Bali

L’isola di Bali stupisce per la sua profonda spiritualità, difficile comprendere la differenza fra un tempio, una casa privata, un museo… Ogni cosa è circondata da altari, le offerte sono ovunque, ho fatto sempre attenzione a non calpestarle, specie le piccoline, un quadratino di foglia on qualche chicco di riso.

Ubud è la località che più mi è piaciuta, fresca, spirituale e piena di cultura, le manca solo il mare!

I campi di riso, dal tenero colore verde, basta svoltare in una laterale appena percettibile ed eccoli apparire!

Offerte abilmente composte e statue si trovano ovunque, servono a proteggere dagli spiriti maligni che, pare, si aggirino in grande quantità sull’isola.

Ho mangiato per strada, trovando cucine sopraffine, come questa a Padangbay che mi ha accolta appena arrivata, nel bel mezzo di un acquazzone!

Ho visitato la nera spiaggia di Lovina, a nord dell’isola, che mi ha fatto ricordare le altre sabbie nere sulle quali ho camminato, punta Venus à Tahiti e Ostia, a fianco a Roma. Vulcani, sempre vulcani che lasciano una traccia perenne.

Ho passeggiato in una splendida natura rigogliosa…

Ho visitato luoghi surreali, come Goa Gajah, la grotta dell’elefante, dove di prima mattina ci si viene a purificare.

Ho assistito alle danze Legong

Ho ammirato i vulcani, da lontano però, anche perché il dio Agung è in eruzione, pericoloso avvicinarsi, la popolazione è evacuata da prima di Natale!

Ho ammirato le decorazioni floreali degli alberghi, ma anche per strada

Ho nuotato nelle acque di Nusa Dua, passando una magnifica giornata in spiaggia

Ho pranzato nella baia dei Pirati, che facevano credere infestata di spiriti, per poter trafficare con tranquillità!
Sono rimasta profondamente ammirata dalla grazia di questi luoghi.

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Singapore

Eccomi per la seconda volta a Singapore, questa magnifica città stato dove tutto funziona alla perfezione. Ci arrivo dopo una decina di giorni a Hong Kong, un angolo di Cina che Cina non è, fortemente legata al consumismo. Singapore è dolce, Singapore è tranquilla, il suo clima caldo umido ti avvolge, la sua popolazione multietnica è sorprendente!

Simbolo di questa città era il leone che sputa acqua, come un idrante dei pompieri, ormai sorpassato dal Marina Bay, l’albergo realizzato in tre torri con sopra appoggiato qualcosa che ricorda la sagoma di una nave, con una delle piscine a sfioro più esclusive al mondo, Infinity, riservata ai soli clienti dell’albergo. Ho incontrato molte persone che sognano di nuotare nelle sue acque, sospesi fra terra e cielo, circondati dalle sagome dei grattacieli e, visto che durante il mio primo soggiorno a Singapore non ero salita, l’ho fatto oggi, per avere un’impressione personale. Ne vale la pena? No, per me no, la piscina era stracolma di gente, difficile nuotare, la maggior parte delle persone si accontentava di stare a bagnomaria, cercando di proteggersi dal sole che filtrava dal cielo velato. Certo, in camera tutti avevano trovato accappatoio e ciabattine di spugna, la divisa per i clienti esclusivi, ma la lunga fila all’accoglienza mi faceva capire che più che sostanza, il business si basa sull’ottima azione pubblicitaria. Il panorama, parte sul porto, parte sui lavori in corso, perché a Singapore ci sono sempre una miriade di lavori in corso, grosse opere come in tutta l’Italia non se ne fanno in un anno, parte sui vicini grattacieli non è eccezionale. Unica eccezione il Garden of the Bay che, con i suoi alberi artificiali resta una meraviglia della tecnica. Ne era stato copiato uno per l’Expo di Milano, uno, solitario.

Quindi, cari amici miei, accontentatevi di ammirare la sagoma del Marina Bay da lontano ma non saliteci, potreste restare delusi.

Se proprio volete verificare le mie parole, non vi conviene pagare i 23 sgd per l’ingresso allo Sky Park, meglio salire al bar, Ce la Vi, si anticipano 20 sgd che vengono scalati dalla consumazione. Potrete vedere in che stato di affollamento si trovi la piscina.

Non dico questo perché allergica al lusso, solo a quello senza sostanza… Mi sono divertita tantissimo a farmi fotografare nei negozi delle grandi firme nel sottostante centro commerciale.

That’life, that’s my life!

In ricordo di Pedro

Questa foto è dedicata a quella Pantera Rosa di mia sorella! 😉

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In giro per Stoccolma

Camminando alla scoperta della città!


Con nuovi amici

I cani poliziotto!

Vasa, ovvero come fare della disgrazia di un naufragio un interessante museo!

Città regale!

Scultura reale, veramente ben riuscita!

Voglia di colore!

Simpatiche barchette!

Case in legno scolpito

Skansen!

Simpatiche casette in legno!

Scanalature provocate dalle spade, per affilarle!

Le renne di Babbo Natale!

Un nuovo nato, candido come la neve!

Corna ramificate e pelose

Un orso!

Bufali… Faranno la mozzarella anche in Svezia?
Tetto vegetale!

Senza vergogna… 😉

Bacche vermiglie

Stagione dei granchi…
Cibo tipico svedese, come da Ikea!

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Maupiti e Bora Bora

La pass di Onoiau, entrarci non è semplice, è l’unico canale di accesso, con corrente sempre uscente. E che corrente!

Ritrovarsi!

Quando il gruppo merita, lo si fotografa volentieri!

Chi ci ha scorrazzati su e giù per la laguna? Nientepopodimeno che l’armatore del Maupiti Express, il mitico battellino giallo che, ahimè, non collega più Maupiti con le isole vicine.

La simpatica casa di Ah Ky

La vista salendo in montagna

Marae

Na na!

Che nuotate con le mante reali!

L’altra faccia del motu

Siamo finiti nelle foto pubblicitarie dell’ottimo Maupiti Village! Della cara Audine.

Bora Bora ci guarda: domani voleremo lì!

Bora Bora

I gruppi di AVVENTURE nel MONDO non passano inosservati! 

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Vuoi viaggiare con me?

Ecco i miei prossimi 3 viaggi in programma:

Dal 2 al 10 dicembre GIBUTI SOLO: la perla del Corno d’Africa, paesaggi lunari, laghi e deserti e un mare meraviglioso; a dicembre sarà possibile nuotare con lo squalo balena!

Dal 26 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 HONG KONG – KOWLOON, Alla scoperta dell’isola principale, le isole minori e i nuovi e vecchi territori sul continente: una parte di Cina con caratteristiche proprie.Schermata 2017-11-20 alle 18.03.26

BALI LOMBOK GILI BREVE, 12 giorni tra le isole degli dei, tradizione, spiritualità e una splendida natura!

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Cosa aspetti ad iscriverti? Sarà un’esperienza indimenticabile!

Naturalmente sempre e solo con…

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Storia di una traversata

Quest’anno il clima è bizzarro nell’emisfero sud, l’inverno australe si fa sentire in tutte le sue sfumature, anche se rapportato alla mitezza del clima polinesiano. Abbiamo dovuto affrontare la traversata della laguna di Rangiroa in una giornata di mare mosso, è grande questa laguna, la più grande dell’arcipelago delle Tuamotu, potrebbe tranquillamente contenere l’intera isola di Tahiti con la sua coda. Il tempo normale di attraversamento è di circa un’ora, dipende dalle condizioni del mare… Sapevamo che sarebbe stata dura. Del nostro piccolo gruppo nessuno ha avuto paura, avevamo grande fiducia in Manua, il nostro capitano. La rotta più breve sarebbe stata quella obliqua, ma avremmo avuto le onde di fronte, allora Manua ha tagliato la massa d’acqua perpendicolarmente, preoccupandosi del nostro confort. All’inizio era impressionante, le onde muovevano la barca come se fosse un fuscello, facendola salire e scendere sulle sue liquide montagne che la toccavano di traverso, sembrava potesse capovolgersi in ogni momento. Ero a poppa, seduta nel lato maggiormente riparato, ciò nonostante forti secchiate salate mi sommergevano con regolarità. Ero girata a guardare la scia, il punto maggiormente omogeneo, per evitare un attacco di mal di mare o perdermi in inutili preoccupazioni. Intorno a me tutti erano silenziosi, il capitano concentratissimo, come lui anche Moana, il suo uomo di fiducia, originario di Rapa, dalle mille abilità, non ultima la navigazione: il suo figlioletto di appena 6 anni segue le sue orme, tanto da essere capace di indicare la rotta fra mille scogli di corallo. Vedevo il volto terreo di Claudia, seduta proprio di fronte a me, di tanto in tanto mi giravo e notavo la sofferenza di Titti, immobile, assente, come se fosse in un altro mondo… Per proteggerci ci siamo tutti chiusi in noi stessi, a doppie mandate, fermi, immobili, pensando ad altro per non soccombere sotto la forza dei marosi, aspettando che passasse quel tempo infinito, necessario a rientrare. Un paio di volte ci hanno chiesto se tutto andasse bene, cosa potevamo fare se non annuire? Non avevamo scelta.

Una volta raggiunta la terra, quando il cuore già si allargava dalla gioia, abbiamo dovuto costeggiarla, le onde erano di fronte e ci colpivano con maggiore violenza. Piero e Noemi si sono sdraiati sui bagagli per essere meno colpiti, se non avessero avuto quell’espressione tirata sarebbero sembrati due allegri vacanzieri. Eravamo quasi arrivati, ho visto Manua rilassarsi, emettere grida di gioia anche se le secchiate avevano raddoppiato forza e intensità, eravamo quasi alla fine, il più era fatto, sicuramente il nostro nocchieri conosceva quel tratto di mare, pass di Avatoru compresa, come le sue tasche. La grande casa di Olga sembrava non spuntare mai. La ricordavo così vicina, invece ci sono voluti altri 20 minuti di navigazione, durante i quali, se mai avessimo ancora avuto un centimetro di corpo asciutto, ci eravamo ridotti tutti grondanti.

L’ingresso nel piccolo porticciolo è stato drammatico: la forte corrente lo agitava e non era quasi possibile fermarsi. I cani hanno annunciato il nostro arrivo con un rumoroso abbaio, correndo in tutte le direzioni, immediatamente Sophie, la giovane moglie di Moana è corsa ad aiutare… Moana facendo da puntello con il suo fisico possente teneva ferma la barca mentre l’altro ragazzo dell’equipaggio lanciava le valige sulla piccola banchina… Sì, avevamo anche tutte le valige con noi! Provvidenzialmente coperte da una tela cerata.

Ricordo di essere scesa il più velocemente possibile, avevo bisogno di fare pipì, non vedevo l’ora di toccare terra e trovare un bagno. Anche Olga è accorsa gridando: “Nella doccia, andate nella doccia!” Indicando la sua casa, dove c’è sempre l’acqua calda. Ho salito i gradini a due a due, come mi sono infilata nella doccia ho visto le altre arrivare alla spicciolata, il calore è stato ritrovato con l’acqua calda condivisa, tutte insieme appassionatamente, un po’ vestite un po’ in costume, tremanti ma allegre, felici di aver ritrovato la terra ferma. L’ultima ad arrivare è stata Claudia che, dopo aver tanto tenuto, si era sentita male non appena toccata terra.

Come siamo scese un buon the caldo era già pronto, non mi è bastato, tremavo ancora dal più profondo del mio corpo. Sono uscita a comprare il Tahiti Drink, una bevanda leggermente alcolica, che è stata determinante.

Il bello di questa Avventura è che la abbiamo affrontata tutti insieme, uniti, col gruppo ben saldo. Appassionatamente. Come dovrebbe sempre essere.

Con Manua alla partenza

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Solo atolli

L’arrivoIMG_7480

Fakarava

Dopo un rapido volo

Eccoci a Tetamanu, davanti alla sua magnifica passIMG_7586

Ricca di energia!IMG_7535

Il nostro capitano: Tino e la sua barca, se l’è costruita da solo!IMG_7495

Una mezz’oretta di pesca al tramonto: 17 tonni!IMG_7531

Alle sabbie rosa davanti TetamanuIMG_7564

La cucina dove preparavamo i nostri pasti, appena costruita!IMG_7585

Anche i tramonti sono speciali!IMG_7577Ultimi 2 giorni nell’atollo di Fakarava, li passiamo al villaggio, gita alla pass nord!IMG_7613

L’oceano è agitato…IMG_7626

Ma non ci ferma!IMG_7629

MaraeIMG_7621

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Ciao Fakarava…IMG_7635

Voliamo in un nuovo atollo!IMG_7641

RANGIROA

Una giovane manta reale ci accoglie danzando! Ottimo presagio!

Prima gita alle sabbie rosa!IMG_7708

Siamo entusiasti!IMG_7670

Idromassaggio naturale!IMG_7689

Impossibile resistere! Con quel cielo poi…IMG_7703

Cocchi ovunque… Ambitissimi!IMG_7719

Anche da questo granchio!IMG_7727

C’è chi raccoglie le conchiglie, per comporre le collanine tradizionaliIMG_7721

C’è chi pesca nell’oceano profondo! Come questa bella vahine!IMG_7723

Un’oretta insieme, abbiamo immediatamente fatto amicizia!IMG_7724

Ci fermiamo su un’altra spiaggia, tutto è rosa intorno a noi!IMG_7739

Piatti di carta? Nooo, vassoi di foglie intrecciate! Pane al cocco, delizioso!IMG_7740

Alba dei due soli… Per un attimo ho creduto che l’universo fosse cambiato, ma era solo una nuvola!IMG_7744

Isola degli scogli, giusto dietro la tenda!

Tutti hanno case di metallo…

Anche i paguri!

Con un sorriso ci prepariamo alla traversata, la laguna è agitata, saranno più di 2 ore di secchiate in faccia… Manua, il nostro capitano è bravissimo! Non abbiamo mai avuto paura!

Con i nostri due angeli!

Tutti insieme! Appassionatamente!

Tikehau

Il nostro campo

In una magnifica spiaggia!

Anche questo atollo è magnifico!

Gita al motu degli uccelli

Magnifici coralli cervello

Eden, paradiso!

Felicità!

Riusciamo sempre a mangiare!

Libertà!

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Maupiti ancora

img_7990Mi riempio gli occhi dei tuoi colori, cara Maupiti, mi faccio stregare dai tuoi blu e dai tuoi azzurri, splendenti e infiniti. Ho bisogno di assorbirli fino all’ultima cellula del mio corpo, farli miei, renderli indelebili nella mia mente per prepararmi ad affrontare il lungo viaggio in Italia.Maupiti è un’isola speciale per me. Se amo tanto la Polinesia è per essere rimasta qui bloccata nel corso del mio primo viaggio. Era il 2001. Lo avevo sottovalutato come aspettative, anche temuto, in quello che pensavo fosse il paese dei viaggi di nozze, che mi ha inaspettatamente fatto entrare nel cuore della Polinesia e della sua gente. Sono loro che fanno la differenza, sono le persone che con la loro garbata ospitalità, rendono uniche queste isole, già di estrema bellezza, aggiungendo questa qualità unica al mondo. Ho molto viaggiato, ho molto visitato, ma un altro posto come questo non riesco proprio a trovarlo.

Maupiti è un’isola speciale per me, per i bei momenti che ci ho vissuto, per le persone che oggi non ci sono più, il cui ricordo è scolpito nella mia mente. Alain, ti sento ancora aleggiare nell’aria, ad un anno dalla tua scomparsa, la stessa notte del tuo matrimonio con Audine, al quale, fortunatamente non ero stata invitata. Mi si sarebbe strappato il cuore. Si sente la mancanza dei tuoi commenti salaci, le tue risatine sotto i baffi, hai lasciato un grande vuoto e la tua sposa è inconsolabile. Quanto a te Ale, mi hai lasciato di stucco, tanto più che non so nemmeno dove potrei portarti un fiore, te ne sei andato così, veloce ed improvviso, se non fosse stato per una telefonata non lo avrei mai saputo.

Maupiti è un’isola importante per me, piena di ricordi.img_8183

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Alba

Mi sono fermata per gustare l’alba. Una timida luce arancione che rischiarava con estrema delicatezza le spesse coltri di nubi, non il solito caleidoscopio forte e prorompente, non il rosa acceso di sempre, un’alba tenera e romantica, diversa dalle solite dell’isola di Tahiti.

In queste giornate mi sveglio quando ancora fa buio, sono riuscita ad essere piena d’impegni anche quaggiù, dall’altra parte del mondo, dove ero venuta a rifugiarmi in cerca di una vita tranquilla. Non si sfugge alla propria indole, la preparazione del libro prima, gli articoli sulla Heiva, con tutti i video da montare, il gruppo in arrivo stanotte…

Mai avrei pensato di dover dedicare tante energie all’organizzazione di un viaggio nella mia Polinesia, che conosco così bene, dove vivo e viaggio da ben 6 anni. L’imprevisto è in agguato con i voli intercontinentali e interni che non combaciano mai, e di continenti bisogna attraversarne ben due; ciliegina sulla torta l’iscritta dell’ultima ora che mi ha fatto ricominciare tutto da capo.

Partiremo domani per le lontane Tuamotu, arriveremo diretti alla pass sud di Fakarava, il più bel posto che ho visitato nel Pacifico, il mare è mosso, balleremo nel tragitto in barca dall’aeroporto, sono più di 2 ore di barca. 

Spero che i compagni di viaggio riescano ad essere all’altezza di questo viaggio! Classificazione Avventura, con la A maiuscola e quando si viaggia con me non si scherza! 

Scriverò ogni giorno, ho voglia di ritrovare me stessa dopo questo periodo così intenso, che mi ricorda, ahimè, la mia vita passata, piena di impegni e responsabilità.

Ho bisogno di perdermi nella natura prorompente degli atolli, ricca di energia, tanto da farti dimenticare ogni cosa. 


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Galapagos

La cosa più bella fatta negli ultimi 6 anni? (Polinesia a parte) La crociera alle Galapagos!

Sono isole speciali, Les Encantadas, altro nome dell’arcipelago, con un passato particolare: disabitate o quasi fino al secolo scorso, ospitano una fitta popolazione di animali, padroni incontrastati di queste isole.

Ad attenderci, sulla prima spiaggia, una bella iguana!

E che spiaggia!

Le mamme covano,proteggono le uova dal sole,

e i piccoli appena nati!

Per coccolarli non appena crescono.

Sono una sula dalle zampe rosse

Sono una sula dalle zampe azzurre!

Sono un maschio di fregata

Mi gonfio per attirare la “preda”!

Quanta concorrenza!

Eccola, la femmina è arrivata!

Le piacerò?

Mentre le fregate amoreggiano, le golondrine (rondini) volano fra cielo e mare, ma attenzione!

Il gufo delle Galapagos, unico rapace che caccia durante il giorno, le aspetta nel nido!

Prima ci pensa…

…poi si lancia nella pesca!Leoni marini

Mentre gli altri prendono il sole mi metto in posa!

Io succhio il latte alla mia mamma!
L’ebrezza di nuotare con i leoni marini! ma anche enormi squali martello, pinguini… La particolare posizione geografica delle Galapagos, lambite dalla corrente di Humboldt che vi porta i i rigori del polo, fa sì che nelle sue acque nuotino colonie di simpatici pinguini, i secondi più piccoli al mondo, che si divertono a fare su e giù nelle acque di Bartolomè in cerca di cibo.

Questo cactus è l’unico a crescere sulle colate laviche!

Un meraviglioso, antico caminetto!Ricami

Iguane:

Si nutrono dei cactus che, per proteggersi, hanno sviluppato il tronco.

Una iguana su 400 riesce a salire sui cactus, la specie migliora!

Sorriso…

Iguana rossa dell’isola Isabela

Iguana di mare
Laguna con fenicotteri


Uno dei panorami più famosi delle Galapagos, con tanto di pinnacolo! Preso da un’angolazione diversa, però!


Dedicato alla nostra guida naturalista, tragicamente scomparso insieme alla figlia sedicenne in un incidente stradale.

Per chi volesse maggiori informazioni, può trovare un mio articolo pubblicato su RivistaEtnie

 

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