Obiettivo raggiunto!

 Continuate ad ordinare il libro, i proventi aiuteranno negli studi uno o più ragazzi dell’isola!

Oggi, 16 settembre, obiettivo raggiunto per la campagna di crowdfunding del libro “Heiva a Raivavae”! Con 57 giorni di anticipo!

Un GRAZIE infinito ai sostenitori!

Grazie ai 3 sostenitori che ne hanno ordinate 6 copie!

Grazie ai 5 sostenitori che ne hanno ordinate 4 copie!

Grazie alla persona che ne ha ordinate 3 copie!

Grazie a chi dalla lontana Polinesia ha ordinato 6 eBook per regalarli ad amici e parenti, pur non leggendo l’italiano!

Grazie a tutti voi che avete creduto in me ed avete ordinato una copia cartacea od un eBook di questo libro!

Grazie a colui che ha ordinato la copia cruciale, l’ultima mancante per permettere di arrivare all’obiettivo!

La Polinesia è felice ed aiuta sempre queste iniziative, mandando un sacco di Mana! Cos’è il Mana? Basta leggere il libro per scoprirlo, un intero capitolo è dedicato a questo!

L’avventura non finisci qui, anzi, siamo solo all’inizio… Adesso arriva la fase di editing, esperienza nuova, e bisogna continuare a promuovere il libro, visto che, GRAZIE a VOI, verrà stampato.

Continuate ad ordinarne copie, questo libro merita di essere letto, sfogliato regalato!

Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , | Lascia un commento

Rapa

rapa-iti-doveAndrò nell’isola, in quella isola, spinta dalla mia continua sete di ricerca.Una delle isole più remote del mondo, tre lunghi giorni di navigazione da Tubuai, che già tanto vicina a Tahiti non è… Rapa. L’isola polinesiana che Polinesia non è, senza spiagge e palme da cocco, con un clima rigido che può scendere fino ai 3 gradi, nell’inverno australe.

Un’isola rimasta intatta, nelle sue dolci tradizioni, anche se ha rischiato di diventare scalo per le navi di passaggio, una volta aperto il canale di Panama, nella rotta che portava dalle Americhe in Australia o Nuova Zelanda.

Un’isola di cui si sta parlando nel nostro mondo, perché, in seguito ad un maldestro sondaggio, è risultata il luogo più felice del mondo. L’incauto ricercatore aveva distribuito questionari in francese, primo errore, in una terra dove si parla ancora la propria lingua originale, che ben esprime sentimenti ed emozioni, oltre al Reo Ma’ohi, la lingua di Tahiti. Gli abitanti avevano velocemente gettato un’occhiata sui numerosi fogli che aspettavano le risposte, prima di consegnarli ai figli, delegando loro la compilazione. I monelli dell’isola, senza troppo capire i paroloni tracciati sulle svariate pagine, hanno ben cerchiato le faccine sorridenti che campeggiavano alla fine di ogni riga, tanti begli “smile”. Così si è creato il mito dell’isola più felice della Polinesia: Rapa. Di quotidiano in quotidiano gli articoli che sostenevano questa tesi hanno rimbalzato in tutto il mondo, per arrivare fino a noi. Incauti giornalisti, sempre verificare le fonti prima di fare propria una notizia!

Oggi ho consegnato il mio bagaglio al capitano, la radio cantava “bon voyage”, “buon viaggio”, ottimo auspicio in questo periodo in cui il Pacifico tanto tranquillo non è.

So che al mio arrivo sarò studiata e giudicata dalla popolazione, non solo per la mia persona, anche per gli eventi atmosferici che mi accompagneranno: se all’arrivo nella baia di Ahurei il mare sarà calmo, verrò considerata una buona persona, altrimenti chissà cosa si penserà di me!

Ho molto letto in quest’ultimo mese sull’isola di Rapa, poi ho deciso di smettere. Voglio essere libera di vivere le mie emozioni così come verranno, senza alcun preconcetto.

Come sempre nei miei viaggi, partirò con quattro stracci in una piccola valigia, il mio cuore aperto, spalancato.

Categorie: Senza categoria | Lascia un commento

Anche questo anno Matarini’a!

img_1180Matarini’a indica il momento in cui la costellazione di Matari, le Pleiadi, sorge a ni’a, est, dopo un anno di assenza.

Quest’anno la ricorrenza sull’isola di Tahiti cade la notte fra il 19 ed il 20 novembre. Per la prima volta, le celebrazioni sono numerose, un paio d’anni fa avevo dovuto cercare, chiedere, informarmi, per trovare un piccolo gruppo di persone anziane riunite per questo evento, paragonabile al nostro fine anno.
Ho scelto di partecipare ad una celebrazione semplice, con poca gente, di valore simbolico, oltre che di ricorrenza anche se, si sa, in Polinesia tutto è interconnesso.
Sono andata alla punta Tataa, dov’è il solito gruppo di autoctoni cerca di impedire al solito albergo di costruire quattro suite per i clienti di lusso del super resort di Tetiaroa. Il messaggio che abbiamo trasmesso al tronchetto di legno di sandalo che ci siamo passati in silenzio, concentrati, facendolo scivolare di mano in mano nell’oscurità, era di amore e protezione per questa punta, per farle sentire che non era sola, che eravamo al suo fianco per proteggerla. Alla fine della catena il legno è scivolato nel fuoco, che con la forza della sua fiamma ha disperso il messaggio ovunque nell’atmosfera.
Dal profondo dell’oscurità
sono spuntate a fianco del fuoco le piccole titiraina, barchette costruite con un pezzettino di legno con una foglia come vela, illuminate dal carico di una candela hanno preso il largo, fra le corone di fiori profumate che erano state gettate in acqua, quale offerta sentita e silenziosa.
La punta Tataa non è un luogo qualsiasi, è il punto esatto nel quale le anime prendono il volo per il Rohutu Noanoa, il paradiso profumato.
Esiste una petizione a questo link, vi prego, firmatela! Facciamo vedere che noi italiani siamo sensibili ai problemi della magnifica isola di Tahiti! Io l’ho fatto!img_1202
Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , , | Lascia un commento

Fiore del mattino

Una goccia di rugiada è scivolata lenta lungo il mio braccio portandomi una nota di freschezza. La notte è passata calda e profumata fra gli effluvi del monoi, l’olio di cocco con fiori macerati con il quale a Tahiti ci si cosparge il corpo. La notte è passata veloce come un lampo oscuro e l’alba ci ha colti con il suo chiarore, ridando vita e colore alle fitte piante del giardino ed ai loro abitanti. Teneri uccellini che cinguettano, ma anche il gallo che ricorda insistente che è il momento della sveglia. La notte è passata fra profumi e sensazioni, la magica notte dell’isola di Tahiti.

Categorie: Senza categoria | 1 commento

La stagione delle piogge

La stagione delle piogge si avvicina, inizia ad essere presente. Il cielo ha perso il suo bel colore azzurro e si adorna di candide nubi, gonfie di vapore. Veloci scrosci rinfrescano i pomeriggi, cadendo improvvisi da grandi nuvoloni scuri che non si capisce mai da che parte arrivino, spazzando l’afa profonda che affatica il passo; bastano pochi minuti di pioggia e ci si trova avvolti da un morbido vapore, impalpabile come una nuvola effimera e leggera, più della carta velina, che fluttua tutt’intorno, aprendo il respiro. È il momento di approfittare delle giornate di sole, che presto termineranno, accoglierle come un gradito dono inaspettato. È il momento di non dimenticare mai l’ombrello, può servire in ogni momento, anche se essere rinfrescati dal toriri, pioggerellina, può essere piacevole come una benedizione. La vicina Mo’orea fluttua fra le brume che la circondano, nuvole e spruzzi di onde che si fondono indistintamente, diventando azzurrina e trasparente, come se si fosse allontanata. Presto migrerò, per poi ritornare, spiccherò il volo prima che le grandi piogge interminabili comincino, nella mia continua ricerca del sole. Visiterò nuovi paesi per ritornare ancora più innamorata della mia isola d’elezione, Tahiti.

Categorie: Senza categoria | Lascia un commento

Antenati 

 I polinesiani rispettano i loro morti. Ogni primo novembre, poco prima del tramonto, intere famiglie arrivano intorno alle tombe, accuratamente rinfrescate e ricoperte con nuova sabbia bianca, per passare la serata con i cari defunti. Si vive in casette con giardino, si viene sepolti in terra, qui nel Fenua. 

Questa serata è particolare, i bambini giocano sulla sabbia che copre le spoglie del povero nonno, dolci melodie si diffondono nell’aria prima di salire verso il cielo, si accendono lumini ovunque e c’è anche chi improvvisa un pic nic.

Non bisogna credere che, passata questa ricorrenza, i polinesiani si dimentichino dei propri morti. No. I Tupuna, gli antenati, partecipano alla vita di tutti i giorni, aiutano, ostacolano, vengono invocati… Nella Polinesia antecedente ai navigatori era difficile datare la vita dei personaggi di spicco perché le loro azioni potevano durare anche più di 200 anni… Se intervenivano postumi. 

Un’altra serata magica, nell’isola di Tahiti.

Categorie: Senza categoria | Lascia un commento

Sabbia nera

img_0807

Oggi ho scelto di andare a nuotare nella spiaggia di sabbia nera alla Punta Venus. Luogo famoso, che prende il nome dal passaggio del capitano Cook, qui giunto per studiare il passaggio del pianeta Venere davanti al sole che, nell’emisfero sud della terra, sarebbe stato meglio visibile che in Europa.

La sabbia nera è calda ed impalpabile, brucia sotto i piedi, ma sdraiarvicisi sopra da un senso di grande benessere, dopo una bella nuotata nell’acqua calma e limpida.
img_0799È una giornata magnifica oggi a Tahiti, una di quelle che tirestano nel cuore. La montagna incorniciava con dolcezza la baia e la luminosità che mi circondava era particolare: basta cambiare spiaggia e ci si ritrova in un contesto completamente diverso, questa isola e’ splendida e varia.

Ringrazio l’abitudine di alzarmi presto e catturare i paesaggi con la luce radente del mattino.

Ieri mi hanno regalato un libro di poesie, ma non c’è n’era bisogno, la poesia mi circonda, mi avviluppa strettamente in questa mia nuova vita colma di felicità!

img_0810

Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , , | 1 commento

I prossimi gruppi che coordinerò

Per chi avesse voglia di condividere un po’ di “strada” con me, ecco i miei prossimi spostamenti per il 2017:

Isla de Pascua , dal 31 gennaio al 12 febbraio, durante il Tapati, l’annuale festa. Coordinatore esperto conoscitore del Pacifico,😉 come si fa a non iscriversi???
Nella foto la discesa della collina su fibra di banano… Una delle varie competizioni che si tengono intorno ai Moai… Giornate di feste e danze!

tapati

Buenos Aires e oltre, Montevideo con estensione alle cascate di Iguaçu, da 15 febbraio al 1 marzo.

ba
Dal 4 al 26 marzo Equador e Galapagos! Fondamentale iscriversi il prima possibile per la crociera.

galapagos

Agosto 2017 cerco 9 selezionati partecipanti pronti a tutto! Viaggio Altra Polinesia in tenda e cargo! Prometto effetti specialissimi, chiedete pure a chi ha già viaggiato con me!

rangiroa

Naturalmente con AVVENTURE nel MONDO!schermata-2016-10-21-alle-22-17-36

Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , , , , , , | 7 commenti

Tuha’a Pae

Assistere all’arrivo di un cargo è sempre entusiasmante, ancora di più se questo proviene dalla remota isola di Rapa, la più lontana dell’arcipelago delle Australi. Il mercantile doveva arrivare questa mattina alle 9, ma si sa, essere puntuali quando si va per mare non è facile ed eccolo spuntare in porto con la sua sagoma bianca dopo mezzogiorno, proprio mentre sto arrivando. Bambini a bordo urlano i saluti alla madre che li aspetta sulla banchina, ma bisogna aver pazienza, devono prima essere scaricati i grandi container frigo nel molo giù in fondo, poi la nave esegue una rapido indietro tutta ed una volta ormeggiata al giusto posto, ecco un muletto sistemare la passerella e, finalmente, si può scendere. Un australiano dalla camicia azzurra coi polsini gialli resta affacciato dalla terrazza in alto della nave, ha fotografato, seguendo tranquillo le varie operazioni. Chissà da quale isola sta rientrando!

Sono forti gli abitanti di Rapa, di costituzione eccezionale, potrebbero avere collegamenti con quei giganti che Bouganville aveva incontrato nella Terra del Fuoco, durante il suo giro intorno alla terra. Rapa è la mia prossima meta, l’isola dove vorrei approdare a bordo del grande cargo bianco Tuha Pae, la quinta parte, stesso nome dell’Arcipelago che serve, in Reo Ma’ohi. Sono stati gli abitanti di queste isole che si sono autotassati per poter finalmente essere collegati con la lontana Tahiti, in tempi in cui ancora non avevano gli aeroporti. Il vecchio mercantile, da poco dismesso, li ha fedelmente serviti, portando su e giù gli scolari per riunirsi alle famiglie in tempo di vacanza, caricando e scaricando tonnellate di preziose mercanzie. Mitico il momento in cui il capitano fece ruotare su se stesso il battello nel porto di Rurutu per girarlo, evitando così le lunghe e difficili manovre, triste il momento in cui il vecchio battello è partito per le vicine Fiji, paese povero, dove anche un attempato mercantile trova la sua giusta collocazione, magari restando in avaria in attesa di un pezzo per mesi e mesi!

Spezzerò gli 11 giorni di navigazione necessari per raggiungere Rapa da Tahiti volando a Tubuai, l’ultima isola toccata dalla nave, riducendo il viaggio a due notti. Tre lunghe giornate in mare per rientrare, dopo una ventina di giorni su quest’isola, dove trascorrerò Natale e capodanno, festeggiandoli secondo la tradizione locale. Dovrò chiedere il permesso ai saggi che governano l’isola per poterci restare.

Un’altra straordinaria avventura mi attende!

Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , , | Lascia un commento

Viaggio in cargo

Il viaggio in cargo si è rivelato più faticoso del previsto. Le cuccette per i passeggeri sono a poppa della nave, 12 letti a castello in legno verniciato di bianco, ancorati sopra un pavimento sudicio… Fortunatamente siamo solo in 4 passeggeri, una coppia che commercia in tutte le isole, scendendo a terra ogni volta con la propria mercanzia, ogni genere di dolciume, ma anche calzini, reggiseni e mutande, veri tesori per chi vive nelle isole, un figlio che accompagna la salma del padre nell’atollo di provenienza, sì, in stiva ha trovato posto anche salma, ed io.

La prima parte del viaggio, quella di navigazione, è passata più o meno velocemente, mi sono sdraiata tramortita e, nonostante la scomodità, grazie alla pastiglia contro il mal di mare, sono riuscita a dormire; per due volte mi hanno chiamata a mangiare, pranzo, cena e colazione sono incluse nella misera cifra che si paga per il passaggio a bordo. Sono scesa con fatica per il pranzo, paura di scivolare sulle ripide scale mentre la nave ondeggia paurosamente… Mi sono aggrappata forte dove ho potuto, arrivata in cucina mi sono fatta servire, non sono proprio riuscita ad andare e venire con disinvoltura… Cucina e sala da pranzo sono due ambienti piccolissimi, in sala da pranzo ci si siede appena in quattro, come si inizia a mangiare simpatici scarafaggetti spuntano dal rivestimento della parete, dove ci si siede, il tavolo è unto, cerco di toccare il meno possibile… Inaspettatamente arriviamo a Tikeau, che sapevo essere la seconda tappa. Prima di scendere a terra mi doccio, per fortuna ci si lava in una cabina che si può chiudere, l’acqua esce da un tubo che pende dal soffitto, per terra è sporco, ma c’è un piano verniciato di bianco sul quale appoggiare la borsa… Mi lavo, anche se continuo a sentirmi sporca e non scriverò della toilette, lo risparmio! Docciata e cambiata, devo sostituire la gonna che avevo indosso, pronta ad alzarsi ad ogni soffio di vento effetto, creando un penoso effetto Marilyn ogni volta che salivo o scendevo una scala ed indossato dei più adatti pantaloni sotto il ginocchio, mi accingo a scendere a terra. Due marinai fortunatamente mi accompagnano, si scende da una scala di corda che penzola lungo il fianco della nave, tutto intorno è buio, le luci del porto sono spente e non si vede dove si mettono i piedi e come si sfiora il molo, questo è viscido per l’acqua di mare che lo percuote, lo scivolone è in agguato! La balaustra dove ci si aggrappa e la corda della scala sono ben unte di quel bel grasso nero da motore. Per fortuna tutto fila liscio, passeggio con uno dei miei due accompagnatori per almeno un’oretta, facendo ben attenzione a non destare in lui strane idee… Pare che la mia età non scoraggi questi giovani tatuati e nerboruti… Il villaggio è addormentato, in giro giusto qualche cane, per fortuna non aggressivo. Mi fermo un attimo a guardare le stelle: ecco lo scorpione, con la sua coda ritorta ed Antares, stella dal rosso riflesso! Arrivano le 22, è ora di andare a dormire. Mi arrampico di nuovo sulla nave e riprendo il mio posto nella scomoda cuccetta. Il marinaio che era fuori con me si mette a dormire in quella a fianco alla mia, russando terribilmente… Pare che le cabine dell’equipaggio siano molto sporche e preferisce dormire all’aria aperta, se c’è posto… Fra dolori e rumori arriva l’alba, apro un occhio, sono più stanca della sera precedente. Mi lavo i denti, mangio un pezzo di pane e formaggio, scendo a terra per cercare di cambiare il biglietto. Inutile restare un altro giorno a bordo, posso rientrare direttamente da Tikeau! L’unico volo della giornata è nel pomeriggio, devo aspettare parecchie ore, vado al negozietto cinese di alimentari a prendere informazioni… Ho la fortuna di simpatizzare con una simpatica signora che sta facendo spese, ha una pensione e mi accompagna nella sua spiaggia, giusto giusto accanto all’aeroporto. Così, la seconda giornata di faticosa navigazione su di un cargo lento e sporco in mezzo al mare agitato si è trasformata in una mattinata di relax su una spiaggia da sogno. Grazie Polinesia di viziarmi come sempre, grazie!

  

Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , | 2 commenti

Partenza da Makatea

img_0588

Dopo due giorni su e giù per l’isola di Makatea, per scoprire ogni suo anfratto più segreto ma non solo, amo parlare con la gente, vivere la loro vita per sentirmi parte del luogo, eccomi al belvedere, quello sul porto, ad osservare il lento avvicinarsi del cargo Mareva Nui, lento ma inesorabile. Salirò a bordo, so che è una nave spartana, molto più spartana del Mary Stella con il quale ho viaggiato. Dormirò in una cuccetta all’aperto, senza materasso, sdraiata su di una semplice tavola di legno, avvolta nel mio sacco a pelo che mi aiuterà a resistere all’umidità della notte. Navigherò due lunghi giorni a bordo di questo cargo, non vedendo l’ora di scendere nelle due tappe intermedie, Mataiva e Tikeau per sgranchire un po’ le gambe e perdere quella sensazione di prigionia che inevitabilmente mi assale quando sono costretta in spazi ristretti. Soffrirò, lo so, ma ne è valsa la pena, Makatea è un’isola di una bellezza incredibile!

img_0589

 

Categorie: Polinesia Francese | Tag: , , | Lascia un commento

Blog su WordPress.com.