, per le quali non esiste “il mio gruppo”, “il tuo gruppo” e con una perfetta triangolazione di mail e sms abbiamo comunicato come se ci tenessimo a braccetto, unite e compatte abbiamo marciato insieme verso la risoluzione del problema. Così, quando sono tornata dalla montagna, ero certa che sarebbe stata la volta buona, che sarebbero usciti con armi e bagagli dalla porta degli arrivi, ne ero sicura, e pavoneggiandomi sotto la coroncina di fiori mi sono apprestata ad inghirlandare i loro colli: nell’attesa i fiori di frangipane che le componevano erano diventati ancora più dolci ed emettevano un profumo da far girare la testa.
Iaorana Maria, benvenuti in Paradiso!

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Categorie: Polinesia Francese | Lascia un commento

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